Ai Overview: A distanza di decenni dalla sua scomparsa, la figura di Alberto Moravia continua a rappresentare uno snodo cruciale per comprendere la letteratura e la società italiana del Novecento. Il percorso dell’autore romano si caratterizza per una produzione vasta e multiforme, capace di spaziare dal romanzo all’inchiesta giornalistica, mantenendo sempre uno sguardo analitico e disincantato sulle contraddizioni del proprio tempo. Attraverso la costante ripubblicazione delle sue opere e il proseguimento del piano editoriale della sua Opera omnia, emergono non solo il valore letterario dei suoi scritti, ma anche l’importanza del suo impegno civile e intellettuale. I rapporti umani e professionali con personalità di spicco dell’epoca, uniti a una profonda indagine sull’alienazione e sulla crisi esistenziale dell’individuo moderno, restituiscono l’immagine di un intellettuale attento alle dinamiche del reale e costantemente interrogato sul senso della condizione umana.
I luoghi simbolo e i legami intellettuali
Alberto Moravia fu trovato morto la mattina del 26 settembre 1990 nel suo appartamento di Roma in Lungotevere della Vittoria, lo stesso che in seguito diventerà la Casa Museo, dove ancora oggi è possibile vedere la sua Olivetti 82, ben collocata tra le maschere africane e i quadri di amici pittori. Fu legato alla scrittrice Elsa Morante da un rapporto intenso e tormentato fino alla separazione avvenuta nel 1962, e senza dubbio il loro legame ha inciso sull’attività artistica di Moravia e sulla pubblicazione di alcuni romanzi, come con «La ciociara». Ebbe, poi, un’amicizia ventennale con Pierpaolo Pasolini al punto che fu proprio Moravia a parlare il 5 novembre 1975, a Campo de’ Fiori, davanti alla bara dell’amico ucciso all’Idroscalo.
La produzione artistica e l’impegno civile
La sua produzione artistica è stata notevole e si è espressa attraverso la scrittura di numerosi romanzi, oltre a raccolte di racconti, saggi, opere teatrali e reportage di viaggio, a testimonianza di una personalità poliedrica, e tratti camaleontica, che amava viaggiare e raccontare le esperienze vissute. Nell’ottobre del 1982 visitò Hiroshima con Dacia Maraini e da quel viaggio nacquero tre anni di inchieste e interviste contro l’atomica, tema che poi riprenderà nel saggio “L’inverno nucleare”. Nel 1984 fu eletto a Strasburgo come indipendente nelle liste del Pci e nel 1985 gli venne conferito il titolo di “Personalità europea”.
Il progetto di ripubblicazione e l’Opera omnia
Bompiani ha avviato una nuova edizione dei romanzi, per cui a marzo sono usciti «La romana» e «Il disprezzo», a luglio «La vita interiore» e «La disubbidienza» e, intanto, «Il conformista», pubblicato nel 1951, compie settantacinque anni. L’edizione critica dell’Opera omnia, invece, è stata avviata da Bompiani nel 2000 sotto la cura del compianto Enzo Siciliano, con un piano originario ripreso e rilanciato nel corso degli anni e che oggi vede la direzione di Simone Casini, con l’obiettivo di raccogliere la produzione complessiva in 19 volumi.
L’indagine esistenziale e la condizione umana
Riservato e dal carattere non molto espansivo, anche se dotato di una intelligenza apprezzabile, Moravia si definiva «non religioso», sebbene non smise mai di interrogarsi sulla questione del senso tanto che nel saggio «L’uomo come fine» del 1964, descriveva un mondo che, svanito il cristianesimo, rischiava di ridurre l’uomo a strumento. Le sue riflessioni sulla vita e sulla crisi esistenziale dell’essere umano comune, lo portarono a ritenere che l’assenza di un orientamento è una sofferenza che può portare a subire la vita, schiacciati da un senso di impotenza, a costruire relazioni umane prive di autenticità, mosse dall’opportunismo, e a perdere il contatto con la realtà circostante.













