Il seminarista Vincenzo Foti ha ricevuto il ministero dell’accolitato

L’Arcivescovo Dellagiovanna ha presieduto la solenne liturgia ed ha esortato a farsi «pane spezzato», amore tangibile per i poveri e il corpo ferito dell’umanità
Vincenzo Foti ha ricevuto l'accolitato

La terza domenica di Avvento, tradizionalmente dedicata alla gioia, ha portato un dono speciale alla Chiesa di Reggio Calabria – Bova direttamente dal cuore di Roma: nella suggestiva cornice dell’Almo Collegio Capranica, il seminarista reggino Vincenzo Foti ha ricevuto il ministero dell’accolitato, una tappa importante del percorso di discernimento e formazione verso il sacerdozio.

Una celebrazione di intensa comunione ecclesiale

Si è trattato di un momento di intensa comunione ecclesiale che ha unito idealmente la comunità del Collegio romano con la diocesi di appartenenza del giovane originario della Parrocchia Santa Maria della Misericordia in Salice. A presiedere la solenne celebrazione eucaristica è stato monsignor Giancarlo Dellagiovanna, Arcivescovo titolare di Sistroniana e Nunzio apostolico in Burkina Faso.

La presenza della comunità e dei formatori

Il rito si è svolto alla presenza di compagni di studio, familiari e sacerdoti giunti per sostenere i candidati: don Vincenzo, infatti, è stato accompagnato da una rappresentanza della Parrocchia di Salice guidata dal Parroco don Maurizio Demetrio, dalla sua famiglia, da don Francesco Marrapodi, assistente nazionale Acr, realtà associativa che appartiene al cammino vocazionale di Vincenzo e da don Pietro Casciano, compagno di studi presso la Pontificia Università della Santa Croce. Ad aprire la liturgia è stato il saluto del Rettore del Capranica, don Filippo Nicolò, che ha voluto sottolineare la natura profonda della relazione che si instaura in questi anni di studio. Ringraziando il presule per aver accettato di condividere la preghiera e l’Eucaristia, il rettore ha poi espresso la felicità dell’intera comunità formativa, affermando: «Siamo lieti che questi giovani possano avanzare nella disponibilità a vivere con gioia queste tappe significative del loro cammino formativo».

L’omelia e il significato dell’accolitato

Durante l’omelia, l’arcivescovo Dellagiovanna, ha offerto una meditazione sul significato dell’essere accoliti oggi, fuggendo da ogni interpretazione puramente ritualistica del ministero: l’Arcivescovo ha definito questo passaggio come «un passo in avanti nel cammino», ricordando che se il lettorato è la scuola della Parola, l’accolitato è il servizio all’altare e all’Eucaristia.

Le sue parole hanno spinto lo sguardo oltre la liturgia celebrata, per abbracciare la vita vissuta: «l’accolito è soprattutto un uomo che si fa pane spezzato, che si fa Eucaristia nella vita di tutti i giorni».

Un servizio che diventa carità concreta

L’invito rivolto a Vincenzo Foti e ai suoi compagni è stato quello di incarnare una carità concreta, poiché l’Eucaristia stessa è amore che si fa tangibile nel «servizio ai poveri, ai malati, ai sofferenti». Secondo la riflessione dell’Arcivescovo, la vera essenza di questo ministero sta proprio nel «mettersi al servizio del corpo della storia», che si identifica con l’uomo stesso. La celebrazione si è conclusa in un clima di festa, consegnando alla Chiesa di Reggio Calabria – Bova un nuovo accolito unitamente alla promessa di un servizio che, partendo dall’altare, mira a farsi prossimo per ogni fratello che si incontra lungo la strada.

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