Il Tribunale esclude la responsabilità dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano nel caso Istituto Papa Giovanni XXIII

La sentenza ha riconosciuto la correttezza dell’operato dell’Arcidiocesi e l’estraneità alle condotte illecite poste in essere dall’ex amministratore della Fondazione
Cattedrale Cosenza

La decisione conferma la specificità del ruolo degli enti ecclesiastici e la necessità di una valutazione rigorosa dei presupposti della responsabilità civile, escludendo indebite estensioni che potrebbero compromettere l’autonomia e la missione pastorale di tali enti

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Il Tribunale di Cosenza, con sentenza del 20 dicembre 2025, ha rigettato integralmente la domanda di risarcimento danni per oltre 121 milioni di euro avanzata da Comabbio Securatisation S.r.l. nei confronti dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano in relazione al fallimento dell’Istituto Papa Giovanni XXIII.

Era stato richiesto il risarcimento dei danni

La società attrice, cessionaria dei crediti della curatela fallimentare, aveva chiesto il risarcimento nei danni patrimoniali addebitando all’Arcidiocesi una presunta responsabilità per omesso controllo sull’attività dell’allora mons. Alfredo Luberto, amministratore della Fondazione successivamente condannato penalmente per bancarotta fraudolenta e altri reati.

L’intervento del Tribunale di Cosenza

Il Tribunale ha chiarito che la vigilanza dell’Arcidiocesi era limitata agli aspetti spirituali e pastorali dell’attività della Fondazione, non alla gestione imprenditoriale, per la quale l’ente ecclesiastico “alcuna competenza avrebbe potuto avere”.
La sentenza ha inoltre escluso l’applicabilità dell’art. 2049 del codice civile, evidenziando come Luberto abbia agito “per finalità meramente personali, voluttuarie ed egoistiche, alle quali l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Agostino era del tutto estraneo”.

L’autonomia giuridica della Fondazione

Il Giudice ha riconosciuto l’autonomia giuridica della Fondazione quale “autonomo centro di imputazione di rapporti giuridici” e ha sottolineato l’assenza di qualsiasi collusione tra l’Arcidiocesi e l’amministratore, configurandosi piuttosto “uno stato di sudditanza o eccessiva fiducia” dell’Arcivescovo nei confronti di Luberto.

La decisione conferma la specificità del ruolo degli enti ecclesiastici e la necessità di una valutazione rigorosa dei presupposti della responsabilità civile, escludendo indebite estensioni che potrebbero compromettere l’autonomia e la missione pastorale di tali enti.
La sentenza del Tribunale di Cosenza ha riconosciuto la correttezza dell’operato dell’Arcidiocesi Cosenza Bisignano e l’estraneità alle condotte illecite poste in essere dall’ex amministratore della Fondazione.

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