Ai Overview: Nel 1954, l’etnomusicologo americano Alan Lomax e l’etnologo reggino Diego Carpitella intrapresero un viaggio in Calabria per documentare le espressioni musicali locali, registrando suoni e scattando fotografie in diverse località del territorio. Questa ricerca, sviluppatasi nel contesto della ricostruzione post-bellica italiana, mirava a mappare il patrimonio sonoro nazionale partendo dalle regioni del Sud. I risultati della tappa che ha coinvolto i centri del reggino sono raccolti in un volume edito da Rubbettino, curato da Danilo Gatto, che documenta pratiche e tradizioni per preservarne la memoria storica.
L’esplorazione musicale del 1954
Una Calabria sconosciuta fatta di tradizioni, musiche, lingue e danze , riaffiora, come riaffiorano antiche pietre, monumenti e architetture da scavi archeologici. È la Calabria simbolo della cultura greca e rurale riunita negli scatti fotografici e nelle registrazioni sonore di Alan Lomax e Diego Carpitella nel lontano 1954, fra Cardeto, Mammola e Cinquefrondi. Lomax, etnomusicologo americano, conosciuto come «l’uomo che registrò il mondo», e Carpitella, etnologo ed etnomusicologo primo docente di Etnomusicologia in Italia presso l’università La Sapienza di Roma , originario di Reggio Calabria , intrapresero, negli anni in cui l’Italia rinasceva, dopo la tragedia della guerra, un’esplorazione del mondo musicale nazionale. Cominciarono dalla Sicilia, per poi risalire lo stivale fino in Friuli, in un viaggio capovolto, da sud verso nord. In Calabria visitarono i villaggi dei pescatori a Bagnara e Scilla, le tonnare a Vibo Marina e Pizzo e le comunità di «Cardeto, Mammola e Cinquefrondi», luoghi che hanno dato il titolo del terzo volume del loro viaggio calabrese seguito a «Canti della tonnara» e «Bagnara e Scilla 1954». «Cardeto, Mammola e Cinquefrondi» (Rubbettino, pagine 320, euro 30) – a cura di Danilo Gatto, con contributi di Giorgio Adamo, Sergio Bonanzinga, Rosario Chimirri, Sergio Di Giorgio, Anna Lomax, Nico Staiti – racconta il viaggio di Carpitella e Lomax alla ricerca di tesori musicali e tradizioni avvolte nell’oblio, e a rischio scomparsa.
Le donne di Cardeto e la festa di Cinquefrondi
A Cardeto, si resero conto di trovarsi in una vera «capitale della musica»: riconoscimento derivante da un’abilità e una competenza diffusa fra tutti i suoi abitanti, soprattutto fra le donne. L’aveva già notata Corrado Alvaro, quest’abilità delle donne di Cardeto, tanto da scrivere, nel suo libretto d’esordio – «Polsi nell’arte, nella leggenda, nella storia» – «…Le giovinette di Cardeto, originali nel loro corpetto rosso allacciato sul petto, si possono dire le regine della danza. Hanno le gambe di ferro, ballano per delle notti intiere, sgomentando anche i contadini più forti». Quando Lomax e Carpitella si ritrovarono a Cinquefrondi, il 1° agosto del 1954, si era nel pieno della Festa della Madonna del Carmine, e come spesso è tradizione, in tanti paesi della Calabria, i protagonisti erano i Giganti, le tradizionali figure Mata e Grifone, ispirate alle leggende dei Saraceni. Il ricercatore americano, affascinato dalla curiosa forma di «processione», dedica ai Giganti ben trenta scatti, aggirandosi, con la macchina fotografica, tra la folla e i bambini.
Il completamento dell’opera di documentazione
A Mammola, i due, fecero la prima esplorazione sonora utile per disegnare il profilo della musica tradizionale italiana. Con la pubblicazione di questo terzo volume – sottolinea Danilo Gatto – si compie un altro passo importante verso l’edizione dell’opera completa di Lomax-Carpitella in Calabria. Resta da coprire l’ultima tappa, dello storico viaggio: Nicastro, Feroleto Antico, Serrastretta, dell’estate del 1954. A quel punto, sarà recuperato un altro tassello non solo di memoria o di «come eravamo», ma un pezzo di cultura locale da far rivivere, dopo lungo silenzio, prima che scompaia definitivamente.












