In Calabria l’indice di vecchiaia ha raggiunto il 189% e si stima possa superare il 233% entro il 2030. In alcune zone dell’entroterra, come la Presila, si arriva già al 290%, con punte estreme del 1850% nei piccoli comuni. Dati allarmanti che mettono in luce l’urgenza di politiche demografiche strutturali e lungimiranti.
Un’emergenza che minaccia la tenuta sociale delle aree interne
Il rapido invecchiamento della popolazione calabrese è un fenomeno che, se non affrontato con decisione, rischia di accelerare lo spopolamento delle aree interne e compromettere l’intero equilibrio socio-sanitario della regione. Le cause sono molteplici: calo della natalità, emigrazione giovanile, assenza di servizi, fragilità crescente della sanità territoriale.

Secondo l’analisi della Uil Pensionati Calabria, la Presila registra già un indice del 290%, mentre nei comuni più piccoli si raggiungono punte fino al 1850%, segno di un grave squilibrio generazionale.
Uilp: l’invecchiamento va governato, non subito
A commentare questi dati è Francesco De Biase, segretario generale della Uil Pensionati Calabria: «La Calabria sta invecchiando, e lo sta facendo rapidamente. È una sfida che può diventare un’opportunità se affrontata con visione, pianificazione e investimenti adeguati».
PER APPROFONDIRE: Gli anziani, avanguardia di speranza
Per De Biase occorre rafforzare il patto intergenerazionale, sostenendo sia i giovani nella scelta di rimanere, sia gli anziani nel diritto a vivere con autonomia, inclusione e partecipazione attiva alla vita delle comunità.
Dal piano regionale alle proposte per il futuro
La Uilp rivendica il contributo dato alla stesura del Piano regionale per l’Invecchiamento Attivo, introdotto dalla legge regionale 12/2018, e alla creazione della Conferenza permanente sulle problematiche degli anziani, nata per favorire un coordinamento interdipartimentale. Tuttavia, secondo il sindacato, questi strumenti non hanno ancora prodotto un impatto concreto sulla qualità della vita delle persone anziane.
Una programmazione basata su dati, non su emergenze
«Nel bilancio regionale serve una chiara inversione di rotta – aggiunge De Biase –. Non possiamo continuare a distribuire bonus una tantum o risorse senza visione. Serve un piano organico che metta al centro prevenzione, benessere, sanità di prossimità e residenzialità diffusa».
E sulla recente pubblicazione del bando “Allegra-mente”, De Biase lancia un monito: «Bene il finanziamento di 3 milioni di euro dal Fse, ma è inaccettabile che si proceda senza rispettare la normativa regionale, omettendo il confronto con le parti sociali previsto dalla legge. Serve coerenza tra atti e processi».

In conclusione, Francesco De Biase rilancia la proposta della Uil Pensionati: «L’invecchiamento non è un problema da subire, ma una trasformazione da governare. Vogliamo una Calabria dove vivere più a lungo significhi vivere meglio: in salute, con autonomia, diritti e dignità, ovunque si risieda. Questa è la sfida sociale che chiediamo alla Regione di raccogliere».













