La comunità ecclesiale di Reggio Calabria – Bova si arricchisce di nuove persone dedicate al servizio dell’altare e della carità, confermando la vitalità di una Chiesa che cammina e cresce nella fede. Il ministero dell’accolitato, radicato nell’antica tradizione cristiana e rinnovato dalle riforme conciliari, rappresenta uno snodo tra la celebrazione liturgica e l’esercizio concreto della prossimità evangelica. Attraverso un percorso formativo specifico, coordinato dall’Ufficio Liturgico Diocesano e dalla Scuola per Operatori Pastorali, i candidati hanno maturato una profonda consapevolezza del proprio ruolo: una missione che parte dalla Mensa eucaristica per raggiungere le periferie esistenziali della malattia e della solitudine. Nella riflessione che segue, Pietro Mundo condivide il senso di questo cammino, evidenziando il legame teologico e pastorale che unisce l’Eucarestia al servizio verso il prossimo, in piena comunione con il mandato dell’Arcivescovo Fortunato Morrone.
Un ministero tra altare e carità
Con immensa gioia, con impegno e nella preghiera ci siamo preparati a ricevere questo grande dono, dapprima dal Signore e poi dono della Chiesa, che si esprime nel ministero dell’accolitato. Un ministero che risale dai tempi antichi a partire dal III secolo, in precedenza quarto ed ultimo ministero che faceva parte degli ordini minori, poi divenuto, con la riforma avviata da Papa S. Paolo VI nel 1972 con la lettera apostolica “Ministeria quaedam”, un ministero istituito, insieme al lettorato, affidato anche ai laici. L’accolito è il ministro che si occupa di servire e curare l’altare, di poter distribuire la Comunione in forma straordinaria, di aiutare e collaborare con il sacerdote e il diacono nelle sacre liturgie; un ministero che si colloca nell’area dell’altare ma che si propaga verso il servizio ai fratelli. Non a caso la formazione specifica, curata da Don Nicola Casuscelli-direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano, si apre con il brano biblico tratto dall’evangelista Luca 22, 24-27: “…Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve” ad indicarci che il modello da seguire è Cristo, e l’accolito è colui che si mette in sequela di Gesù, diviene animatore della carità in virtù del servizio che svolge accanto al sacerdote. Un ministero nel quale non si esprime solo un servizio liturgico, ma che in virtù del battesimo e nell’essere a servizio della chiesa ministeriale, diventa missionario aperto ai fratelli e ai più bisognosi. Saremo chiamati, inoltre, ad essere promotori della vita liturgica delle nostre comunità ed in particolare, laddove si renda necessario, portare la comunione eucaristica a ogni persona che sia impedita a partecipare fisicamente alla celebrazione per l’età, per malattia o per circostanze particolari. In questo senso, l’Accolito è ministro straordinario della Comunione e a servizio della comunione che fa da ponte tra l’unico altare-Cristo e le tante case dei fratelli sofferenti. Un intimo legame tra liturgia eucaristica e carità. L’accolitato quindi è il ministero affidato a coloro che, nella Chiesa, sono chiamati a seguire i pastori, cioè a collaborare strettamente con loro nella specifica missione ad essi affidata e a offrire ai fratelli e alle sorelle un servizio ispirato ad una sincera carità, soprattutto nel momento in cui questa carità si manifesta e si celebra nelle celebrazioni eucaristiche.
Il valore della formazione condivisa
Manifestiamo anche la gioia di aver concluso l’esperienza formativa con la Scuola per Operatori Pastorali, sospesa causa Covid-19, e ripresa nel 2024, a cui va il ringraziamento al direttore Don Antonio Bacciarelli ed a tutti i formatori intervenuti, sacerdoti e laici, che con competenza ci hanno preparato, un percorso che coinvolge l’intera chiesa diocesana, che ci accompagna a vivere questo ministero con maggiore attenzione e responsabilità.
Il sostegno della comunità ecclesiale
La nostra gioia è certamente condivisa dai sacerdoti che ci hanno sostenuto, accompagnato e proposto al Vescovo, dalle nostre comunità, dai nostri familiari e amici, ed è bello sentire questo accompagnamento verso un ministero tanto grande legato all’Eucarestia, ritrovarsi e pregare insieme, elevare a Dio la nostra piccolezza che possa essere riempita della bontà e misericordia di Dio. Il nostro desiderio, accolto con paterna benevolenza dall’Arcivescovo Mons. Fortunato Morrone, ci incoraggia a servire la Chiesa con amore e disponibilità. Sentirsi accompagnati con la preghiera della Chiesa, che ci sostiene, ci incoraggia, ci mostra che ha a cuore il cammino di chi deve servire il Vangelo. Un ministero che non è certamente per noi, ma per voi!
Sulle orme del Congresso Eucaristico
Ricordi, pensieri ed emozioni travolgono la nostra mente, anche verso coloro che ci hanno preceduto ed hanno gettato i semi nel nostro cammino e sulla nostra formazione, insegnandoci lo spirito del servizio, e come non ricordare un momento ecclesiale intenso e di profonda spiritualità: il XXI Congresso Eucaristico Nazionale a Reggio Calabria nel 1988, alla presenza del Papa S. Giovanni Paolo II, dal tema “l’Eucaristia segno di unità, “Sebbene molti siamo un corpo solo” (1 Cor. 10,17). Un evento ecclesiale, certamente di tanti anni fa, ma che ha toccato i cuori, eravamo ragazzini, ma quel tema di S. Paolo, patrono della nostra antica arcidiocesi, di cui oggi celebriamo la Solennità della Conversione, ben si colloca con il ministero dell’accolitato, l’altare e il Corpo di Cristo ci uniscono, eliminano ogni barriera, ogni differenza e ci rendono una cosa sola. Quanta grandezza! Quanta grazia di Dio!
L’affidamento a Maria e il mandato
Ed infine ci affidiamo al Signore certi della comune vocazione di tutti e ciascuno a seguire il suo Vangelo e a edificare la sua Chiesa, alla nostra Madre Celeste, sotto il dolcissimo titolo di Maria Madre della Consolazione, possa rendere il nostro “eccomi” sempre più forte, umile e fedele, Lei che ci ha donato Gesù, pane di vita eterna, ci custodisca e ci protegga. “Amate di amore sincero il corpo mistico del Cristo, che è il popolo di Dio, soprattutto i poveri e gli infermi. Attuerete così il comandamento nuovo che Gesù diede agli Apostoli nell’ultima cena: Amatevi l’un l’altro, come io ho amato voi.” (dal Pontificale Romano)












