La Caritas reggina ha il volto di donna: il nuovo direttore si racconta

Mariangela Ambrogio Caritas

«Sono al servizio di questa Chiesa e con lo stesso spirito intendo servirla ancora. Un po’ di timore, dopo l’incarico affidatomi, l’ho avuto. Mi conforta, però, poter contare su tutte le persone con cui da anni collaboro in Caritas, sia a livello diocesano che nelle singole parrocchie». Mariangela Ambrogio il primo settembre scorso è stata nominata direttore della Caritas diocesana di Reggio Calabria – Bova.


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L’arcivescovo metropolita Fortunato Morrone ha voluto fosse lei a prenderne le redini. Ci sono almeno altri due precedenti in Calabria, a Locri e a Rossano. Ma è la prima volta che una donna laica ricopre tale incarico nella Chiesa reggina. «Sicuramente una novità», ammette Ambrogio che si dice, tuttavia, «orgogliosa di poter continuare lungo un cammino già tracciato da “giganti” della Carità, come don Italo Calabrò, ma anche monsignor Iachino e il mio predecessore don Pangallo». Una «grossa responsabilità» condivisa con il nuovo vice direttore, don Nino Russo.

Come ha risposto a questa chiamata?

Io sono in Caritas diocesana da circa dodici anni, provengo dall’esperienza del Cereso, una realtà che opera da sempre al fianco della Chiesa dove ho mosso i primi passi del mio servizio rivolto agli ultimi. Da una parte sono molto contenta di esserci in questo percorso di ripartenza. Dall’altra, come tutti coloro chiamati a fare qualcosa di nuovo, vivo delle paure che, sono certa, con l’aiuto del Signore sarò in grado di superare.

Donne e servizio, secondo lei questo è un valore aggiunto?

Nelle Caritas parrocchiali ci sono già tante donne che operano ogni giorno al servizio del prossimo. Donarsi agli altri non è semplice. Credo, tuttavia, che la sensibilità femminile aiuti a guardare agli ultimi con uno sguardo un po’ più materno. Una responsabilità notevole.


PER APPROFONDIRE: Diocesi Reggio Calabria, nuove nomine di monsignor Morrone


La nostra Caritas diocesana ha una storia importante. È nata proprio con Caritas italiana 50 anni fa. Quindi sono davvero onorata non solo di farne parte, ma adesso anche di guidarla.

Un occhio al passato, insomma, con lo sguardo rivolto al presente e al futuro di Caritas.

Il cinquantesimo dalla fondazione è l’occasione per ripensare alla Caritas del domani. Faccio mio l’invito di papa Francesco all’ultima assemblea nazionale. Attuare la carità in modo creativo. Che significa essere sempre pronti a dare risposta ai bisogni che si ripropongono in maniera sempre diversa. E l’ultimo periodo, segnato dalla pandemia, ci ha insegnato tanto.

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