La Chiesa reggina consolida il suo legame con le terre della prima evangelizzazione attraverso un progetto che unisce Gerusalemme ed Efeso in un unico orizzonte missionario. Al centro di questo ponte spirituale si colloca l’opera di don Valerio Chiovaro, sacerdote fidei donum della diocesi di Reggio Calabria – Bova, la cui missione in Medio Oriente ha ricevuto recentemente una nuova veste ufficiale. Il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, lo ha infatti nominato assistente pastorale per i sacerdoti e i laici in missione temporanea, un incarico che mira a favorire l’integrazione e la cura delle relazioni all’interno delle comunità cristiane locali. In questo contesto di apertura e servizio si inserisce l’attivazione di “Casa Efeso” in Turchia, una struttura nata per offrire ai presbiteri un tempo di rigenerazione spirituale e di ritorno alle sorgenti della fede, immersi nella geografia della salvezza e nella memoria apostolica.
Una nuova casa di spiritualità nel cuore della Turchia
Nuovi orizzonti si aprono per la missione della Chiesa reggina fuori dai confini nazionali, consolidando un percorso che la unisce alla Terra Santa. Don Valerio Chiovaro, sacerdote fidei donum presso la diocesi di Gerusalemme, ha recentemente condiviso con il presbiterio diocesano un’importante novità che arricchisce il servizio pastorale già in atto. Su mandato del Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa, egli si occupa da qualche anno della pastorale biblica e della formazione, un impegno che dallo scorso gennaio ha trovato un’ulteriore espansione grazie alla firma di una convenzione con la diocesi di Izmir per la gestione di una casa di spiritualità situata a Efeso, in Turchia.
L’itinerario formativo tra silenzio e memoria apostolica
La struttura, denominata Casa Efeso, è stata oggetto di lavori di risistemazione mirati a renderla idonea a ospitare esperienze spirituali significative. L’obiettivo è offrire percorsi che permettano di immergersi nella «geografia della salvezza» e di favorire l’incontro con la Chiesa locale. Si tratta di un luogo «molto sobrio, ma altrettanto denso di silenzio e pace», situato a pochi minuti dalla Basilica di San Giovanni e dagli scavi della città antica. Efeso non viene proposta semplicemente come una meta turistica o un luogo da visitare, ma come una terra in cui la memoria apostolica e la testimonianza dei primi cristiani continuano a parlare al cuore dei credenti.
La proposta degli esercizi spirituali per il clero
Proprio in questo contesto nasce la proposta di un’esperienza di esercizi spirituali e vita comunitaria rivolta ai sacerdoti. L’iniziativa è pensata per un gruppo ristretto, fissato a un massimo di otto partecipanti, che desiderino vivere un tempo di ritorno all’essenziale. Il tema scelto per queste giornate è «Un solo corpo», incentrato sulla vita delle prime comunità cristiane alla luce della Lettera agli Efesini. Questo testo paolino offre una visione della Chiesa come comunione riconciliata e corpo edificato nello Spirito, rappresentando un riferimento prezioso per chi è chiamato al ministero sacerdotale e sente l’esigenza di ritrovare la sorgente del proprio servizio con un cuore più libero e pacificato.
Il metodo dell’ascolto e la condivisione fraterna
Il metodo proposto coniuga l’ascolto della Parola nei luoghi fisici della rivelazione con la dimensione della vita fraterna. Le giornate saranno scandite da ritmi precisi che includono la lectio quotidiana, tempi reali di silenzio e riposo, e uscite significative nei luoghi di Efeso per entrare in contatto con la comunità ecclesiale locale. Lo stile di vita sarà sobrio e familiare, caratterizzato dalla condivisione dei servizi e da un ritmo ordinato, lontano dall’erudizione accademica e tutto orientato a sostenere la preghiera e l’interiorizzazione.
I dettagli organizzativi della missione a Casa Kerigma
L’esperienza è programmata dal 22 aprile al 1 maggio, per una durata complessiva di otto giorni e sette notti. Per motivi organizzativi, ai presbiteri interessati è richiesto di comunicare la propria adesione entro il 15 febbraio. Questa iniziativa si inserisce nel solco della missione di Casa Kerigma ed è espressione anche della diocesi di Izmir, offrendo la possibilità di sostare «sul luogo della Parola» dentro una memoria cristiana densa, che spazia dalla tradizione giovannea alla definizione dogmatica della Theotokos.
Il nuovo mandato pastorale del Patriarca Pizzaballa
Questa proposta si colloca all’interno di un quadro ministeriale che ha ricevuto proprio in questi giorni una nuova veste ufficiale. Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha infatti nominato il sacerdote reggino don Valerio Chiovaro «Assistente pastorale per sacerdoti e laici in missione temporanea nella diocesi». Il mandato, conferito dopo «le necessarie consultazioni», affida al sacerdote il compito di «essere a disposizione di presbiteri e laici stranieri» per favorire la loro «integrazione nel tessuto ecclesiale locale» e promuovere «relazioni significative» con le comunità cristiane di Terra Santa.
Si tratta di un servizio che spazia dalla cura di «spazi informali e relazionali» alla valorizzazione di sinergie nei luoghi biblici, citando esplicitamente Gerusalemme ed Efeso, nella prospettiva della «consolazione evangelica». Tale nomina qualifica ulteriormente la disponibilità accordata dall’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, monsignor Fortunato Morrone, che ha rinnovato la presenza del sacerdote in Medio Oriente per un ulteriore triennio, consolidando così il legame spirituale tra la Chiesa reggina e la Chiesa di Gerusalemme.












