A cinque anni dalla promulgazione della costituzione apostolica “Pascite gregem Dei” ad opera di papa Francesco, il sistema penale della Chiesa cattolica affronta la fase dell’applicazione pratica delle nuove norme. La riforma, che ha aggiornato il Libro VI del Codice di Diritto Canonico e riclassificato reati gravi come gli abusi sui minori, trova oggi un quadro consolidato sotto il pontificato di Leone XIV. Il nuovo papa, con una specifica formazione giuridica, ha indirizzato le sue prime nomine nei dicasteri vaticani per dare continuità a questo percorso. Sul territorio, tuttavia, si rileva la necessità di formare personale qualificato per i tribunali diocesani e si discute sul bilanciamento tra celerità e garanzie processuali nell’ambito delle procedure amministrative.
L’introduzione della Pascite gregem Dei e le scelte di Leone XIV
Cinque anni fa, esattamente il 23 maggio 2021, Francesco firmava la Costituzione apostolica «Pascite gregem Dei», che modifica il Libro VI del Codice di Diritto Canonico…era la prima riforma organica del diritto penale della Chiesa dal 1983: il lavoro era iniziato nel 2007, sotto Benedetto XVI, e aveva coinvolto canonisti di tutto il mondo, Conferenze episcopali e Dicasteri della Curia Romana. Il testo, pubblicato il 1° giugno ed entrato in vigore l’8 dicembre di cinque anni fa, ha introdotto nuove fattispecie di reato, ha riclassificato gli abusi sessuali su minori tra i delitti contro la dignità della persona ed ha esteso le sanzioni anche ai laici con incarichi ecclesiali. Oggi questo quinto anniversario trova un Papa diverso: Leone XIV, eletto l’8 maggio 2025 dopo la morte di Francesco, è il primo papa in epoca moderna con un dottorato in diritto canonico…la disciplina che Francesco ha riformato è la stessa in cui Robert Francis Prevost si è formato. I segnali sono già leggibili nelle scelte di governo: tra le prime nomine del pontificato c’è quella di monsignor Filippo Iannone — che nel giugno 2021, da presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, aveva presentato in Sala Stampa proprio la «Pascite gregem Dei» — a prefetto del Dicastero per i Vescovi; Monsignor Anthony Randazzo è stato chiamato alla guida del Dicastero per i Testi Legislativi; un canonista figura tra i segretari personali del papa…lo stesso Dicastero per i Testi Legislativi ha prodotto un volume di milletrecento pagine in preparazione alla revisione della «Lex Ecclesiae Fundamentalis».
Il passaggio dalla norma alla prassi e la carenza di personale
La domanda che si pone, a cinque anni dalla riforma, riguarda il passaggio dalla norma alla prassi: i «Quaderni di diritto ecclesiale», nel primo numero del 2026 dedicato al processo penale, osservano che il diritto penale canonico «è tornato a essere applicato nella Chiesa», ma che le persone deputate a farlo risultano ancora «poco numerose» e «spesso povere soprattutto di esperienza»…il ricorso massiccio alla procedura amministrativa, più rapida del processo giudiziale, ha dato risposte celeri ai casi più urgenti, però ha anche sollevato interrogativi sulle garanzie processuali.
L’archiviazione del contrasto tra pastorale e diritto penale
Francesco, presentando la riforma, aveva scritto che «la carità richiede che i Pastori ricorrano al sistema penale tutte le volte che occorra» ed anche Iannone, proprio quel giorno, parlò di «un clima di eccessiva rilassatezza nell’applicazione della legge penale, in nome di una infondata contrapposizione tra pastorale e diritto». Leone XIV, con la sua formazione e le sue nomine, sembra considerare questa contrapposizione archiviata…adesso toccherà alle diocesi del mondo acquisire le competenze per rendere operativa una riforma che ha già cambiato il volto della giustizia nella Chiesa.













