I santi nascono tutti i giorni e vivono in tutti i luoghi ed in ogni stato di vita … è un grande inganno pensare che la santità sia un territorio che possono conquistare in pochi
La Liturgia della Parola della Solennità di Tutti i Santi ed in particolare il Vangelo, ci aiuta a comprendere il senso vero ed autentico della Santità. Spesso e volentieri pensiamo ai Santi come a fratelli e sorelle che godono la pienezza della felicità perché sono totalmente in Dio. A loro associamo in modo abbastanza assoluto il brano delle Beatitudini e vediamo nella loro eternità il compimento di una gioia che qui in terra aveva per lo più il gusto della sofferenza, della rinuncia, della lotta, anche interiore. Ma davvero la santità è questo: rinuncia e sacrificio sulla terra per godere la beatitudine in cielo? E se quel “Beati” ripetuto per ben nove volte volesse indicarci qualcosa in più?

Dobbiamo ammettere che le Beatitudini propongono uno stile di vita asciutto. Tratteggiano il volto di chi sa mettersi da parte a favore di altri, del bene comune, della giustizia; di chi è talmente vuoto di sé da diventare trasparenza del Bene. Questo però dice rinuncia, sacrificio, lotta, a volte divari anche incolmabili tra le logiche di un mondo che ci fa crescere nutrendoci di sospetto, sfiducia, ricerca di sicurezze e logiche di un Dio che ci nutre di dono, affidamento, abbandono in lui. E allora come intravedere prospettive di felicità possibili già qui e ora? Santità non significa staccarci dalla terra, ma rendere la terra lo spazio dei figli di Dio, abitato da pace, giustizia, mitezza, condivisione, semplicità, luce. In una parola: felicità per tutti.
Questa solennità dilata la nostra speranza perché è festa di grazia! I santi non sono gli eroi che sono riusciti in un’impresa impossibile ai più! Non sono le rare eccezioni di uomini particolarmente bravi e dotati … i santi non sono come i geni dell’umanità: i geni non nascono tutti i giorni è invece vero che i “santi” nascono tutti i giorni! E questo perché essi sono il frutto dell’infinita grazia misericordiosa di Dio nostro Padre che, in Gesù Cristo suo Figlio, ci ha fatti creature nuove, ci ha generati a figli. I santi nascono tutti i giorni e vivono in tutti i luoghi ed in ogni stato di vita … è un grande inganno pensare che la santità sia un territorio che possono conquistare in pochi; è un inganno perché non è terreno di conquista ma luogo donato, è un inganno perché Gesù ha detto che nella casa del Padre suo ci sono molte dimore (cf. Gv 14,2); la visione dell’Apocalisse che leggeremo in questo giorno ci parla, inoltre, di una moltitudine immensa…
La santità è più estesa di quanto lontanamente possiamo immaginare. I santi sono quelli che accolgono Cristo ed il suo Vangelo e ne fanno la strada su cui camminare in sua compagnia: certo saranno uomini e donne controcorrente, come la pagina delle Beatitudini di Matteo ci dice; uomini e donne che sono il contrario di quanto il mondo pensa che sia la beatitudine. Il Vangelo ci dice che c’è uno stile capovolto, rispetto alle logiche di questo mondo. Le beatitudini, via esigente e paradossale per la santità, ci interpellano e, in questo tempo di molte difficoltà, ci consolano e danno speranza. Le Beatitudini funzionano con una grande “inclusione”: la prima beatitudine, quella dei poveri, si conclude con un presente: … perché di essi è il Regno dei cieli … e l’ottava, quella dei perseguitati, si conclude allo stesso modo. L’inclusione, con il suo tempo presente, ci dice chi sono quelli che possiedono già questo Regno.
PER APPROFONDIRE: Istituto Lanza, il primo incontro da Gerusalemme: La Chiesa in soccorso dell’oriente che brucia
I futuri delle altre sei beatitudini: la consolazione, l’eredità della terra, la sazietà, la misericordia, la visione di Dio, l’essere figli di Dio, sono solo specificazioni di questa motivazione principale. Insomma, si è beati solo perché si è già nel Regno, perché da esso si è posseduti, perché, cioè, si è dato un primato a Dio che regna davvero nella vita. I santi sono questi uomini e donne che hanno dato accesso al Regno nelle loro esistenze e che, per il regnare di Dio in loro, a Dio si sono abbandonati. La santità è via possibile a tutti!













