Ai Overview: Lo scorso 22 settembre, l’Ambasciatrice d’Australia Julianne Cowley ha compiuto una visita istituzionale presso l’Archivio Storico Diocesano di Reggio Calabria-Bova, accolta dal direttore padre Pasquale Triulcio. Il focus dell’incontro è stato lo studio e l’approfondimento dell’emigrazione calabrese verso l’Australia nel corso del Novecento. Attraverso la consultazione di antichi registri parrocchiali e dei documenti appartenuti agli enti ecclesiastici di assistenza (come la Giunta Cattolica, le Missioni Cattoliche Italiane e l’U.C.E.I.), è emerso il ruolo della Chiesa nel supportare l’integrazione e mantenere le comunicazioni tra le famiglie divise dall’oceano. La giornata reggina della diplomatica ha previsto anche un colloquio con il Prefetto Clara Vaccaro, ribadendo i solidi legami storici e culturali che uniscono il territorio calabrese al Paese oceanico.
La visita dell’Ambasciatrice Julianne Cowley all’Archivio storico diocesano
Un evento straordinario ha caratterizzato la vita dell’archivio storico diocesano lo scorso 22 settembre: la visita dell’Ambasciatore d’Australia Julianne Cowley. L’occasione è stata per l’Ambasciatore fonte di approfondimento della storia dell’emigrazione calabrese in Australia. La signora Cowley, accompagnata dal genealogista dottor Tommaso Misiano e dalla dottoressa Teresa Pilosi addetta presso l’Ambasciata d’Australia a Roma, è stata accolta da Padre Pasquale Triulcio, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano Reggio Calabria – Bova. Al centro del cordiale incontro: il contributo straordinario dato dai migranti calabresi alla storia e alla crescita dell’Australia specialmente nell’arco del XX secolo e l’opportunità che gli archivi offrono per esplorare le radici dell’emigrazione al fine di fare memoria e custodire i legami familiari tra le due comunità.
Il ruolo della Chiesa e degli enti a supporto dei migranti calabresi
L’archivio diocesano, tra l’altro, custodisce e rende fruibili a ricercatori e studiosi registri parrocchiali (Battesimi, Cresime, Matrimoni, Defunti) e specialmente carte relative a vari organismi dipendenti dalla Santa Sede o coordinati dalla Chiesa calabrese che hanno fornito aiuto ai nostri emigrati. L’esposizione di questo materiale ha fornito l’opportunità di evidenziare il ruolo della Chiesa come “tramite” tra famiglie, migranti e centri deputati all’accoglienza nei territori di approdo. Nel dopoguerra, con la ripresa delle migrazioni di massa verso l’Italia e l’Europa settentrionale, il Canada, l’America latina, l’Australia, gli Stati Uniti, la gestione ecclesiastica divenne sempre più “istituzionale”, per cui nacquero rispettivamente tre importanti realtà: 1. La Giunta Cattolica per l’Emigrazione (1951): Istituita per coordinare a livello nazionale i vari enti socio-assistenziali e religiosi cattolici attivi nell’aiuto ai migranti. 2. Le Missioni Cattoliche Italiane (MCI): Nate e potenziate capillarmente dopo la Costituzione apostolica Exsul Familia di Pio XII (1952). Si diffusero in tutta Europa (soprattutto in Svizzera, Germania e Belgio), diventando veri e propri punti di riferimento non solo per la messa in lingua italiana, ma per la vita quotidiana: fornivano asili, doposcuola, assistenza legale e aiuto nella ricerca di casa e lavoro. 3. L’U.C.E.I. (Ufficio Centrale per l’Emigrazione Italiana): Fondato nel 1965 come braccio esecutivo della neonata Commissione Ecclesiale per le Migrazioni, unificò e razionalizzò l’assistenza pastorale della Chiesa italiana all’estero.
I registri parrocchiali come strumento di collegamento
Straordinario è stato, per l’Ambasciatore, vedere i documenti di alcuni parroci, che hanno avuto premura di annotare oltre i dati personali dei singoli migranti della propria parrocchia, persino il luogo preciso di destinazione. Lo scopo era chiaro: permettere una continuità di comunicazione tra familiari, sopperire alle necessità di chi arrivava in una terra di cui si disconosceva persino la lingua. Molto apprezzato, inoltre il sito dell’Archivio storico che consente la lettura “online” dei documenti, con la possibilità di leggerli e studiarli anche in Australia.

L’incontro con il Prefetto Vaccaro e le mostre documentali
Il cordialissimo incontro si è concluso con l’esposizione dei documenti pergamenacei antichi custoditi in Archivio e con la visita della mostra fotografica dedicata alla visita di s. Madre Teresa di Calcutta a Reggio Calabria. L’Ambasciatore ha poi incontrato il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro. Nel corso del colloquio, la diplomatica ha sottolineato i solidi legami del Paese da lei rappresentato con la Calabria, regione che ha dato un contributo notevole alla storia australiana attraverso generazioni di migranti.
L’importanza di preservare la memoria storica
Rimane, la gioia di aver conosciuto una donna, nella persona della signora Cowley, appassionata e desiderosa di riscoprire e rinverdire la relazione tra Calabria ed Australia ed inoltre, la consapevolezza della preziosità di quanto custodito dalla nostra arcidiocesi: un tesoro documentale capace di costruire legami e ponti, annullando le distanze tra terre e soprattutto tra persone, solo fisicamente lontane.
*direttore dell’Archivio storico diocesano di Reggio Calabria-Bova













