Lavoro domestico: Acli Bologna, lunedì un incontro a un anno dal lancio di una petizione per rendere deducibili le spese per l’assistenza di una badante

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Un anno fa le Acli di Bologna hanno lanciato sulla piattaforma Change.org una petizione per rendere deducibili le spese per l’assistenza domiciliare di una badante. La petizione ha quasi raggiunto 150.000 firme, segnando un record assoluto di firme per il 2023: si avvicina ad essere la petizione più sottoscritta nella storia della piattaforma. “A un anno di distanza, è il momento di chiedere conto a chi ha davvero la possibilità di incidere e di rendere concreta la nostra proposta”, spiegano alle Acli di Bologna.

Per questo il 12 febbraio, alle 11.30, presso la sede delle Acli di Bologna, in via delle Lame 116, si terrà una conferenza stampa alla presenza dei parlamentari che hanno espresso interesse a farsi portavoce della richiesta delle Acli di Bologna.

Interverranno Filippo Diaco, presidente del Patronato Acli di Bologna, Chiara Pazzaglia, presidente delle Acli di Bologna, Carolina Ciccarelli, direttore del Patronato Acli di Bologna, Simone Zucca, direttore del Caf Acli di Bologna, i deputati Virginio Merola (PD) ed Elena Bonetti (Azione), il senatore Marco Lombardo (Azione).

“La petizione è stata inviata a tutti i deputati e senatori dell’Emilia-Romagna e sono stati invitati alla conferenza stampa quelli che si sono dati disponibili, in questo anno, a un incontro di approfondimento con le Acli”, spiega una nota.

“Dal 1° gennaio 2023 è entrato in vigore il nuovo aumento per gli stipendi di Colf, baby sitter e Badanti, che crescono del 9,2% – si legge nel testo della petizione -. Per la badante convivente a tempo pieno la paga base passa da 1.026 euro al mese a 1.120,76 euro, cui vanno aggiunti contributi, tredicesima, Tfr, pasti, ferie. Il costo per la famiglia può arrivare a 125 euro al mese in più. Per una babysitter di un bambino sotto i sei anni (a tempo pieno, non convivente) che lavora 40 ore a settimana i costi passano da 1.234 euro a 1.348 euro (1.743 euro annui in più). Questo genera due rischi: quello di aumento del lavoro nero e quello di povertà per le famiglie che hanno bisogno di assistenza”. “Vogliamo quindi chiedere al Governo – prosegue la petizione – di concedere la detraibilità al 19% di tutto l’importo speso nell’assistenza alla persona. Ad oggi è concessa solo la deducibilità dei contributi Inps e la detraibilità al 19% dell’importo massimo di 2.100 euro, per chi ha un reddito inferiore ai 40.000 euro. Vorremmo, invece, che lo stipendio della badante fosse equiparato alle spese mediche, per aiutare le famiglie e contrastare il lavoro nero”.



Fonte: Agensir

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