L’azione di Libera per informare i cittadini

di Giuggi Palmenta – Il 13 ottobre 2015 il Comune di Reggio Calabria si è dotato, grazie a una delibera di Consiglio Comunale, di un regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione comunale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni e confiscati.
Per arrivare alla forma definitiva del regolamento, l’Amministrazione ha precedentemente condiviso con le associazioni di categoria, del partenariato economico e sociale e del volontariato, impegnate in esperienze di cittadinanza e partecipazione attiva. Per- tanto la deliberazione del regolamento ha permesso di inquadrare giuridicamente le attività di cura dei beni comuni fino ad oggi praticate spontaneamente.
La novità per la comunità reggina è rappresentata dalla ricchezza di questo regolamento: infatti, è arrivato in un momento delicatissimo per la Città, quando – circa un anno e mezzo fa – centinaia tra immobili e terreni confiscati erano stati o stavano per essere assegnati al Comune di Reggio Calabria. Solo pochi mesi prima, il Tribunale proponeva la costituzione di un tavolo tecnico con l’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, il Comune di Reggio Calabria, e Libera, in qualità di rete assosciativa territoriale. Proprio Libera insieme ad altre realtà sociali presenti sul territorio – subito dopo l’approvazione del regolamento – decise di promuovere i contenuti del regolamento organizzando tre incontri invitando cittadini e associazioni.
Anche E!state Liberi, consueto appuntamento estivo di Libera, ha visto il coinvolgimento di più di un centinaio di giovani provenienti da tutta Italia che hanno scelto di sporcarsi le mani, contribuendo alla rigenerazione di due beni confiscati. C’è una linea diretta con l’amministrazione comunale: ci si è confrontati anche sullo stato dei beni al momento della consegna. In particolare le criticità maggiormente evidenziate sono state quelle relative al reperimento dei fondi necessari per i lavori di ristrutturazione che quasi tutte le strutture confiscate richiedono nonché quelle sugli aspetti legati alle autorizzazioni e conformità alle norme edilizie e quindi all’attività di assistenza ammini-strativa e legale.
Oggi possiamo dire che ulteriori passi avanti sono stati fatti. È nata una piattaforma internet dedicata ai beni comuni e confiscati; il 13 gennaio è scaduto il termine per la presentazione di proposte in risposta al primo bando per il riutilizzo sociale di una prima parte di beni confiscati. Possiamo concludere dicendo che la strada è lunga, ma associazioni e amministrazione comunale sono in costante cammino, insieme.

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