Avvenire di Calabria

Preghiera e riflessione con il vicario generale don Pasqualino Catanese a Dipodi

L’Equipe Notre Dame si interroga sulla missione della coppia

La risposta sta nella Parola di Dio che può essere colta ovunque, anche nel quotidiano

di Dominella e Giuseppe Fortugno

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«Maestro, è bello per noi essere qui». Lo scenario è particolare, un Santuario del 1100, un paesaggio fatto di boschi e sinuose colline, il sole che fa capolino in una fresca mattina di marzo.

Il Settore di Calabria nord del Movimento Equipe Notre Dame ha invitato, presso la Casa di preghiera “Bethel Tabor”, attigua al Santuario della Madonna di Dipodi nella diocesi di Lamezia Terme, il vicario venerale dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova già “storico” Consigliere Spirituale don Pasqualino Catanese del Settore di Reggio Calabria, nelle vesti di guida spirituale al tema: “La Parola di Dio nella missione della coppia”.


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Si pone l’attenzione sulla bellezza di un Dio creativo che ha sempre a cuore l’uomo e lo ricerca in continuazione pur di coinvolgerlo sempre nel Suo progetto, attraverso quel consenso, quel sì decisivo, che fa la svolta e scrive una nuova storia. Come nell’Annunciazione a Maria che ha presupposto un’adesione da compiersi, non a caso, in un luogo ben preciso: una casa. Ancora meglio: nel cuore di una semplice ragazza in quella casa, a cui ha riposto una realtà nuova e un coinvolgimento pieno.

La Parola di Dio diventa carne in lei proprio tra le mura di un’anonima casa e non in altri luoghi più scontati, come tra le mura di un tempio. Spesso pensiamo che Dio sia presente unicamente nella chiesa, confinato in quel piccolo ambito racchiuso in uno spazio ristretto, precludendoci di fatto di poter essere sempre noi e pochi altri, i suoi destinatari di quell’annuncio anche al di fuori di quel luogo, di quella Parola, che addirittura rimane disincarnata se invece non viene ricercata, trovata, accolta e vissuta nella nostra quotidianità attraverso il nostro eccomi.

La riflessione dell'Equipe Notre Dame

La nostra casa diviene, quindi, la liturgia familiare per eccellenza, quando il nostro relazionarci, la nostra disponibilità per il servizio saranno un continuo lasciarci plasmare dalla Parola di Dio e sarà il Suo Spirito ad agire e la Sua presenza Trinitaria dentro ciascuno di noi a fare il resto, servendosi delle nostre azioni, delle nostre parole, facendo della famiglia quell’opportunità di un’ulteriore offerta.


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Don Catanese ha proseguito invitandoci ad immaginare un Dio che entra nella nostra vita come quel raggio di sole al mattino, tra gli spiragli della nostra fragilità, delle nostre rotture, dei nostri limiti. Ecco che nella misura in cui ci lasceremo raggiungere da questa luce, allo stesso modo, la realtà attorno a noi non sarà più la stessa, diventerà una nuova dimensione che conforta, sostiene, custodisce ogni situazione di vita familiare che da qui in avanti si nutrirà della grazia del Signore.

*Coppia responsabile End Reggio Calabria

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