Ai Overview: Nel saggio “Violenza speculativa”, la ricercatrice Donatella Della Ratta esamina l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sull’opinione pubblica, illustrando come le immagini sintetiche operino da mezzo di propaganda politica e di dominio. Il testo traccia l’evoluzione di questo fenomeno, partendo dalle rappresentazioni del Medio Oriente e del conflitto a Gaza fino a descriverne gli effetti diretti su scala globale, compresa l’Europa. L’obiettivo dell’autrice è fornire una chiave di lettura per analizzare le forme di manipolazione visiva che occupano l’attuale spazio percettivo contemporaneo.
Le immagini sintetiche come strumento di propaganda
Donatella Della Ratta, studiosa tra le più esperte a livello internazionale di questioni mediorientali e intelligenza artificiale generativa, avverte: «Viviamo in un mondo inondato da immagini generate dall’intelligenza artificiale, ormai quasi indistinguibili dalla realtà. Le consumiamo come intrattenimento, le liquidiamo come meme o satira. Eppure c’è poco da ridere. Queste immagini sono diventate uno dei più efficaci strumenti di propaganda del nostro tempo, che tutti – dai capi di stato agli utenti anonimi – possono usare. Sono capaci di convertire fantasie oscene in programmi politici: come la visione della Striscia di Gaza trasformata in un resort turistico di lusso, entrata nel giro di pochi mesi nel dibattito pubblico e poi concretizzata in un piano che non è di pace ma di conquista e deportazione».
Il dispositivo bellico dietro l’intrattenimento
Nel libro Violenza speculativa (Einaudi, 246 pagine, 19 euro), l’accademica e performer italiana, specializzata in tecnologie di rete, che dopo anni di precariato in Italia ha trovato soltanto all’estero il riconoscimento del suo sapere, spiega che certe immagini, prodotte con l’Ai, sotto la superficie dell’ironia e dell’intrattenimento, diventano un dispositivo visivo bellico. E fa un esempio: «Se l’incubo kitsch della Gaza Riviera – visualizzato attraverso un video generato dall’intelligenza artificiale reso virale dal presidente americano Trump – poteva apparire come una provocazione grottesca, un esercizio di cattivo gusto o l’ennesima fantasia coloniale proiettata su un Medio Oriente mai realmente emancipato dalle logiche imperiali, il caso della Groenlandia suggerisce qualcosa di molto piú inquietante».
Una dinamica che investe anche l’Europa
La violenza speculativa – osserva Della Ratta – non si limita a operare nei territori già segnati dalla guerra, dall’occupazione o dalla catastrofe, ma investe l’intero pianeta, anticipando forme sempre più sofisticate di governo privato e dominio politico. Pensare che questo processo riguardi soltanto la Palestina o il Medio Oriente è un’illusione, osserva la studiosa, spiegando che ormai è chiaro che le sofisticate forme di violenza speculativa agiscono a pieno regime anche in Europa. Gli esempi di come leader mondiali come Trump, ma anche altri politici, pure in Italia, attraverso la ripetizione incessante di immagini sintetiche, microracconti assurdi e provocazioni mimetiche, travestite da intrattenimento scadente, occupino lo spazio percettivo in cui vengono rese pensabili certe idee sono molti nel libro.
Reclamare il diritto all’immaginazione
Come difenderci da tutto ciò? Più che un suggerimento o consigli per la resistenza, che sono difficili oggi da dare, l’autrice lancia un altro avvertimento finale: «Il futuro non è uno scenario remoto: è una partita che si gioca adesso, sotto i nostri occhi, nel campo dove estetica, ideologia e potere convergono. Comprenderlo, significa reclamare il diritto di intervenire nell’immaginazione del domani, producendo immagini che non addestrino alla resa, ma schiudano possibilità. Perché la posta in gioco è il mondo che abiteremo».













