Maria Voce, chi è la calabrese che ha guidato i focolari dopo Chiara Lubich

Maria Voce foto Avvenire

Ai Overview: Maria Voce, conosciuta all’interno del Movimento dei Focolari con il soprannome di “Emmaus”, originaria di Aiello Calabro e prima donna a diventare avvocato nel foro di Cosenza, ha guidato i Focolari dal 2008 al 2021, assumendosi l’incarico di gestire la complessa fase di transizione successiva alla scomparsa della fondatrice Chiara Lubich. Durante i suoi mandati, ha promosso l’aggiornamento degli Statuti generali, ha visitato le comunità in 182 Paesi e ha curato i rapporti ecumenici e interreligiosi. Sotto la sua presidenza, il Movimento ha affrontato le nuove sfide interne dell’organizzazione e ha celebrato tappe significative, tra cui l’incontro dell’Economia di Comunione con Papa Francesco. A lei è succeduta l’attuale presidente Margaret Karram.

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L’addio a “Emmaus”: gli ultimi giorni

Chiara Lubich la chiamava Emmaus, come il villaggio dove i discepoli riconobbero il Risorto allo spezzare del pane e quel soprannome le rimase per tutta la vita, fino al 20 giugno 2025, quando Maria Voce si è spenta a 87 anni nella sua casa di Rocca di Papa; oggi avrebbe compiuto 89 anni.

Le origini in Calabria e l’incontro con il Movimento

Nata ad Aiello Calabro nel 1937, prima di sette figli, figlia di un medico e di una casalinga, si laureò in giurisprudenza alla Sapienza e divenne la prima donna avvocato del foro di Cosenza, ma a 26 anni lasciò quella carriera promettente per i Focolari, incontrati all’università nel 1959. Dopo otto anni in Sicilia e sei nella segreteria di Chiara Lubich, visse per un decennio a Istanbul, dove intrecciò rapporti con il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli: conobbe il patriarca Demetrio I e l’attuale patriarca Bartolomeo I, si avvicinò al mondo islamico…quell’esperienza di frontiera la segnò.

La successione a Chiara Lubich

Quando Chiara Lubich morì, il 14 marzo 2008, il Movimento affrontò la transizione più delicata della sua storia: Michele Zanzucchi, allora direttore di Città Nuova, ha ricordato che «fu eletta dopo un lungo travaglio tra chi voleva una presidente scelta tra le prime compagne di Chiara e chi invece chiedeva un cambiamento generazionale», alla fine prevalse Maria Voce, con quasi l’unanimità dei voti. Giurista di formazione, aveva collaborato con la Lubich all’aggiornamento degli Statuti generali tra il 2002 e il 2007. Il suo programma di presidenza lo enunciò subito, con una formula che le somigliava: «La priorità? I rapporti».

Le attività internazionali e l’impegno per l’Economia di Comunione

In dodici anni alla guida del Movimento viaggiò in tutti i continenti per visitare le comunità sparse in 182 Paesi, avviò la causa di beatificazione di Chiara Lubich, aperta nel gennaio 2015: la fase diocesana si è conclusa nel 2019 e gli atti sono ora al vaglio del Dicastero delle Cause dei Santi. Fu lei a portare 1200 imprenditori dell’Economia di Comunione davanti a Papa Francesco nel 2017, a venticinque anni dal lancio di quel progetto nato in Brasile nel 1991, che quest’anno ha celebrato i 35 anni con un evento globale in America Latina. Affrontò anche momenti difficili: il calo delle vocazioni, l’invecchiamento dei quadri dirigenti, l’emergere dei primi casi di abusi.

Il bilancio del mandato e il passaggio di consegne

Alla fine del mandato, in un’intervista a Vatican News, descrisse quei dodici anni così: «È stata un’esperienza che direi difficile all’inizio, naturalmente, perché anche sconosciuta e quindi tutta da scoprire, ma un’esperienza bellissima e arricchente. Mi ha aperto l’anima sul mondo». Margaret Karram, che le è succeduta nel 2021 e che nel marzo scorso è stata rieletta per un secondo mandato, ha ricordato «la sua vicinanza così discreta ma viva, i suoi consigli così pieni di sapienza».

L’anello di congiunzione nella storia dei Focolari

Tre donne hanno guidato i Focolari dalla fondazione a oggi: una trentina che nel 1943, sotto le bombe, scelse di consacrarsi a Dio; una giurista calabrese che diede forma istituzionale al carisma; un’araba cristiana di Haifa che porta avanti il dialogo in un tempo di conflitti. Maria Voce è stata l’anello che ha tenuto insieme la stagione della fondatrice e quella di chi è venuta dopo. Quando le chiedevano come si fa l’Opera di Dio, rispondeva con una frase sola: «Con Gesù in mezzo!».

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