Massimiliano Ferrara porta il calcolo quantistico alla Banca Centrale di Spagna

Massimiliano Ferrara

C’è anche Reggio Calabria nei laboratori della Banca di Spagna. Giovedì 5 novembre il professor Massimiliano Ferrara, ordinario di Economia matematica, Intelligenza artificiale e Machine Learning all’Università Mediterranea, è stato tra i protagonisti del seminario organizzato a Barcellona da DELTA, il Dipartimento di sperimentazione e laboratorio di tecnologie applicate della banca centrale spagnola.

Davanti a ricercatori arrivati da tutta la Spagna, Ferrara ha presentato in videoconferenza il cuore di una ricerca che unisce calcolo quantistico ed economia, nata dalla collaborazione tra il Decisions LAB, di cui è direttore scientifico, e l’Universitat de Barcelona.

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Interpellato per la parte più difficile

L’invito è arrivato dopo un articolo pubblicato a settembre su The Conversation, che raccontava al grande pubblico i risultati del gruppo. L’aveva notato il direttore di DELTA, che ha chiesto di presentare il lavoro ai ricercatori della Banca.

I colleghi spagnoli hanno voluto Ferrara al loro fianco per spiegare l’impianto metodologico, il disegno dell’esperimento e gli aspetti matematici più avanzati. A lui è stato affidato il blocco centrale del seminario, 25 minuti su metodo, risultati e limiti, prima del dibattito finale con i ricercatori della Banca.

Accanto a lui sedevano Santiago Forgas Coll, Laura Sáez Ortuño e Martí Sagarra García dell’Universitat de Barcelona e Daniel Oliver, fondatore della piattaforma di investimento Capital Cell, tra le più famose nel paese iberico e che ha messo a disposizione i dati.

Decidere bene con dati incerti

La domanda di partenza è quella di ogni investitore: come capire oggi se una giovane impresa avrà successo, quando i risultati si vedranno solo tra anni? Le informazioni disponibili sono poche e fatte soprattutto di giudizi, e gli esperti non sempre sono d’accordo.

Il metodo sviluppato da Ferrara con i colleghi, pubblicato sul Journal of Optimization Theory and Applications, non pretende di indovinare il futuro. Introduce invece una sorta di «manopola» che regola quanta fiducia riporre nei dati, tarata su quanto gli esperti sono in disaccordo tra loro.

La prova è stata fatta su un vero computer quantistico, al Barcelona Supercomputing Center. Pur in presenza del «rumore» tipico di queste macchine, la qualità della valutazione è rimasta praticamente invariata.

Ferrara ha insistito anche su ciò che il metodo non promette. «Il contributo che difendiamo oggi», è la sintesi del suo intervento, «non è che l’hardware quantistico vinca in precisione, ma che possiamo progettare una metodologia che conservi stabilità sotto determinate perturbazioni e sottoporla a verifica».

Un percorso tra matematica, economia e intelligenza artificiale

L’appuntamento di Barcellona arriva in un anno ricco di riconoscimenti per lo studioso reggino. Nel 2026 Ferrara è entrato nella classifica Stanford/Elsevier dei ricercatori più citati al mondo, il cosiddetto «Top 2%», e ha ricevuto il dottorato honoris causa in Informatica dalla Georgian National University SEU di Tbilisi.

Cavaliere della Repubblica Italiana, è direttore scientifico del Decisions LAB della Mediterranea e research affiliate dell’ICRIOS dell’Università Bocconi. È inoltre associate editor di Annals of Operations Research e di altre riviste internazionali.

La sua ricerca spazia dalla geometria differenziale all’ottimizzazione, dalla teoria dei giochi alle applicazioni dell’intelligenza artificiale alla finanza. Al grande pubblico è noto anche per Intelligenza Artificiale Affidabile (EGEA), giunto nel 2026 alla seconda edizione con la prefazione di Paolo Benanti.

Da Reggio Calabria all’Europa

Il seminario è il frutto di un legame costruito negli anni con Barcellona. Ferrara coordina come responsabile scientifico i progetti di accesso alle risorse di calcolo del Barcelona Supercomputing Center, compresa la macchina quantistica di MareNostrum, in collaborazione con l’Universitat de Barcelona. Sui temi del quantum machine learning per la finanza insegna anche nel Master dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Per la Mediterranea l’invito della Banca di Spagna è un segnale importante: una ricerca nata in Calabria entra nel dibattito di una grande istituzione europea. L’incontro si è chiuso con un confronto aperto con i ricercatori della Banca su possibili applicazioni e su una prova pilota da costruire insieme.

È la conferma di un’idea che Ferrara porta avanti da tempo. Le tecnologie più avanzate servono davvero all’economia quando aiutano a decidere meglio e quando dichiarano con onestà che cosa sanno fare e che cosa non ancora.

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