Ai Overview: In occasione della memoria liturgica di Santa Monica, celebrata il 27 agosto, la basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio a Roma si prepara a onorare le spoglie della santa con un triduo. Quest’anno la ricorrenza assume un particolare rilievo grazie al profondo legame spirituale con Papa Leone XIV, appartenente all’ordine agostiniano. Il Pontefice ha recentemente visitato l’Algeria, terra natale di Monica e di Agostino, incontrando una comunità cristiana minoritaria ma costantemente impegnata nel dialogo sociale. La figura di Santa Monica, caratterizzata dalla dedizione per la famiglia e dalla preghiera incessante per il figlio, viene ricordata oggi come un modello di riferimento nell’attuale contesto di emergenza educativa.
La celebrazione nella basilica di Sant’Agostino
Il 27 agosto la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di Santa Monica. Nella basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma, dove le sue spoglie riposano in un’urna di verde antico, i frati agostiniani hanno preparato un triduo che accompagna i fedeli fino a giungere alla celebrazione solenne e a quella del figlio del giorno successivo, il 28. Dall’anno scorso la ricorrenza ha acquistato un significato ulteriore: sul soglio di Pietro siede un agostiniano.
La genealogia spirituale di Papa Leone XIV
Leone XIV si è presentato al mondo l’8 maggio 2025 con una frase che lo definisce: «Sono un figlio di Agostino, agostiniano». E di quel figlio, Monica è la madre. Le reliquie di entrambi sono incastonate nella croce pettorale del Papa (quella di Agostino al centro, quella di Monica nella parte alta), a tracciare una genealogia spirituale che dal IV secolo arriva fino a oggi. Padre Gabriele Pedicino, priore della Provincia agostiniana d’Italia, l’ha definita «una madre che tanto ha pregato per il figlio Agostino e che ora pregherà anche per il “nipote”, il Papa Leone».
Il viaggio apostolico in Algeria
Lo scorso aprile il Pontefice ha compiuto il primo viaggio papale in Algeria, la terra dove Monica nacque nel 331 a Tagaste. Ad Annaba, l’antica Ippona, ha celebrato la Messa nella basilica dedicata al figlio, ha deposto fiori sulle rovine e ha piantato un ulivo. Nell’udienza generale del 29 aprile ha spiegato: «La Provvidenza ha voluto che la prima tappa fosse proprio il Paese dove si trovano i luoghi di Sant’Agostino».
La comunità cristiana e il dialogo in Nord Africa
Quella terra è oggi un luogo dove i cristiani vivono in grande fragilità: circa 129mila su 43 milioni di abitanti. Il giorno dell’arrivo del Papa, il 13 aprile, due attentati suicidi colpirono Blida, a 50 chilometri da Algeri. Eppure cristiani e musulmani continuano a lavorare insieme nella cura dei più fragili, come ha testimoniato al Papa la musulmana Monia Zergane nella basilica di Nostra Signora d’Africa.
La vita di Monica e la conversione di Agostino
Monica conobbe la fatica della convivenza con chi è diverso. Sposata con Patrizio, un pagano, lo convertì con la pazienza. Per anni accompagnò il figlio che si era allontanato dalla fede per aderire al manicheismo. Era una donna istruita, dall’intelligenza vivace e dal carattere fiero. Le sue lacrime sono tra le pagine più intense delle Confessioni. Quando nel 387 Agostino ricevette il battesimo a Milano, per mano di Ambrogio, Monica lo seguì nel viaggio di ritorno verso l’Africa. A Ostia Tiberina, in attesa dell’imbarco, madre e figlio vissero quei colloqui che le Confessioni consegnano come «estasi di Ostia»: affacciati a una finestra sul giardino, nel silenzio, risalirono insieme con il pensiero fino a sfiorare la Sapienza divina. Pochi giorni dopo Monica si ammalò e morì.
Un esempio per l’emergenza educativa
In un momento storico che molti definiscono di emergenza educativa, la sua figura continua a essere attuale perché rappresenta una madre che non ha mai smesso di credere che il figlio avrebbe trovato la strada. E che oggi, per gli agostiniani, continua a pregare anche per chi quella strada la indica al mondo intero.













