Musk ammette il fallimento di xAI e riparte da zero. A Sydney un cane viene curato dal cancro grazie all’intelligenza artificiale

Elon Musk

Il settore dell’intelligenza artificiale attraversa una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da repentine riorganizzazioni aziendali e scoperte scientifiche dalle applicazioni inedite. Da un lato, Elon Musk si trova a dover ristrutturare xAI dopo l’abbandono di numerosi cofondatori, mentre Meta valuta significativi tagli al personale per far fronte agli ingenti costi delle infrastrutture tecnologiche. Dall’altro, le applicazioni pratiche dell’IA mostrano risultati concreti, come nel caso di un vaccino mRNA personalizzato per curare il tumore di un cane in Australia, progettato con l’ausilio del machine learning. Nel frattempo, si accende il dibattito sul diritto d’autore con lo stop al generatore video di ByteDance a seguito delle diffide di Disney, e il mercato vede l’ingresso di nuovi attori e strumenti, tra cui Nemotron 3 Super di Nvidia e la neonata startup Mirendil fondata da ex ricercatori di Anthropic per supportare la biologia e la scienza dei materiali.

Seguici su WhatsApp

La riorganizzazione di xAI e le scelte di Elon Musk

Tre anni fa Elon Musk reclutò undici cofondatori per lanciare xAI con l’ambizione dichiarata di sfidare OpenAI e Anthropic: allora il progetto sembrava avere tutte le carte in regola (come tutti i progetti del magnate sudafricano) capitali ingenti, talenti di primo piano, la forza mediatica del suo fondatore. Oggi, di quei compagni di avventura, ne restano solo due perché gli altri hanno fatto le valigie, uno dopo l’altro, in un esodo che nelle ultime settimane è diventata una vera e propria crisi interna. Così giovedì scorso Musk ha ammesso pubblicamente sulla sua piattaforma X che «xAI non è stata costruita nel modo giusto, quindi adesso verrà ricostruita dalle fondamenta», quasi un’ammissione di colpa che arriva a sole sei settimane dalla fusione di xAI con SpaceX, operazione valutata complessivamente 1.250 miliardi di dollari, di cui 250 miliardi attribuiti alla sola azienda dedicata all’Ai, considerando che Tesla, l’azienda automobilistica guidata dallo stesso Musk, aveva investito 2 miliardi di dollari nella startup.

Gli ultimi cofondatori ad abbandonare il “povero” Elon Musk sono stati Zihang Dai e Guodong Zhang, quest’ultimo, in particolare, guidava lo sviluppo di Grok Code, il prodotto dedicato alla programmazione: secondo quanto riportato dal Financial Times, Musk avrebbe incolpato Zhang perché Grok è in ritardo rispetto ai concorrenti e avrebbe chiesto a dirigenti di Tesla e SpaceX di verificare le prestazioni dei dipendenti e di procedere a nuovi licenziamenti. I due cofondatori (ancora!) rimasti sono Manuel Kroiss e Ross Nordeen, ma non sono soli; infatti, per tentare di colmare il divario con i rivali, xAI ha assunto la scorsa settimana due figure di spicco di Cursor, un popolare strumento di programmazione assistita dall’intelligenza artificiale: Andrew Milich e Jason Ginsberg; con queste due new entry, in teoria, dovrebbe iniziare la “ricostruzione” dell’azienda, il tutto mentre Elon Musk continua anche a sondare l’universo preparandosi ad una possibile quotazione in Borsa di SpaceX (le prime stime attendibili riferiscono che potrebbe diventare una delle più grandi quotazioni nella storia del mercato azionario).

L’intelligenza artificiale per le cure veterinarie in Australia

Però la notizia che ieri ha fatto il giro del mondo non riguarda i grattacieli della Silicon Valley, stavolta viene da Sydney, e ha per protagonisti un imprenditore e il suo cane; Paul Conyngham, esperto di machine learning, ha utilizzato diversi strumenti di intelligenza artificiale per progettare un vaccino mRNA personalizzato perché voleva curare il cancro del suo cane Rosie (un meticcio di otto anni adottato da un canile nel lontano 2019). Nel 2024 a Rosie era stato diagnosticato un tumore aggressivo della pelle; nonostante la chemioterapia e la chirurgia, i tumori non si sono ridotti, così Conyngham, che non ha alcuna formazione in campo medico ma vanta diciassette anni di esperienza nell’analisi dei dati, ha chiesto aiuto a ChatGPT per trovare una soluzione.

Il chatbot gli ha suggerito l’immunoterapia e lo ha indirizzato verso il centro di genomica dell’Università del New South Wales (UNSW), qui ha speso tremila dollari per sequenziare il DNA del tumore di Rosie ed anche il DNA sano, poi ha utilizzato AlphaFold, lo strumento di Google DeepMind che disegna in modo predittivo la struttura tridimensionale delle proteine, per individuare le mutazioni responsabili della malattia.

Con questi dati, condensati in una mezza pagina di formule, il professor Páll Thordarson, direttore dell’Istituto RNA della UNSW, ha sintetizzato un vaccino mRNA personalizzato in meno di due mesi, così Rosie ha ricevuto la prima iniezione nel dicembre 2025. Poche settimane dopo, il tumore più grande, delle dimensioni di una pallina da tennis, si era ridotto del 75 per cento: «Questa è la prima volta che un vaccino antitumorale personalizzato viene progettato per un cane», ha dichiarato Thordarson al quotidiano The Australian e, come se non bastasse, Conyngham adesso sta ora lavorando a un secondo vaccino per un altro tumore che non ha risposto al primo trattamento. I ricercatori coinvolti ritengono che il caso apra prospettive importanti anche per la medicina umana. C’è da sperarlo. Per tutti.

I costi delle infrastrutture e i possibili tagli al personale di Meta

Ma cambiamo pagina, anzi cambiamo oceano. Dall’altra parte del Pacifico, Meta – la società madre di Facebook, Instagram, WhatsApp e Oculus – sta valutando un taglio del personale che riguarderà fino al 20 per cento dei suoi 79.000 dipendenti, lo ha rivelato l’agenzia Reuters citando fonti interne anonime, però le dimensioni dei tagli e la tempistica dei licenziamenti non sono ancora definite, e un portavoce dell’azienda ha liquidato le indiscrezioni come «resoconti speculativi basati su teorie». Però, se confermato, si tratterebbe della più ampia riduzione di organico dai tagli del 2022-2023, quando furono eliminati oltre ventimila posti di lavoro. Ma perché Meta vuole tagliare posti di lavoro? Per compensare i costi colossali dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale; infatti, Meta ha annunciato investimenti per 600 miliardi di dollari in Datacenter entro il 2028, e le spese previste “solo” per quest’anno oscillano tra 162 e 169 miliardi di dollari. Una cifra enorme.

Diritti d’autore e le controversie sui nuovi modelli generativi

Sul fronte cinese, ByteDance (la società proprietaria di TikTok) ha sospeso il lancio di Seedance 2.0, il suo modello di intelligenza artificiale capace di generare video realistici a partire da semplici istruzioni testuali, perché ha ricevuto una raffica di contestazioni da parte dei grandi studi cinematografici di Hollywood. Disney ha inviato a ByteDance una diffida formale, accusando l’azienda di aver utilizzato senza autorizzazione personaggi dei franchise Star Wars e Marvel per addestrare il modello made in China.

A scatenare le polemiche un video generato dall’intelligenza artificiale, diventato virale sui social cinesi, che mostra Tom Cruise combattere contro Brad Pitt; ByteDance, dal canto suo, ha promesso di rafforzare il codice per proteggere la proprietà intellettuale, ma il lancio del modello, previsto per metà marzo, è stato sospeso. La vicenda è emblematica perché dimostra la tensione sempre più crescente (o forse dovremmo dire l’incompatibilità) tra le capacità dei nuovi strumenti generativi e la protezione diritto d’autore.

L’evoluzione dei modelli multi-agente e le startup scientifiche

Tra le altre notizie della giornata, merita attenzione il lancio da parte di Nvidia di Nemotron 3 Super, un modello di intelligenza artificiale con 120 miliardi di parametri e una finestra di contesto da un milione di token. Il modello è pensato per i cosiddetti sistemi multi-agent, nei quali più intelligenze artificiali collaborano per completare compiti complessi come lo sviluppo di software o l’analisi finanziaria; Nvidia, inoltre, ha reso il modello disponibile in modalità open weights, cioè liberamente utilizzabile anche per scopi commerciali.

Infine, alcuni ricercatori che hanno lasciato Anthropic, l’azienda creatrice di Claude, hanno raccolto 175 milioni di dollari per fondare Mirendil, una startup che punta a sviluppare modelli di intelligenza artificiale specializzati nella ricerca scientifica nel campo biologico e nel settore della scienza dei materiali. La valutazione prevista è di un miliardo di dollari. A guidare il progetto Behnam Neyshabur e Harsh Mehta, ricercatore senior nella stessa azienda; il round di finanziamento è guidato dai fondi di venture capital Andreessen Horowitz e Kleiner Perkins.

Ancora una volta emerge un panorama in profonda trasformazione, dove si alternano promesse straordinarie e turbolenze che disorientano, da un lato l’intelligenza artificiale mostra di poter contribuire in modo concreto alla salute – anche quella dei nostri animali –, dall’altro impone costi umani e finanziari che le grandi aziende tecnologiche iniziano a scaricare sui lavoratori (licenziandoli). La sfida, come sempre, è fare in modo che il progresso serva davvero le persone, e non solo i bilanci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
bambini vittime di ansia scolastica

Ansia scolastica in aumento tra gli studenti, l'analisi del pedagogista Pierpaolo Triani

famiglia e fede

Famiglia e fede: come il tempo pasquale ispira una rinascita quotidiana

chatbot adulatori

Studio di Stanford sui rischi dell'intelligenza artificiale: i chatbot assecondano gli utenti

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email