Nel corso di un solo fine settimana, il settore tecnologico ha registrato significativi aggiornamenti sul fronte dell’intelligenza artificiale, promossi dalle aziende OpenAI e Anthropic. Le due società hanno introdotto nuove funzionalità che espandono le capacità operative dei software, consentendo loro di interagire in background sui personal computer e di supportare attività di ricerca specializzate, come quelle in ambito biologico e farmaceutico. Parallelamente alla progressiva integrazione di questi sistemi nei flussi di lavoro aziendali e privati, emergono tuttavia nuove questioni legate alla trasparenza degli algoritmi, ai limiti di accessibilità geografica e alle rigorose misure di sicurezza informatica adottate dagli sviluppatori per gestire le versioni più avanzate delle rispettive piattaforme.
L’evoluzione del software Codex e l’automazione dei processi in background
Durante il weekend, in sole 48 ore, OpenAI e Anthropic hanno messo sul tavolo novità che aumentano le attività che un software può fare al posto nostro, però crescono anche dubbi sulla trasparenza e sull’accessibilità. OpenAI ha aggiornato Codex, la piattaforma nata per aiutare i programmatori a scrivere codice….è diventata qualcosa di molto più ambizioso: Codex può ora controllare le applicazioni del computer dell’utente in autonomia, può aprire programmi, cliccare, digitare, il tutto in background (senza interrompere il lavoro di chi siede alla scrivania). Inoltre, più agenti possono operare in parallelo, e una memoria interna consente al sistema di ricordare preferenze e contesti tra una sessione e l’altra. Un browser integrato e la possibilità di generare immagini completano il quadro: il responsabile di Codex, Thibault Sottiaux, ha dichiarato che OpenAI sta «costruendo la sua super-applicazione ». L’obiettivo dichiarato è fondere ChatGPT, Codex e il browser Atlas in un’unica applicazione da utilizzare su desktop e mobile…Codex ha raggiunto tre milioni di utenti settimanali, con una crescita mensile del 70%. Poi c’è anche la funzione di controllo del computer, che per ora riservata ai Mac e non ancora disponibile nell’Unione europea.
Il nuovo Claude Opus 4.7 e la gestione dei modelli avanzati per la sicurezza
Sul fronte opposto, Anthropic ha presentato Claude Opus 4.7, ha quindi aggiornato il suo modello di punta. Nei test di riferimento per la scrittura di codice complesso (il benchmark SWE-bench Pro), Opus 4.7 è salito al 64,3%, superando sia il predecessore Opus 4.6 sia i rivali GPT-5.4 di OpenAI e Gemini 3.1 Pro di Google…però il dato più significativo è un altro: Anthropic stessa ha confermato che il suo modello più potente non è questo, bensì Mythos Preview, un sistema accessibile solo a un ristretto gruppo di aziende partner e che raggiunge il 77,8% sullo stesso benchmark. Corre l’obbligo di far notare che è la prima volta che un’azienda del settore rende esplicitamente pubblica una simile differenza tra ciò che offre sul mercato e ciò che tiene sottochiave per ragioni di sicurezza, una scelta che, ovviamente, è legata ai rischi di utilizzo in ambito di cybersecurity.
L’esordio di GPT-Rosalind e l’applicazione nelle scienze della vita
Sempre OpenAI ha poi lanciato GPT-Rosalind, il primo modello di intelligenza artificiale specializzato nelle scienze della vita, il cui nome è un omaggio a Rosalind Franklin, la chimica britannica che ha svolto delle ricerche sulla cristallografia a raggi X determinanti per svelare la struttura del DNA. Il modello è progettato per leggere articoli scientifici, interrogare banche dati biologiche, progettare esperimenti e formulare ipotesi. In un test condotto con il laboratorio di terapia genica Dyno Therapeutics su sequenze di RNA inedite, le risposte di Rosalind hanno superato del 95% quelle degli scienziati umani. Aziende farmaceutiche come Amgen e Moderna la stanno già sperimentando, però l’accesso resta limitato a clienti aziendali qualificati degli Stati Uniti, attraverso un programma che richiede una verifica sull’uso responsabile della tecnologia. Questi annunci, distribuiti in poco più di due giorni, dimostrano ancora una volta qual è la tendenza in atto: l’intelligenza artificiale si sta specializzando sempre più ed entra nei luoghi di lavoro con una pervasività crescente.













