Oro e argento brillano ancora al Museo diocesano

Un laboratorio nel quale lavorano giovani universitari per ottenere la qualifica di assistente restauratore. Un «cantiere» che, sotto la «veglia» montata dalla Nuvola di Camerino e sotto l’egida del progetto «Arte Salvata» sta consentendo al Museo diocesano “Monsignor Aurelio Sorrentino” di riportare il proprio patrimonio di oreficeria ai fasti di un tempo. Il progetto, promosso dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, è solo uno degli stage che gli studenti, inseriti all’interno di un corso triennale per ottenere la qualifica di assistente restauratore, sta affrontando lungo il pro- prio percorso formativo.

Al “Sorrentino”, sotto la guida dei restauratori della “Nuvola”, Giuseppe Mantella e Sante Guido, si stanno occupando di eliminare il degrado, i segni del tempo e dell’uso, dai gioielli della diocesi reggina–bovese.

«Il procedimento – spiega l’architetto e tutor del laboratorio Marilù Laface – si svolge in diverse fasi: innanzitutto una catalogazione e mappatura fotografica del manufatto, la quale viene ripetuta dopo il finale delle operazioni di restauro, poi si procede alla schedatura del pezzo con ,l’individuazione del degrado che esso ha subito nel tempo: una specie di carta d’identità dell’opera con l’elenco delle problematiche che su essa insistono e gli interventi da effettuare. Dopo questa fase, si passa alla pulitura, nel corso della quale, innanzitutto, vengono testati sulla superficie del manufatto diversi tipi di solventi – dal più blando al più aggressivo – per capire quale di essi può essere efficace a rimuovere i deterioramenti del metallo e poi si passa, dunque, alla fase di smontaggio e pulitura dei pezzi».

Le corone delle statue dei Santi, gli ostensori, i crocifissi, i pastorali. Opere di altissimo artigianato che, nel corso dei secoli hanno abbellito e reso solenni le liturgie eucaristiche e le processioni devozionali nella diocesi reggina–bovese.

Un laboratorio che è fonte di soddisfazione anche per il direttore del museo diocesano Lucia Lojacono, ideatrice del progetto «Arte Salvata» che, dallo scorso giugno, ha visto proprio il “Sorrentino” impegnato in un’opera di solidarietà culturale, con l’accoglienza della macchina processionale marchigiana detta “Nuvola di Camerino”: un’eccellenza dell’artigianato dell’Italia centrale interessato dal sisma del 2016.

Il Museo diocesano ha dunque deciso di accogliere l’opera e di restaurarla, per poi restituirla alla sua sede naturale, nella diocesi marchigiana. Il cantiere di restauro della “Nuvola” è aperto: i visitatori del museo possono vedere i restauratori Mantella e Guido al lavoro sulla preziosa macchina processionale settecentesca nei giorni di apertura della struttura che ospita i «tesori» della devozione reggina.

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