Politica: amministratori locali lombardi scrivono ai loro vescovi. “Cristiani nelle istituzioni, esperienza di solitudine”. Fede e bene comune

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“Siamo cristiani cattolici impegnati in politica, e, dopo aver letto la vostra lettera in vista delle elezioni europee, abbiamo pensato potesse essere fruttuoso condividere con voi la nostra esperienza, che riteniamo possa aiutare a indicare una strada possibile e interessante nel rapporto fra cristiani e politica, frutto della passione al servizio che ci anima”. Comincia con queste parole una lettera aperta, inviata ai 10 vescovi titolari delle diocesi lombarde e firmata da dieci persone impegnate nelle istituzioni politiche lombarde appartenenti a tre diverse forze politiche: Lega, Partito democratico e Italia Viva. La missiva “trasversale”, afferma: “Siamo tutti figli della santa Chiesa e militiamo in partiti politici diversi, siamo maggioranza e opposizione nei consigli comunali e municipali, ma tendiamo insieme a costruire il bene delle nostre comunità con i nostri tentativi imperfetti. Un’esperienza di vera pace in politica che noi sperimentiamo e che sarebbe bello poter far conoscere a tutti”.
“Abbiamo letto con interesse l’appello promosso dalla Conferenza episcopale lombardia in cui, ancora una volta, viene affermata l’esigenza di un’assunzione di responsabilità da parte dei cristiani e delle persone serie, capaci, oneste in politica, definita come particolarmente urgente in questo tempo. Per noi, già impegnati nelle istituzioni, è un invito in cui risuona vibrante il senso della nostra vocazione alla politica come servizio alle comunità di cui facciamo parte, una vocazione indissolubilmente radicata nel percorso di fede che ciascuno di noi compie nelle parrocchie e nelle associazioni e movimenti che animano la vita religiosa della diocesi”.
“In ragione dello spirito di comunione che ci anima saremmo lieti se la nostra esperienza potesse aiutare la Chiesa di cui facciamo parte a fare un ulteriore passo in avanti per far sì che ci siano sempre più persone pronte a rispondere alla chiamata vocazionale nella forma più alta di carità”.
Aggiungono: “Vorremmo portare alla vostra attenzione che la nostra è una esperienza, spesso, di sofferta solitudine e complicata incomprensione, proprio in ragione di questa emarginazione, che inizia fin dalla campagna elettorale. Per questi motivi chiediamo che le parrocchie possano essere utilizzate per confronti fra candidate e candidati alle elezioni europee che si rifacciano a uno stile di vita cristiano, dando loro la possibilità di poter dialogare negli spazi delle nostre comunità e di vivere a pieno la loro vocazione nell’alveo che dovrebbe essere naturale”.
I firmatari sono: Lorenzo Bruschi, Mario Esposito, Deborah Giovanati, Enza Scerbo, Stefano Indovino, Valerio Pedroni, Laura Plebani, Federico Rossi, Vittorio Tripicchio, Beatrice Uguccioni.

Fonte: Agensir

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