La città dello Stretto si appresta a rinnovare il proprio consiglio comunale in un clima segnato da profonde riflessioni sul futuro socio-economico del territorio. Al centro del dibattito pre-elettorale si collocano i dati preoccupanti sul decremento demografico, in particolare per quanto riguarda la fascia giovanile, un fenomeno che interroga direttamente la futura classe dirigente. Accanto alle statistiche, si levano i moniti della Chiesa locale e il grido d’allarme del mondo associazionistico, che segnalano una progressiva contrazione degli spazi di aggregazione e di espressione culturale, invocando un sussulto di responsabilità da parte di tutto il corpo elettorale.
L’emergenza demografica e lo spopolamento giovanile
Trentaduemila. È il numero dei giovani che Reggio Calabria ha perso negli ultimi dieci anni secondo l’analisi della Consulta Giovani della Città metropolitana: trentaduemila persone tra i 18 e i 34 anni hanno spostato la loro residenza altrove, portandosi dietro sogni, competenze, progetti, energia…alla vigilia delle elezioni comunali di domani e dopodomani, abbiamo bisogno di ricordare bene questo numero, trentaduemila, per focalizzare subito qual è la vera emergenza della città.
Il valore del voto e il rifiuto dell’astensionismo
Chi domani e lunedì entrerà in cabina troverà sulla scheda quattro candidati a sindaco e una moltitudine di liste: troverà simboli, nomi, programmi…questo giornale, per scelta e per vocazione, non indica a nessuno dove mettere la croce, indica però che quella croce va messa, perché astenersi significa lasciare che altri decidano il futuro di una comunità che ha bisogno di tutti.
Le tre priorità indicate dall’arcivescovo Morrone
L’arcivescovo Fortunato Morrone, nella letterav inviata ai quattro candidati il giorno del patrono San Giorgio, ha chiesto «di vivere la campagna elettorale nel rispetto reciproco, per offrire fin d’ora un esempio di possibile confronto schietto e rispettoso», ha invitato a illustrare i programmi «puntando sulle poche cose realmente praticabili ed evitando di generare illusioni e delusioni nella nostra gente» e ha richiamato l’experience del «Cantiere della passione politica», il laboratorio sinodale che in questi anni ha riunito amministratori locali di ogni schieramento per dialogare sui bisogni concreti del territorio. Esattamente da quest’ultimo percorso sono emerse tre priorità che possono servire da bussola anche per gli elettori: una città pensata per i ragazzi e i giovani, capace di coinvolgerli nella costruzione del loro futuro; la custodia del patrimonio di bellezza, con un’attenzione ai luoghi abbandonati che «chiedono una nuova vita»; la valorizzazione del capitale umano e associativo, quella ricchezza diffusa che fatica a trovare sintesi.
La contrazione degli spazi culturali e la povertà educativa
Il richiamo alla cultura è quanto mai necessario, la Fondazione Rhegium Julii e altre associazioni cittadine hanno ricordato pubblicamente ai candidati che negli ultimi anni la povertà educativa è cresciuta e la città ha perso spazi fondamentali: il Teatro Margherita, il Palazzo delle Associazioni, l’Arena Lido, il traballante Archivio di Stato…una città che perde i propri luoghi di cultura perde anche le ragioni per cui i giovani dovrebbero restare.
La responsabilità civile verso le nuove generazioni
Domani e dopodomani siamo chiamati a scegliere molto di più di un sindaco: la nostra scelta riguarda la capacità di una comunità di prendersi cura di sé, di pretendere amministratori presenti e lungimiranti, di trasformare il voto in responsabilità verso chi verrà dopo di noi.













