Era il 6 giugno 2021 quando la notizia della morte di don Pino Sorbara scosse l’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova. Proprio nei giorni dell’avvicendamento episcopale tra monsignor Morosini e monsignor Morrone, il sacerdote reggino ha fatto ritorno alla Casa del Padre dopo un lungo calvario.
Il ricordo di don Pino Sorbara
Sacerdote premuroso e sempre gioviale, si è spento alla vigilia del suo 69esimo compleanno: era nato infatti il 7 giugno 1952. Il presbitero reggino ha sempre manifestato nel suo agire pastorale una grande prossimità e compassione verso i poveri e i sofferenti, tratti che ha ereditato dall’arcivescovo Giovanni Ferro, sua figura di riferimento e padre della sua vocazione.
Oggi la Chiesa reggina lo ricorderà con una celebrazione in suffragio nella Chiesa parrocchiale in località Spirito Santo, dove don Pino Sorbara è stato parroco. La messa sarà presieduta alle 19 dal vicario generale dell’arcidiocesi di Reggio – Bova, monsignor Pasqualino Catanese.
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Don Pino Sorbara è stato ordinato sacerdote il 7 luglio del 1979 dall’arcivescovo Aurelio Sorrentino. Ha svolto numerosi servizi a favore del popolo di Dio che è in Reggio – Bova, è stato parroco delle parrocchie di San Lorenzo e di San Leo, trasferito successivamente a Spirito Santo e poi, dopo l’unificazione con la parrocchia di Sant’Anna, ha guidato le due comunità con spirito di dedizione verso la costituzione della parrocchia San Gaetano Catanoso, di cui è stato primo parroco e fondatore.
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Negli ultimi anni, a causa di gravi problemi di salute, è stato progressivamente costretto a diminuire gli impegni, eppure ha sempre mantenuto vivo lo spirito di servizio a favore della Chiesa e degli ultimi. Infatti, nonostante le sue precarie condizioni di salute, è stato rettore della Chiesa dell’Annunziata in Reggio Calabria e Cappellano dell’Hospice “Via delle Stelle” (in foto è ritratto nella Cappella dell’Istituto di San Sperato con alcuni volontari).
Quando la malattia lo ha privato della possibilità di camminare, si è unito spiritualmente alla sofferenza del Signore, offrendo nella preghiera la sua sofferenza per la sua amata Chiesa. Nonostante le sue condizioni fossero proibitive, ha continuato a partecipare alle concelebrazioni in Cattedrale, mantenendo vivo il suo legame con la Chiesa reggina e il presbiterio di cui faceva parte.













