Rigenerazione urbana: l’impatto delle grandi opere architettoniche sulle città costiere italiane e lo sviluppo degli spazi pubblici affacciati sull’acqua.

waterfront reggio calabria

Ai Overview: L’analisi delle trasformazioni del fronte mare evidenzia dinamiche comuni a diverse città costiere italiane. Partendo dall’esperienza di Genova, dove gli interventi urbanistici di Renzo Piano hanno progressivamente riconnesso l’area portuale alla vita cittadina, emerge un parallelo con l’attuale dibattito urbanistico a Reggio Calabria. Nel capoluogo calabrese, l’avvio dei cantieri per il Centro delle Culture del Mediterraneo, su progetto dello studio Zaha Hadid Architects, segna un investimento di circa 121 milioni di euro. L’intervento punta a ridurre l’attuale distanza tra tessuto urbano e litorale, introducendo spazi pubblici, espositivi e culturali pensati per superare la fruizione esclusivamente stagionale. Il confronto tra i due percorsi sottolinea come la rigenerazione urbana richieda una piena integrazione delle nuove architetture nelle dinamiche sociali ed economiche quotidiane della popolazione, andando oltre la semplice realizzazione edilizia.

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I progetti di Renzo Piano per il porto di Genova

Genova, il porto, il mare. È difficile separare Renzo Piano dai luoghi che hanno accompagnato la sua storia, a partire dalla città in cui è nato e dove il rapporto tra terra e acqua è parte del paesaggio quotidiano. Oggi Piano compie 89 anni e il suo percorso, lungo più di mezzo secolo, passa anche attraverso alcune delle grandi trasformazioni urbane che hanno cambiato il volto di città italiane e non solo. Nato a Genova il 14 settembre 1937, Piano ha mantenuto nel tempo un legame particolare con la sua città e con il mare. Un rapporto che ritorna in diversi momenti del suo lavoro e che trova proprio a Genova alcuni degli esempi più interessanti. Il primo è il Porto Antico, trasformato in occasione delle celebrazioni colombiane del 1992. L’area portuale, per lungo tempo separata dalla vita della città, viene ripensata come uno spazio pubblico, con nuovi percorsi, strutture recuperate e luoghi destinati a essere attraversati e vissuti. Il porto torna così a essere parte della città, non soltanto uno spazio funzionale alle attività portuali. È un intervento che negli anni è diventato uno dei riferimenti del lavoro di Piano sulla rigenerazione degli spazi urbani. E il tema ritorna oggi nel Waterfront di Levante, un progetto molto più ampio che interessa un’area rimasta per decenni separata dal resto di Genova. Il progetto, sviluppato da Renzo Piano Building Workshop e OBR, prevede un nuovo pezzo di città con abitazioni, uffici, attività commerciali, spazi pubblici e un grande parco collegato alla passeggiata sul mare. Al centro dell’intervento c’è anche il recupero del Palasport, costruito negli anni Sessanta.

Il rapporto tra Reggio Calabria e il suo litorale

La scala è quella delle grandi trasformazioni urbane, dove il progetto non riguarda soltanto un edificio ma il modo in cui un’intera area può tornare a dialogare con il resto della città. Ed è proprio qui che il pensiero torna a Reggio Calabria. Reggio è una città sul mare, ma non sempre riesce a essere una città di mare. Il rapporto con l’acqua è fortissimo nell’immagine che abbiamo della città, nel suo Lungomare, nei tramonti e nella vita estiva, quando il mare diventa uno degli spazi principali della quotidianità. Durante il resto dell’anno, però, quella relazione sembra più fragile. Come se tra la città e il mare esistesse ancora una distanza, non geografica ma urbana. Si leggono spesso, parlando di waterfront, frasi come “restituire il mare alla città”, anche quando dietro questa definizione ci sono soprattutto nuovi appartamenti e posti barca. È il caso, ad esempio, del progetto per l’ex Fiera, pensato con 200 appartamenti e posti barca. Il progetto di Reggio Calabria, però, racconta un’ambizione diversa e, a mio avviso, anche più interessante: non limitarsi a costruire un nuovo pezzo residenziale affacciato sull’acqua, ma provare a costruire un vero luogo urbano, culturale e pubblico, capace di mettere insieme il mare e la città.

Il Centro delle Culture del Mediterraneo e il futuro del fronte mare

La storia è diversa da quella genovese e diverso è naturalmente anche il progetto.

Il Regium Waterfront nasce infatti con l’obiettivo di ridisegnare quest’area. Il concorso internazionale bandito dal Comune nel 2007 fu vinto da Zaha Hadid, con un progetto che prevedeva il Museo del Mediterraneo e un Centro Polifunzionale. Dopo quasi vent’anni, quella visione è arrivata a una nuova fase con il Centro delle Culture del Mediterraneo, progettato da Zaha Hadid Architects e destinato a diventare il cuore del nuovo Waterfront. I lavori sono stati avviati nel febbraio 2025, con un investimento di quasi 121 milioni di euro. Il progetto non riguarda soltanto la costruzione di un nuovo edificio. L’intervento comprende spazi culturali ed espositivi, un auditorium, attività dedicate alla formazione e alla ristorazione, oltre alla sistemazione degli spazi esterni e della fascia costiera. L’obiettivo è creare una nuova connessione tra la città e il mare, intervenendo su un’area che per lungo tempo è rimasta ai margini della vita urbana. Reggio dovrà misurarsi non soltanto con la costruzione di un nuovo luogo sul mare, ma con la sfida di fari diventare quel luogo parte della città, vissuto durante tutto l’anno e non soltanto nei mesi estivi.

A Genova questo processo ha già una storia lunga, a Reggio è ancora un progetto in costruzione. E sarà il tempo a dire quanto questa nuova architettura riuscirà davvero a ridurre quella distanza e a fare del mare non soltanto il paesaggio della città, ma una parte della sua vita quotidiana.

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