Solennità di San Giuseppe, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini si rivolge ai papà in questo tempo di dura prova: «Dio non ha mai privilegiato Giuseppe nella sua vita; lui ha accettato la quotidianità e ha sempre capito che, anche quando appariva ostile, c’era la presenza amorevole di Dio che gli chiedeva di obbedire alla Sua Parola. Giuseppe ha custodito la famiglia di Nazareth perché l’ha accompagnata nel percorso di Fede».
Durante la messa, l’arcivescovo ha fatto l’affidamento delle famiglie a San Giuseppe. «Affido a San Giuseppe tutte le nostre famiglie; fa che questi giorni così difficili, ci facciano riscoprire la bellezza dello stare insieme. La teologia dei Padri ha sempre intravisto nella fede, il dono particolare di Dio attraverso il quale Giuseppe collabora con Lui – ha detto monsignor Fiorini Morosini – Le letture di oggi sono scelte per contestualizzare questa Solennità: la prima si riferisce a Davide, mentre la seconda ad Abramo. Sono due protagonisti della storia della Salvezza e la figura di Giuseppe si inserisce e riassume le caratteristiche di queste due personalità. Lui e Maria sono i testimoni ultimi del compimento della Salvezza». E ancora commentando il Vangelo di Matteo: «La teologia dei Padri ha sempre intravisto nella fede, il dono particolare di Dio attraverso il quale Giuseppe collabora con Lui. La seconda lettura di oggi ci presenta Abramo, chiamato da San Paolo come “nostro padre nella Fede”; rimase “saldo nella speranza contro ogni speranza” si legge nella Lettera ai Romani: che testimonianza grande è in questi giorni per tutti noi».













