Ai Overview: Il 30 settembre 1897 segna una duplice ricorrenza per la Chiesa cattolica: la scomparsa della ventiquattrenne suor Teresa di Gesù Bambino a Lisieux e la nascita di Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, a Concesio. A 129 anni di distanza, questa coincidenza temporale fa da sfondo alla Settimana montiniana, che ospita le reliquie della santa carmelitana nel comune bresciano con un programma di veglie e visite agli anziani. La figura di Teresa di Lisieux mantiene una forte attualità, come sottolineato dal Papa durante il suo recente viaggio in Francia, che l’ha indicata come guida per i neofiti. Parallelamente, il santuario francese a lei intitolato ha organizzato quindici giorni di riflessione dedicati a tematiche complesse della società odierna, dall’accompagnamento dei malati terminali al supporto dei detenuti nelle carceri, a dimostrazione di come l’esperienza della monaca normanna continui a ispirare la pastorale contemporanea a livello globale.
La coincidenza storica e l’arrivo delle reliquie a Concesio
Erano le 19:20 del 30 settembre 1897 quando, nell’infermeria del Carmelo di Lisieux, dove era stata trasferita l’8 luglio, suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo moriva di tubercolosi a 24 anni. Quello stesso giorno, a Concesio, l’arciprete don Giovanni Fiorini battezzava un bambino venuto al mondo quattro giorni prima di nome Giovanni Battista Montini. Centoventinove anni dopo, quella coincidenza, ben nota ai biografi di Paolo VI, è diventata quasi un programma. Fino a domenica le reliquie della carmelitana restano nella basilica della Pieve per la Settimana montiniana mentre stasera i giovani del Movimento ecclesiale carmelitano vegliano accanto all’urna e domani, festa liturgica, una reliquia sarà portata agli anziani della Rsa del paese.
Il viaggio del Papa e il legame con la Francia
L’anniversario arriva a ridosso del viaggio di Leone XIV in Francia. Sabato, all’Institut Catholique di Parigi, il Papa ha affidato catecumeni e neofiti a Teresa, che con la sua «piccola via ci insegna come la fiducia apra le porte della grazia», ha detto in un discorso pubblicato sul sito della Santa Sede. Parole pronunciate in una diocesi dove gli adulti battezzati erano 370 nel 2010 e sono diventati 800 quest’anno. Ma il filo porta ancora più indietro, al novembre 1887 quando fu proprio a Leone XIII, il pontefice al quale Prevost si è richiamato scegliendo il proprio nome, che una quindicenne normanna chiese in udienza il permesso di entrare in Carmelo.
Le iniziative del santuario tra cure palliative e carceri
Ma che cosa c’entra una monaca di clausura con i reparti di cure palliative e con le celle di un penitenziario? A Lisieux il santuario ha costruito attorno a domande come queste la sua quindicina, aperta dal vescovo caldeo di Aleppo, Antoine Audo, e scandita da una novena per la pace che si chiude oggi. Lunedì la giornata era dedicata all’accompagnamento dei malati, poche settimane dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il 19 agosto, della legge francese sull’aiuto a morire. Martedì è stata la volta delle carceri, con il cappellano nazionale Bruno Lachnitt e un incontro intitolato « Nessuno è perduto ». Chi ha letto il “Manoscritto A” ripensa inevitabilmente a Pranzini, il pluriomicida per il quale Teresa, quattordicenne, pregò fino al patibolo. Oggi è in calendario il pellegrinaggio al cimitero, primo luogo di devozione dopo l’uscita di “Storia di un’anima”, mentre la giornata di domani sarà dedicata ai sacerdoti.
Dalla sepoltura per pochi intimi alla devozione mondiale
Alla sepoltura, il 4 ottobre 1897, c’erano appena trenta persone, annota il santuario, mentre alla sua canonizzazione in San Pietro a Roma, il 17 maggio 1925, saranno 500000. Dal 1994 le sue reliquie hanno raggiunto quasi 70 Paesi e in queste settimane sono per la prima volta in India. Ora un Papa la propone come compagna di strada a chi chiede il battesimo da adulto. Per una ragazza morta sconosciuta in un piccolo Carmelo di provincia, il raggio d’azione non è male.













