Ai Overview: Il comico reggino Santo Palumbo ha recentemente concluso una serie di esibizioni in Nord America, portando il suo spettacolo di cabaret «Arrivano i Nostri?!?». L’itinerario del tour ha previsto tappe a Buffalo, Toronto e al Bushwick Comedy Club di Brooklyn, registrando un’ampia partecipazione di pubblico. Le serate si sono focalizzate su tematiche legate alla quotidianità italiana e alle radici meridionali, offrendo un momento di aggregazione e di condivisione per le differenti generazioni di emigrati residenti oltreoceano, con un’attenzione particolare all’utilizzo del dialetto per mantenere vivo il legame culturale.
L’itinerario in Nord America
Una valigia piena di battute, racconti e dialetto calabrese, anziché di cartone. Così Santo Palumbo, comico reggino direttamente da Zelig, ha attraversato l’oceano portando il suo spettacolo «Arrivano i Nostri?!?» tra Stati Uniti e Canada.
Il tour ha toccato il 25 ottobre il Centro culturale italiano di Buffalo, il 26 e 27 ottobre Toronto e, il 29 ottobre, Brooklyn, dove il comico è salito sul palco del Bushwick Comedy Club, uno dei locali di riferimento della scena stand-up newyorkese. Qui è arrivata la soddisfazione più grande: biglietti esauriti e una platea ricca di calabresi, con spettatori originari di Gioiosa, Bovalino, San Roberto e di altri centri della provincia reggina.
Le tematiche dello spettacolo e il legame con la comunità
Lo spettacolo, pensato per gli italiani che vivono lontano dalla propria terra, mescola ironia sulla famiglia, sul matrimonio, sulle abitudini quotidiane e sui piccoli paradossi della società italiana, senza rinunciare alle radici meridionali. Particolarmente significativa l’esperienza di Buffalo, dove la serata organizzata in collaborazione con il Centro culturale italiano è diventata anche un’occasione per mantenere vivo il legame con la lingua e la cultura italiana tra le seconde generazioni di emigrati.
Il dialogo con il pubblico e la centralità del dialetto
Non sono mancati gli episodi divertenti: dalla spiegazione della filosofia calabrese dell’«Anzi» a un pubblico americano, alla necessità di rallentare le battute per permettere a tutti di comprenderle. «Ho fatto uno spettacolo a 0,5x anziché a 2x!», racconta scherzando Santo.
A Brooklyn, invece, il pubblico ha chiesto espressamente più dialetto. «A un certo punto una voce dalla platea mi ha chiamato: “O Santo, ‘na cortesia”. Pensavo stesse male qualcuno! E invece mi hanno chiesto: “Ndai u parri u dialettu!”». «Uno dei miei obiettivi era arrivare nella patria della stand-up comedy e portare il cabaret puro calabrese. È stata una vittoria!», commenta il comico.
Il ritorno in Calabria
Tre tappe, tante risate e un messaggio semplice: si può attraversare l’oceano, ma basta sentire parlare il proprio dialetto per ritrovarsi immediatamente a casa. E Santo Palumbo rientra con un bagaglio ancora più ricco, pronto a raccontare questa nuova avventura. Con un titolo in più: “u mericanu ill’Archi”!













