Il mondo dell’informazione cattolica è in lutto. È tornato alla Casa del Padre questa mattina, nella sua abitazione di Firenze, Domenico Mugnaini, direttore del settimanale Toscana Oggi. Aveva 65 anni e da tempo combatteva contro una malattia affrontata con quella stessa fede salda che ha caratterizzato tutto il suo percorso umano e professionale. Mugnaini lascia la moglie Barbara e i figli Andrea e Giovanni, ai quali va l’abbraccio ideale di tutti i colleghi della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc). Le esequie saranno celebrate sabato alle 10 nel Duomo di Firenze.

Una vita “con la schiena dritta”
Fiorentino, classe 1958, Mugnaini ha incarnato la figura del giornalista completo. La sua carriera è stata un pendolo tra l’informazione ecclesiale e la grande cronaca nazionale. Aveva mosso i primi passi proprio a Toscana Oggi, per poi spaziare in realtà come Avvenire, Il Popolo e l’agenzia Asca.
Ma è all’Ansa che ha trascorso gran parte della sua vita professionale (dal 2004 al 2018), diventando Caposervizio aggiunto della sede di Firenze. Lì ha raccontato fatti che hanno segnato la storia recente del Paese: dal processo al Mostro di Firenze alla strage dei Georgofili, fino al naufragio della Costa Concordia e alle vicende del Monte dei Paschi. Nel 2015, un momento di sintesi perfetta tra le sue due anime: curò l’ufficio stampa per la storica visita di Papa Francesco a Firenze.
Nel 2019 era tornato “a casa”, assumendo la direzione di Toscana Oggi, portando in dote il rigore dell’agenzia di stampa e una visione aperta al confronto.
Il cordoglio dei Vescovi: «Direttore illuminato»
La Conferenza Episcopale Toscana ha espresso profondo dolore per la perdita di quello che hanno definito «un giornalista esemplare e un direttore illuminato». «Mugnaini – scrivono i vescovi – ha saputo portare Toscana Oggi ad essere un giornale di riferimento non solo per il mondo cattolico, ma anche per quel mondo laico con il quale non si è mai sottratto al confronto pacato, ma fermo». Un professionista che guardava al Vangelo «senza paura», capace di creare reti di rapporti che andavano ben oltre i confini regionali.
A queste voci si unisce con particolare affetto quella di monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia e Pescia. Appresa la notizia con «profonda tristezza», il presule ha voluto ricordare Mugnaini come un giornalista che «per decenni ha raccontato i nostri territori con competenza e sempre rispettoso». Tardelli ha sottolineato «la passione sincera e una rara gentilezza d’animo» del direttore, esprimendo la gratitudine della Chiesa toscana per il servizio generoso offerto anche in occasioni delicate e importanti come il Convegno ecclesiale nazionale e la visita del Papa a Firenze. «In questo momento di dolore – ha concluso il vescovo – mi unisco nella preghiera alla famiglia a cui porgo le mie sentite condoglianze».
Il ricordo della Fisc: «La sua stella polare era la Parola»
Toccante il ricordo di Mauro Ungaro, presidente della Fisc, che ha sottolineato lo spessore umano di “Dodo”, come veniva affettuosamente chiamato dagli amici. «Domenico è sempre stato un giornalista con la schiena dritta. Ci ha insegnato a ricercare la Verità senza dimenticare che ogni notizia è una storia con protagonisti uomini e donne reali».
Ungaro ha ricordato anche la testimonianza offerta da Mugnaini durante la malattia: «Un esempio di affido a Colui che è la nostra Speranza». Il suo contributo nel Consiglio nazionale della Federazione è stato prezioso, fatto di interventi schietti, competenti e di quella correctio fraterna che costruisce e non distrugge.
L’ultimo saluto in Cattedrale
Le esequie di Domenico Mugnaini si terranno sabato 22 novembre 2025, alle ore 10, nella Cattedrale di Firenze. A comunicarlo, unendosi al dolore della famiglia, è l’Opera di Santa Maria del Fiore, di cui Mugnaini era consigliere di amministrazione dal 2017. Il presidente Luca Bagnoli e tutto il Cda hanno espresso «profondo e commosso cordoglio» per la perdita di una figura che ha contribuito in modo «significativo e appassionato» alla crescita dell’Opera. La nota ricorda come Mugnaini abbia rivestito un ruolo centrale per il cattolicesimo toscano, culminato nel 2015 con la gestione dell’ufficio stampa per la visita di papa Francesco a Firenze.
La altre voci della Chiesa e del mondo della solidarietà
Il lutto tocca profondamente le diocesi vicine. Da Prato, il vescovo monsignor Giovanni Nerbini e la curia ricordano Mugnaini come «esempio di laico cristiano» e «voce autentica», capace di accrescere l’autorevolezza della comunicazione ecclesiale. Unanime il pianto del mondo della carità. Marco Seracini, presidente di Fondazione Solidarietà Caritas Firenze, ricorda «l’uomo, il professionista di valore» che ha messo «cuore e intelligenza» nel lavoro, sottolineando la sua «grande umanità e la capacità di tessere rapporti sinceri». Sulla stessa linea Andrea Ceccherini delle Misericordie dell’Area Fiorentina, che evidenzia come Mugnaini abbia saputo dare voce al volontariato, raccontando storie di chi agisce lontano dai riflettori con «profondità e competenza».
Il tributo delle Istituzioni e della cultura
Il cordoglio attraversa anche le istituzioni civili. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha ricordato gli anni in cui Mugnaini ha lavorato all’ufficio stampa di Palazzo Vecchio, definendolo una «voce autorevole» capace di raccontare la città con «rigore, passione e senso civico». Anche il mondo della cooperazione e della cultura si stringe attorno alla famiglia. Alberto Grilli (Confcooperative Toscana) parla di un giornalista «equilibrato» e di un interlocutore attento al mondo cooperativo. Infine, Grazia Bellini della Fondazione Ernesto Balducci ricorda Domenico come «grande uomo di cultura, conoscenza e fede», da sempre vicino ai temi cari a padre Balducci.
La vicinanza di Avvenire di Calabria
Anche la redazione di Avvenire di Calabria, con il direttore Davide Imeneo e tutto lo staff dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, si unisce al dolore della famiglia Mugnaini e della redazione di Toscana Oggi. Perdiamo un compagno di strada prezioso, un testimone che ha saputo vivere la professione giornalistica come missione e servizio alla Verità.













