Sono 273, trentotto più di ieri, le persone positive al Covid-19

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 273 (+38 rispetto a ieri), quelle negative sono 2599. In Calabria ad oggi sono stati effettuati 2872 tamponi. E’ il bilancio del bollettino regionale di questa domenica 22 marzo 2020. Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:
– Catanzaro: 12 in reparto; 10 in rianimazione; 36 in isolamento domiciliare
– Cosenza: 29 in reparto; 3 in rianimazione; 26 in isolamento domiciliare; 3 deceduti
– Reggio Calabria: 19 in reparto; 4 in rianimazione; 56 in isolamento domiciliare; 5 guariti; 4 deceduti
– Vibo Valentia: 2 in reparto; 10 in isolamento domiciliare
– Crotone: 15 in reparto; 38 in isolamento domiciliare; 1 deceduto

I soggetti in quarantena volontaria sono 6721, così distribuiti:
– Cosenza: 1330
– Crotone: 595
– Catanzaro: 622
– Vibo Valentia: 721
– Reggio Calabria: 3453
Le persone giunte in Calabria che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 10.777.
Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro.

Dopo l’annuncio di ieri sera del premier Giuseppe Conte, la governatrice Jole Santellil aveva rivolto un appello perché non si ripetessero le scene di controesodo viste due settimane fa verso la Calabria. Da qui la firma di un’ordinanza che prevede, e fino al 3 aprile 2020, il divieto di ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio regionale.
Si potrà entrare o uscire dalla Calabria solo per spostamenti derivanti da comprovate esigenze lavorative legate all’offerta di servizi essenziali oppure per gravi motivi di salute.
Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni.

A supporto di tale linea, peraltro una preoccupazione condivisa da tutte le regioni del sud, un’ordinanza adottata dal ministro dell’Interno e da quello della Salute, stabilisce da oggi il divieto per tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

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