Tavolo dipendenze, il Cereso prepara l’Open Day in città

Il 9 e 16 novembre, in tante parti d’Italia e in alcune località estere, comunità di accoglienza e di recupero, centri di ascolto e spazi educativi delle organizzazioni aderenti alle reti Cereso saranno aperti alla cittadinanza e alle comunità ecclesiali. Per presentare sé stessi, il loro lavoro, le persone – operatori e utenti – che li animano. La scelta delle date non è casuale: il 17 novembre sarà la III giornata mondiale dei poveri. «Vogliamo inserire i nostri open day – si legge in una nota – in prossimità di questa giornata voluta da papa Francesco per far capire che la povertà è anche esclusione, solitudine, oppressione. Ogni organizzazione che aderisce all’open day proporrà un momento di incontro sul proprio territorio: una visita alla struttura, un’attività educativa di prevenzione per gli studenti, un’attività sportiva con gli utenti, una cena. Un evento per fare conoscenza, per avere informazioni, per ascoltare le storie che quell’organizzazione custodisce nel suo cammino quotidiano, nel suo costruire relazioni. Un’occasione rivolta a persone singole, parrocchie, scuole, centri educativi. Ad adulti e ragazzi. Da anni incontriamo persone in difficoltà e storie di grande fatica, di disagio e di dipendenza, in quelle periferie del mondo e della vita che spesso sono più vicine a noi di quanto immaginiamo. Respiriamo tanta disperazione, tanta solitudine. La nostra esperienza quotidiana nelle comunità terapeutiche, nelle scuole, nelle strade delle nostre città, con i giovani, con tante persone fragili e schiacciate dalla vita, ci offre uno sguardo molto diverso da quello che viene comunemente proposto. Con loro facciamo un pezzo di strada insieme; con la loro vita intrecciamo la nostra». I rappresentanti Cereso si rivolgono a uomini e donne: «Forse non sai che nel tuo comune o nelle vicinanze c’è un’associazione o un gruppo che cerca di aprire spazi di senso e di speranza, contrastando solitudine e abbandono; uomini e donne che, da volontari o facendo una scelta professionale nel lavoro sociale, costruiscono legami, aprono spazi, ascoltano. Tutto questo è, però, più efficace se coinvolge la comunità locale, il territorio. Per questo ti vogliamo proporre di incontrarli, di condividere il loro sguardo. Ciò che viviamo ogni giorno nelle nostre comunità e nei servizi di strada ci racconta un’altra storia, fatta soprattutto di relazioni. Attraverso di esse si può riaccendere la speranza». L’appuntamento è per sabato 9 novembre al parco della mondialità di Gallico dalle 10 alle 18.

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