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“Tutti parlano dell’infallibilità del Papa, ma al Concilio Vaticano II si è detto dell’infallibilità della Chiesa”. A precisarlo è stato il card. Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, rispondendo alle domande dei giornalisti, durante la presentazione – in sala stampa vaticana – del Documento di studio “Il vescovo di Roma. Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici e nelle risposte
all’enciclica ‘Ut unum sint’”. “Il Papa non può avere altra infallibilità che la fede della Chiesa cattolica”, ha ricordato il cardinale: “E’ colui che può interpretare, annunciare questa infallibilità della Chiesa. Può dire: “Non è la mia infallibilità, ma io pronuncio l’infallibilità della Chiesa’. Nel caso dei dogmi dell’ Immacolata Concezione e dell’Assunzione di Maria, ad esempio, “prima di proclamare i dogmi hanno chiesto a tutti i vescovi del mondo”. “Continuare il dialogo, per l’interpretazione autentica della Chiesa”, l’auspicio di Koch.
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