Afghanistan: Unhcr, per le alluvioni almeno 40 morti, oltre 340 feriti e molti sfollati. “Necessaria assistenza umanitaria urgente alle comunità colpite”

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“I temporali di lunedì e le forti inondazioni nelle regioni centrali e orientali” dell’Afghanistan “hanno causato almeno 40 morti, oltre 340 feriti e molti altri sfollati. Strade, ponti, case ed edifici pubblici sono stati danneggiati o distrutti. Queste cifre sono destinate ad aumentare man mano che i team di soccorso potranno raggiungere altre aree colpite”. Lo affermato il portavoce dell’Unhcr, Babar Baloch, durante l’incontro odierno con la stampa al Palais des Nations a Ginevra.
L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati, sta fornendo assistenza umanitaria in uno dei Paesi tra i “più esposti a condizioni climatiche estreme e disastri naturali, come siccità e tempeste. È anche uno dei meno preparati ad adattarsi all’impatto dei cambiamenti climatici, dopo quattro decenni di conflitti, insicurezza e instabilità. Le ultime inondazioni seguono le devastanti e improvvise alluvioni di maggio, che hanno colpito vaste aree dell’Afghanistan settentrionale, nord-orientale e occidentale, causando la morte e il ferimento di oltre 683 persone e danni alle infrastrutture, alle abitazioni e ai terreni agricoli”.
“In risposta alle ultime inondazioni e tempeste di questa settimana, team di personale umanitario, tra cui l’Unhcr e organizzazioni partner quali Waw (Women for Afghan Women), sono stati dispiegati nelle aree colpite per determinare l’impatto, i bisogni umanitari e identificare le famiglie che necessitano assistenza”, ha spiegato Baloch, aggiungendo che “molte aree sono ancora inaccessibili a causa del danneggiamento di strade e ponti. Secondo le prime stime, migliaia di persone sono state colpite nelle province di Nangarhar, Laghman e Kunar. Alcune delle aree più colpite si trovano in distretti con già un alto numero di sfollati afghani e rifugiati che hanno fatto ritorno nel Paese; qui l’Unhcr e le organizzazioni partner hanno fornito assistenza e servizi essenziali”.
Nell’assicurare che “l’Unhcr vuole rafforzare i servizi esistenti di supporto psicosociale e di salute mentale per le persone colpite dalle alluvioni”, Baloch ha osservato che “queste recenti inondazioni stanno aggravando le vulnerabilità di comunità che già faticano ad accedere ai servizi di base”. “L’Afghanistan – ha denunciato – rimane una delle più gravi crisi umanitarie del mondo, secondo il Piano di risposta e fabbisogno umanitario dell’Afghanistan si stima che in totale nel 2024 saranno 23,7 milioni le persone che avranno bisogno di aiuti nel Paese. Dall’inizio dell’anno, le Nazioni Unite stimano che più di 145.000 persone siano state colpite da disastri naturali in tutto l’Afghanistan, con 33 delle 34 province che sono state colpite da disastro naturale durante questo periodo”. “L’Afghanistan – ha concluso – ha bisogno di attenzione e sostegno continui da parte della comunità internazionale. L’Unhcr e le altre operazioni umanitarie nel Paese rimangono gravemente sottofinanziate. Attualmente, le operazioni dell’Unhcr in Afghanistan sono finanziate solo al 44%”.

Fonte: Agensir
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