Ai Overview: Bernardino Telesio rappresenta una figura centrale del pensiero filosofico del Cinquecento, noto per il suo approccio basato sull’osservazione diretta della natura. L’articolo propone un itinerario nel centro storico di Cosenza, partendo dal monumento in bronzo di piazza XV Marzo e passando per l’Accademia Cosentina, per ricostruire il legame tra il pensatore e il suo territorio d’origine, ripercorrendo i luoghi e le istituzioni che ne conservano la memoria.
Bernardino Telesio e il centro storico di Cosenza
Nel cuore del centro storico di Cosenza, una statua in bronzo ritrae un uomo con un libro e una penna tra le mani. È Bernardino Telesio, filosofo nato proprio in questa città il 7 novembre nel 1509, che con le sue idee ha contribuito a cambiare il modo di osservare e interpretare il mondo naturale. Il suo nome è legato alla storia della filosofia moderna e a una stagione culturale che ha visto la Calabria protagonista del pensiero occidentale. Eppure, fuori dagli ambienti accademici, la sua figura è ancora poco conosciuta. Dalla sua dottrina e dalla sua opera principale, De rerum natura iuxta propria principia, pubblicata nel 1565, trassero ispirazione pensatori come Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Cartesio e Francis Bacon. Un’eredità importante, che rende Cosenza uno dei luoghi da cui partire per riscoprire una stagione significativa della storia del pensiero occidentale.
La filosofia secondo i principi della natura
Nato in una famiglia di intellettuali e umanisti, Telesio si avvicina agli studi sotto la guida dello zio Antonio. Prosegue poi la sua formazione tra Milano, Roma, Venezia e Padova, dove consegue il dottorato. È proprio in questi anni che comincia a elaborare una critica alla filosofia aristotelica, mettendo al centro l’esperienza e l’osservazione della natura. Per Telesio il mondo naturale è una realtà autonoma, che deve essere compresa attraverso le proprie leggi e non interpretata esclusivamente attraverso le categorie della tradizione. Anche la sua riflessione sull’uomo si allontana da quella aristotelica: il bene non coincide soltanto con l’esercizio della ragione, ma riguarda innanzitutto la conservazione della vita e il benessere dell’individuo. Una prospettiva innovativa per il suo tempo, che contribuisce a fare di Telesio uno degli anticipatori della filosofia moderna.
L’Accademia e i luoghi della memoria
Il suo legame con Cosenza non è soltanto quello delle origini. La città è anche il luogo in cui il filosofo svolge una parte importante della propria attività intellettuale, soprattutto attraverso l’Accademia Cosentina, una delle prime istituzioni culturali di questo genere in Europa. Fondata nel 1511 dall’umanista calabrese Aulo Giano Parrasio, l’Accademia Cosentina diventa un punto di riferimento per la vita culturale della città. Telesio vi si forma sotto la guida del maestro e, alla sua morte nel 1534, ne assume la direzione. Da quel momento l’istituzione prende il nome di Accademia Telesiana, riconoscendo il ruolo del filosofo nella sua storia. Per ritrovare le tracce di Telesio basta passeggiare nel centro storico, tra le strade di Cosenza Vecchia. Il percorso può cominciare dalla sua casa natale, in piazza Berardi 1, oggi non visitabile, per proseguire verso piazza XV Marzo, uno dei luoghi più legati alla memoria del filosofo. Qui, al centro della piazza, si trova il monumento in bronzo realizzato dallo scultore Achille Orsi nel 1914. Telesio è raffigurato in atteggiamento meditativo, con un libro e una penna tra le mani. La statua poggia su un basamento in granito, decorato con bassorilievi bronzei che raccontano alcuni episodi della sua vita e illustrano la sua dottrina. La piazza, conosciuta anche come piazza della Prefettura, è delimitata dall’edificio che ospita l’Accademia e la Biblioteca Civica e dall’elegante Teatro Alfonso Rendano. Il nome del filosofo accompagna anche il vicino liceo classico e il corso principale del centro storico, Corso Telesio. Lungo questa strada si incontrano alcuni degli edifici più importanti della città, a cominciare dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, riconosciuta Patrimonio UNESCO e custode della preziosa icona bizantina della Madonna del Pilerio. Ma il percorso si può concedere anche una sosta più golosa. Tra le attività storiche di Corso Telesio c’è il Gran Caffè Renzelli, aperto dal 1803, che ha dedicato al filosofo una torta speciale: la Torta Telesio. La ricetta recupera un ingrediente antico, i lupini gialli, abbinandoli a mandorle, amarene e albicocche.
Da Telesio a Campanella, una storia che attraversa la Calabria
Un’altra tappa da inserire nell’itinerario è il Complesso Monumentale di San Domenico, alla confluenza dei fiumi Crati e Busento. L’edificio quattrocentesco, costruito dalla famiglia Sanseverino, conserva ancora alcuni elementi della struttura originaria, tra cui il rosone, l’arco d’ingresso e due cappelle rinascimentali. Il complesso è legato anche alla storia di un altro grande filosofo calabrese: Tommaso Campanella, che vi soggiornò nel 1588 durante la sua permanenza a Cosenza. Due figure diverse, ma accomunate da una riflessione capace di mettere in discussione le idee dominanti e di lasciare un segno nella storia del pensiero. Bernardino Telesio muore a Cosenza nel 1588, dopo aver contribuito a cambiare il modo di interrogare e interpretare il mondo naturale. A distanza di oltre quattro secoli, la sua eredità non appartiene soltanto agli studiosi di filosofia. È parte della storia culturale della città e della Calabria, e si può riscoprire anche attraverso una passeggiata tra piazze, palazzi, biblioteche e luoghi che ne conservano la memoria.













