Ai Overview: Nel pomeriggio di oggi, 2 novembre, Papa Leone XIV presiede la celebrazione eucaristica al cimitero del Verano in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, ricorrenza che affonda le proprie radici storiche nel 998 grazie all’abate Odilone di Cluny. L’appuntamento offre l’opportunità per una riflessione sul mutato rapporto della società con la morte, evidenziato da un calo delle visite ai cimiteri e dall’aumento delle cremazioni, come rilevato dai recenti studi dell’Istituto Cattaneo. Il tema si intreccia con l’Anno di san Francesco, con le sfide etiche poste dall’intelligenza artificiale e dai cosiddetti “griefbot”, e con le numerose tragedie umane quotidiane legate a migrazioni, lavoro e fragilità sociale.
La Messa al Verano e le origini della ricorrenza
Alle 16 di oggi, lunedì 2 novembre, Leone XIV celebra nel cimitero monumentale del Verano, a Roma, la Messa per la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, come già l’anno scorso, quando davanti a circa 2.500 persone ha pronunciato un’omelia che esprimeva, tra l’altro, una consapevolezza chiara per ogni fedele: «La carità vince la morte». Se volessimo citare le origini della ricorrenza, dovremmo tornare al 998, quando l’abate Odilone di Cluny la rese obbligatoria nei monasteri che dipendevano da lui. Successivamente, nel 1915, con l’Europa in guerra, Benedetto XV concesse ai sacerdoti di celebrare più Messe nello stesso giorno.
Il mutato rapporto degli italiani con i luoghi di sepoltura
Ma la vera domanda da porsi, a distanza di oltre un millennio, è quale sia il senso per noi, oggi, di quella intuizione monastica. Il rapporto degli italiani con la morte è cambiato nel corso degli ultimi decenni. E questo è in parte testimoniato dal numero sempre minore di coloro che si recano al cimitero: il rapporto “Gli italiani e la morte” dell’Istituto Cattaneo registra che, tra novembre 2023 e novembre 2024, solo il 69,4% lo ha visitato almeno una volta l’anno, in calo del 7,9% rispetto alla rilevazione di sette anni prima. Lo stesso studio, inoltre, segnala la crescita della cremazione e il desiderio di disperdere le ceneri o di tenerle in casa.
La visione del trapasso nell’Anno di san Francesco
Quest’anno, poi, la ricorrenza di oggi viene celebrata nel contesto dell’Anno di san Francesco, aperto per gli ottocento anni dalla morte del Poverello e in corso fino al 10 gennaio 2027. Nel Cantico la morte corporale è «sora nostra», anch’essa fonte di lode per Nostro Signore: il Poverello di Assisi sottolinea che nessuno può sfuggirle e mette in guarda coloro che rischiano di lasciare questa vita nei peccati mortali, per poi dichiarare “beati” coloro che, invece, andranno incontro alla morte nella volontà di Dio.
Intelligenza artificiale e frontiere del lutto
Per non tacere, poi, dei griefbot, ovvero i chatbot che simulano conversazioni con persone defunte, talvolta riproducendone anche la voce e la fisionomia, e portano con sé la domanda se l’AI può “riportare in vita” i defunti, seppur artificialmente? Quali conseguenze possono avere simili circostanze su coloro che soffrono per la morte dei propri cari? In Italia manca una legge sugli avatar dei defunti, e così si può comprendere ancora di più il valore di “Magnifica humanitas”, l’enciclica che il Papa ha dedicato alla dignità della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Le tragedie quotidiane e il suffragio universale
Ci sono, infine, i morti che ci chiamano in causa quasi tutti i giorni, da coloro che vengono risucchiati dal Mediterraneo a coloro che sono vittime di incidenti mortali sul lavoro, da chi si toglie la vita oppresso da pesi che non riesce più a sopportare a coloro che vengono uccisi magari da chi diceva di amarli. Davanti a tutto questo si colloca il dibattito sul fine vita e le spinte all’autodeterminazione.
La Messa di questo pomeriggio al Verano è in suffragio di tutti i fedeli defunti, e quel tutti comprende chi riposa sotto il marmo come chi una tomba non l’ha mai avuta.













