Alloggi popolari, un dramma: la politica intervenga

La questione degli alloggi popolari è cosa assai spinosa nella Città di Reggio Calabria

La questione degli alloggi popolari è cosa assai spinosa nella Città di Reggio Calabria. Prima di soffermarsi sugli ultimissimi fatti di cronaca, emersi negli ultimi giorni di questa settimana, è importante fare alcune doverose premesse su un malanno cronico dell’edilizia popolare. Parliamo dell’occupazione abusiva degli alloggi. Nel reggino gli investigatori hanno rilevato che tale occupazione avviene in maniera illegale in modi diversi. È accaduto che alcuni nuclei familiari hanno occupato arbitrariamente un appartamento temporaneamente libero; altri ancora hanno occupato un appartamento intestato a un parente deceduto; sono stati occupati alloggi affidati a parenti o “amici” che vivono altrove. Alcune case, poi, vengono subaffittate in nero dal regolare intestatario e, infine, alcuni alloggi sono stati occupati approfittando dell’assenza temporanea del legittimo proprietario, magari per un ricovero in ospedale o un viaggio. C’è una vera e propria gestione criminale parallela, che si cela dietro l’edilizia popolare, a danno del Comune e delle tasche dei cittadini. Ma gli inquirenti lamentano che la politica ha contribuito a questo stato coi condoni. L’ultimo è stato quello del 2013: con la legge regionale del 17 luglio, venne concessa la sanatoria per le occupazioni senza titolo di alloggi popolari. Un regalo straordinario ai professionisti dell’occupazione.

Terminata questa lunga e doverosa premessa, veniamo agli ultimi fatti. Ieri mattina il Collettivo “Un mondo di mondi”, che sensibilizza l’opinione pubblica alla questione degli alloggi comunali, ha sollevato alcune problematiche legate all’annunciata cessione di alloggi popolari. «L’ annuncio della vendita degli alloggi in prossimità delle elezioni amministrative – si legge in una nota di “Un mondo di mondi” – , non può che apparire come una strategia per riscuotere consensi. Contrariamente a quanto viene dichiarato dal Comune, la vendita non ha alcun ritorno sul settore degli alloggi in quanto i ricavi non vengono realmente investiti nell’edilizia residenziale pubblica, nemmeno per la manutenzione, ma servono a tamponare il “buco” di bilancio. Con la vendita degli alloggi popolari, il vantaggio sarà per gli assegnatari che avranno le possibilità economiche di acquistare l’alloggio (nel quale si presume abitino) ad un prezzo molto agevolato rispetto a quello di mercato. Si tratta in poche parole di una vera operazione di “svendita”. Gli assegnatari, qualora non avessero la possibilità di acquistare l’alloggio, continuerebbero comunque ad abitarlo, avendone l’uso finché sussitono i requisiti previsti dalla legge».

Sulla questione il sindaco non è ancora intervenuto, almeno fino a quando abbiamo consegnato questa pagina alla tipografia, eppure la mancata manutenzione degli alloggi, per esempio, ha dei risvolti drammatici sulla qualità della vita delle persone, come dimostriamo nel nostro approfondimento (clicca qui). Auspichiamo, quindi, che il Comune decida di restituire la dignità agli alloggi popolari e, soprattutto, le case a chi ne ha diritto.

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