Avvenire di Calabria

Comunione e partecipazione sono le parole-guida che stanno animando un percorso organizzativo che troverà il suo acme per il prossimo 20 marzo

Archi, parrocchie e volontari lavorano alla giornata dei diritti

Redazione Web

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Un pomeriggio per gridare ad alta voce: «Ci vogliono più diritti!». Comunione e partecipazione sono le parole-guida che stanno animando un percorso organizzativo che troverà il suo acme per il prossimo 20 marzo. Il teatro di questo momento di cittadinanza attiva sarà il quartiere di Archi. Resta da chiedersi: chi saranno i protagonisti? Presto detto per trovare quanti hanno a cuore le sorti del territorio bisogna rivolgersi alle tre parrocchie di Archi che comunemente ai due gruppi scout presenti sul territorio, agli animatori di strada della Caritas locale (che svolge la sua funzione di presidio di prossimità attraverso il Centro d'Ascolto "Don Italo Calabrò") nonché alle infaticabili suore francescane alcantarine stanno preparando questo "pomeriggio dei diritti".

Nessuna volontà di aizzare la cittadinanza contro le Istituzioni. Tutt'altro, specificano i promotori dell'iniziativa (che punta ad aggregare quante più associazioni del territorio vogliano parteciparvi). L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica contro il degrado diffuso un po' ovunque: spazzatura in ogni dove, strutture e parchi (di proprietà dello Stato!) in completo stato di abbandono. «Vogliamo educare al bello, al rispetto delle cose e alla responsabilità di ciascuno» ci sottolineano gli organizzatori. 

Un momento che vale la pena di vivere e che noi, come L'Avvenire di Calabria, proveremo a sostenere coi nostri mezzi informativi. Giovedì la riunione di sintesi, poi le prime ufficialità. Le seguiremo.

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