Asili nido in Calabria, la proposta della Fism

A Reggio il nodo “convenzione”. Il portavoce Fism, Russo: «Tante strutture autorizzate non possono erogare il servizio in accreditamento»

Carenza degli asili nido in Calabria, le scuole paritarie puntano sul sistema integrato d’istruzione e sulle sinergie, la proposta dalla Fism.

Prima di tutto, «venire incontro alle esigenze delle famiglie». È anche così che si attua il pieno riconoscimento delle scuole paritarie in Calabria. Giuseppe Russo, portavoce della Federazione italiana scuole materne per la provincia di Reggio Calabria (Fism) non ha dubbi. Lo strumento c’è ed è previsto dal legislatore.


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Proprio per questo la Fism regionale, ma anche provinciale, si è attivata con la Regione, affinché vengano ripartite le risorse europee previste dal decreto legislativo 65 del 2017 (sul sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita sino a sei anni), «proprio per andare incontro alle esigenze di scuole e famiglie». Si tratta di oltre 16 milioni di euro per il 2021 e poco più di 15 milioni di euro per il 2022, 6 milioni circa dei quali (frutto di trasferimento regionale) «abbiamo chiesto alla Regione – aggiunge Russo siano messi a disposizione per incentivare gli asili nido».

Non è una questione, tuttavia, soltanto di ripartizione di risorse. La Calabria, infatti, arranca in fatto di offerta nei servizi dedicati alla prima infanzia. E non per inoperosità delle strutture che li erogano, ma per insufficienza di posti messi a disposizione della comunità. Come spiega ancora Russo, infatti, «la copertura nella nostra regione è ancora molto al di sotto della media nazionale e dell’obiettivo del 33% stabilito dall’Unione europea».

A Reggio Calabria, inoltre, bisogna fare i conti con un’ulteriore situazione. Oltre ai tre comunali, ci sono 35 asili nido paritari che «pur se accreditati e autorizzati, per legge, ad erogare il servizio in accreditamento (cioè come se fossero strutture pubbliche), in pratica non lo possono effettuare». Il perché, lo spiega ancora il portavoce della Fism: «manca una convenzione con il Comune». Qualora venisse stipulata, aggiunge, «la città di Reggio Calabria di colpo raggiungerebbe il target richiesto dall’Europa».

Asili nido, a Reggio Calabria c’è da sciogliere il nodo convenzione

Invece, presso il pubblico, continuano ad allungarsi le “liste d’attesa”. I 125 posti ripartiti tra le tre strutture esistenti sul territorio comunale non sufficienti a colmare la domanda che giunge dalle famiglie, soprattutto quelle più bisognose, impossibilitate a pagare per intero una retta. La stipula della convenzione con l’ente di Palazzo San Giorgio, attraverso l’impegno dei fondi Pac previsti per la prima infanzia, consentirebbe non solo agli asili privati di operare davvero a livello paritario.


PER APPROFONDIRE: Scuole paritarie a Reggio Calabria, Fism: «A rischio il servizio mensa»


Molte più famiglie usufruirebbero di un servizio indispensabile, potendo pagare in base alla fascia di reddito. «Rinnoviamo la nostra richiesta al Comune», conclude Russo. «I fondi ci sono e, prima di tutto da cittadino, sentire dire che magari non sono stati spesi e sono tornati indietro, fa davvero rabbia».

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