Aspre critiche del Garante alle condizioni dell’USSM

“Se si immagina di recuperare minorenni affascinati dalla ‘ndrangheta o, comunque, caduti nella rete dello crimine in senso lato, offrendo delle istituzioni dello Stato l’immagine strutturale in cui opera l’Ufficio servizio sociale per minorenni, allora posso dichiarare senza timore di smentita che è una battaglia persa”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria che stamani si è recato in visita presso l’USSM di Reggio Calabria, ricevuto dalla direttrice Giuseppina Garreffa e dal proprio sostituto Stefano Fazzello. Ho accertato personalmente, nel corso della visita – spiega il Garante – che 21 operatori sono costretti a lavorare in appena 160mq di struttura, palesemente insufficiente a svolgere mansioni delicate come gli incontri protetti e riservati con i ragazzi e l’accoglienza di equipe interistituzionali. La struttura non risponde minimamente ai canoni della sicurezza essendo collocate, per ogni stanza, da tre a quattro scrivanie nel mezzo delle quali penzolano fili di computer ed altri intralci. Non esistono nemmeno le uscite di sicurezza e vi sono bagni senza finestre”. “Cosa più grave di tutto il resto – evidenzia Marziale – è l’inesistenza di una sala colloqui, per cui è necessario che a turno gli operatori cedano la propria postazione alla bisogna, condizione del tutto inaccettabile e illegale. Non si può combattere l’illegalità offrendo un simile spettacolo, e stiamo parlando di un ufficio talmente sensibile da avere subito atti intimidatori e che vede le assistenti sociali costrette a muoversi ed organizzare le visite domiciliari accompagnate da 2 delle 5 unità di Polizia Penitenziaria letteralmente accampate in una stanza di fortuna”. “Considerato che – conclude il Garante – l’amministrazione periferica si è mossa senza ottenere fino ad oggi un benché minimo risultato, allora è necessario che io mi faccia interprete di tale enorme disagio rappresentando il tutto al Capo dello Stato Mattarella, al Ministro della Giustizia Orlando, ai presidenti Oliverio e Irto, al sindaco Falcomatà, al prefetto di Bari, al presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta Bova e all’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, affinché coralmente ci si preoccupi di mettere in condizione un Ufficio ‘chiave’ della lotta alla criminalità organizzata di svolgere la propria funzione. Fido sulla celere e sensibile risoluzione della complessa problematica in breve tempo, nell’unico ed esclusivo interesse di giovani esistenze che hanno il sacrosanto diritto ad essere aiutate a ritrovare la propria strada sulle vie della dignità e della legalità”.

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