Avvenire di Calabria

Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) è vicina alla comunità cattolica francese dopo l'attacco di stamani nella cattedrale di Notre Dame a Nizza

Attacco terroristico a Nizza, «pregare per vittime e feriti»

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

«L'attacco di stamani nella cattedrale di Notre Dame a Nizza, con tre persone uccise, viene qualificato dal sindaco della città francese come atto terroristico. Il ministero dell'Interno aveva previsto il rischio di attentati a siti religiosi, tanto da aver rafforzato la sorveglianza di chiese e moschee. La tragedia odierna, la cui dinamica ovviamente andrà ricostruita, segue l’assassinio di Samuel Paty, il professore accusato di blasfemia dagli islamisti transalpini per aver mostrato in classe due vignette irriverenti nei confronti di Maometto pubblicate da Charlie Hebdo, e si inserisce in una crisi internazionale causata da una vignetta sul presidente turco Erdogan, pubblicata in copertina dalla medesima testata», così Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, Presidente di ACS Italia e Direttore di ACS Italia, che aggiungono: «Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), vicina alla comunità cattolica francese, nel condannare l'ennesimo atto terroristico, prega per le vittime e i feriti. E ricorda che la necessità di un confronto franco, civile e non superficiale con l’Islam, deve unirsi alla consapevolezza che prevenzione e repressione criminale sono le sole risposte per gli islamisti estremisti, soprattutto per i responsabili dei reati, senza ipocrite o implicite giustificazioni. Ma a ciò deve affiancarsi la consapevolezza che la risposta al radicalismo che strumentalizza la religione e colpisce la persona non può essere la rivendicazione di una malintesa “libertà" di espressione, che giunga all’offesa e al dileggio dei simboli di fede, di qualunque confessione. Dagli intellettuali e dai media europei ci si attende più coraggio nella denuncia degli estremismi, soprattutto quando perseguitano singoli fedeli o pacifiche minoranze religiose, e al tempo stesso una netta presa di distanza da quel laicismo che, in nome della libertà, viola i diritti naturali di singoli e gruppi e offende il sentimento religioso: un errore non si combatte mai con un errore di segno contrario».

Articoli Correlati

Monsignor Vittorio Mondello: «Fede e magistero, ecco chi è il vescovo»

«Il vescovo è principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa particolare, come il Papa è principio e fondamento visibile della Chiesa Universale». Cosa significa tutto questo? A spiegarlo è monsignor Vittorio Mondello, arcivescovo emerito della diocesi di Reggio Calabria – Bova ed ecclesiologo.

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.