Bombino: «Falcomatà al Gay Pride? Teoria del molto apparire»

di Giuseppe Bombino * – La partecipazione del Sindaco al Gay Pride (LEGGI QUI) di sabato disvela ancora una volta la teoria del molto apparire e del poco agire che caratterizza la “filosofia” di Falcomatà.
Si vuol far intendere, nell’ostentazione del messaggio, che per innalzare un diritto se ne debba necessariamente soffocare un altro.
E Falcomatà non si sottrae a questa enorme ambiguità prodotta e coltivata, nei più disparati ambiti, dagli pseudo-intellettuali di sinistra, i veri responsabili dei più gravi attacchi alla Famiglia.
È dallo stesso vaneggiamento che è scaturito il teorema secondo cui la dismissione dei simboli cristiani sia il presupposto necessario per favorire l’integrazione dei popoli. La partecipazione agli eventi ed alla vita dei cittadini, invece, dovrebbe essere ispirata a valori e sentimenti comuni e universali, lontani dalle ideologie, distanti dalle categorie e dalle etichette.
Il Sindaco Falcomatà, con la bandiera in mano, ha nutrito la prima fila del Gay Pride. Non ci è parso di vederlo, tuttavia, in occasione del tour del “Bus della Famiglia”, la cui iniziativa è stata definita dalla Commissione Parì Opportunità del Comune di Reggio Calabria “offensiva, vergognosa e discriminatoria”.
Noi siamo diversi, Sindaco. Noi crediamo alla vastità ed alla complessità di un progetto nel quale esiste la Famiglia e l’Individuo, il Crocifisso e la mezza luna nascente, il Singolo nel Tutto e il Tutto nella Persona.
Lei, invece, sostiene che affermare un diritto significhi cancellarne un altro!
Sedotto dalle finte psicologie interpretative dell’io e del senso sociale, pur di assecondare le ansie elettorali, si è inoltrato nell’intricata nozione dell’alterità; un concetto difficile da dominare senza incorrere nella fatua retorica; più semplice, invece, da interpretare se solo si fosse compresa l’ampiezza e la portata di chi, come don Italo Calabrò, prima di noi ne aveva sperimentato la possenza.
Dopo circa cinque anni di nulla, Lei continua a dipingere ideali magnifici per relegarli fuori di questo mondo, dove intanto vengono meno i diritti essenziali e fondamentali dei cittadini che Lei stesso dovrebbe governare.
La partecipazione del popolo di Reggio al Gay Pride ha mostrato, con i numeri, il volto di una comunità attenta e matura, ma che nutre la speranza di ricevere anche da parte sua la stessa attenzione e maturità sulle questioni, non meno rilevanti, che attengono al diritto alla Salute, al decoro e all’igiene, alla mobilità e al lavoro dei reggini.

 
* Docente e già presidente dell’Ente parco nazionale dell’Aspromonte

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