Campo Calabro, «riflettere sull’oggi stando insieme»

di Maria Pascuzzi – Gli incontri, organizzati dalla parrocchia di Campo Calabro (Reggio Calabria), sono coordinati da don Francesco Megale e don Nino Palmenta, tenuti da don Tonino Sgrò, docente di Esegesi, direttore dell’Istituto Teologico PIO XI, si snodano con cadenza mensile, su temi che affondano le radici nell’humus delle Sacre scritture e si dispiegano, in maniera interdisciplinare e interattiva, su temi contemporanei.
Nella nostra comunità è sentita l’esigenza di delineare, nell’ambito delle attività pastorali uno spazio per l’incontro. Con l’obiettivo, da parte dei sacerdoti che reggono la nostra comunità, di allenare al pensiero critico, al confronto, al dialogo. D’altra parte il tessuto culturale del nostro paese ritrova i contenuti migliori della propria essenza nei momenti di aggregazione. Rem tene, verba sequuntur. Possiedi i concetti, le parole seguono. Possediamo una tradizione cattolica molto salda ma vogliamo fare ancora per concorrere alla formazione di un coscienza collettiva. Vogliamo esserci, combattere con la parola, aprirci all’altro. Abbiamo voluto introdurre tra noi la dimensione generativa dello stare insieme, curare la soggettività, la visione del mondo, la qualità delle emozioni, il grado del sentimenti. Stare insieme è ragionamento, discussione, modulazione dello stile della comunicazione. Ogni incontro è incrocio, contaminazione, mutamento. Le parole, mai evanescenti, immateriali e teoriche, che affondano le radici nelle Sacre Scritture, fanno scorrere emozioni, costituiscono un linguaggio caldo. Attraverso le parole conosciamo parabole, metafore. Esse rotolano nell’aria e si annidano nello spazio dell’anima, fanno sentire che non c’è strada senza bellezza, sia quella del rito sia quello dell’incontro. Parlare e ascoltare significa capire e amare gli altri, scommettere sulle tre “i”: intra, accedere nel cuore degli altri, intus, cogliere i problemi nella loro profondità e inter, relazionarsi, educare alle domande e ai dubbi. Incontri completi dunque: enkyklios, circolari. L’ incontro come forza di giustizia e pietra angolare della civitas, nella quale si compone la difficile bellezza del bene comune. Ci siamo assunti il diritto di dissotterrare il notum dei padri ma di coniugarlo con il novum, l’inatteso. Il dovere della tradizione intrecciata a uno spazio di riflessione. Questa l’occasione offerta, questa la modalità: essere immersi in un esausto movimento dell’animo.

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