Avvenire di Calabria

Il sacerdote racconta: «Complimenti al sindaco perché realizzerà un progetto che pensai assieme a suo padre»

Campo Condera, don Nuccio: «Felici, concretizzata la nostra idea»

I dettagli dell'opera che sorgerà sul terreno diocesano accanto alla parrocchia del quartiere collinare

Redazione Web

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«Aspettavamo questo oratorio da 23 anni». Esulta così il parroco di Condera, Don Nuccio Cannizzaro, dopo la notizia, diramata ieri dall’ufficio stampa di palazzo San Giorgio, che il Comune avvierà il progetto esecutivo per i lavori sul campo sportivo del quartiere collinare.

Il nuovo campo sportivo, che costerà 2 milioni, avrà le misure regolamentari previste per le competizioni agonistiche, sarà provvisto di spogliatoi e gradinata con servizi per il pubblico, e sarà affiancato da un’area alberata dedicata alla viabilità pedonale e da un’area verde ludica per i bambini e famiglie, oltre ad un parcheggio di circa 500 mq. Lo stesso progetto prevede inoltre la riqualificazione dell’intera area circostante il centro sportivo.

«Siamo felicissimi che il sindaco Falcomatà – ha dichiarato ancora don Nuccio Cannizzaro – abbia espresso la volontà di portare a termine ciò che fu iniziato da suo padre: fu infatti nel 1995, durante un presepe vivente, che io proposi al compianto Italo Falcomatà e all’arcivescovo Vittorio Mondello, di riprendere quello che già allora era un vecchio campo sportivo che insisteva su un terreno che ancora oggi è della diocesi, perché fu acquistato da Monsignor Ferro negli anni ‘70». «Dopo la morte del sindaco Falcomatà – racconta ancora don Nuccio – firmammo, con la giunta Scopelliti, una convenzione che prevede la cessione della gestione al Comune per un massimo di 30 anni, gestione che a lavori effettuati tornerà in mano alla nostra parrocchia, da sempre attivissima nell’animare questo quartiere dimenticato della città». «Siamo davvero soddisfatti – conclude infine il parroco di Condera – per un risultato che aspettavamo da 23 anni e che finalmente si concretizzerà per il bene della nostra comunità e di tutta la città».

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