Caritas Libano: «Viviamo in un incubo ma non ci arrendiamo»

Caritas Internationalis esprime la propria solidarietà e vicinanza alla Chiesa e al popolo libanesi e a Caritas libanese, dopo le devastanti esplosioni che nel pomeriggio di ieri hanno colpito Beirut uccidendo almeno 78 persone e ferendone quasi 4.000.

«È una situazione terribile e disastrosa e oggi ci troviamo nella confusione più totale», riferisce a Caritas Internationalis Rita Rhayem, direttore di Caritas Libano, il cui staff si è immediatamente attivato per soccorrere le persone colpite dall’esplosione. La confederazione Caritas sta inoltre lanciando un piano di emergenza coordinato dal segretariato generale di Caritas Internationalis per assistere immediatamente le vittime.

«La situazione è critica e questa è la prima volta che affrontiamo un’emergenza di tale portata. La situazione è apocalittica, ma noi non ci fermiamo e andiamo avanti per aiutare tutte le persone in difficoltà”, sottolinea Rita Rhayem. “Vi sono molti morti e molti feriti, e da un punto di vista sanitario il quadro probabilmente peggiorerà rapidamente a causa degli effetti dei gas tossici. Caritas Libano si sta preparando a questa eventualità, ma i nostri centri sanitari non hanno mezzi per affrontare una simile evenienza e le operazioni di salvataggio sono rese ancora più difficili dalla mancanza di elettricità».

Anche il quartier generale di Caritas Libano è stato gravemente danneggiato dall’esplosione. Provvidenzialmente, l’ufficio aveva chiuso poco prima dell’esplosione e quindi nessuno tra lo staff è rimasto ferito.

«Dalle 18:00 di ieri, il Paese si è fermato e stiamo vivendo un incubo – afferma il presidente di Caritas Libano, padre Michel Abboud – Non abbiamo nulla per aiutare la popolazione. Beirut è devastata e siamo totalmente sopraffatti dalla portata degli eventi».
«I nostri volontari si sono mobilitati immediatamente per individuare ed assistere i feriti, che vengono ricevuti nei nostri centri di assistenza primaria purtroppo già sopraffatti ed incredibilmente affollati, così come gli ospedali. Manca qualsiasi cosa, compreso il cibo per sostenere la popolazione colpita», aggiunge Rita Rhayem.

Come sottolinea Aloysius John, segretario generale della Caritas Internationalis, le esplosioni su vasta scala di ieri hanno causato un ulteriore danno a un Libano già in ginocchio a causa della crisi economica e politica, delle violenze, della pandemia di Covid-19 e delle conseguenze delle sanzioni economiche imposte alla Siria. John esorta quindi «la comunità internazionale ad intervenire con urgenza e incondizionatamente al fine di aiutare la popolazione. Devono essere sostenuti gli sforzi delle organizzazioni della società civile di ispirazione religiosa, in particolare Caritas Libano che è presente in tutto il Paese per rispondere ai bisogni della popolazione, specialmente in questo periodo di grave sofferenza per il popolo libanese».

«Non dobbiamo inoltre dimenticare quanto gli effetti delle sanzioni economiche e delle violenze abbiano indebolito questo Paese e stiano pesando molto sul Libano, che deve oggi fronteggiare anche una grave crisi alimentare – aggiunge John – È essenziale che la comunità internazionale agisca con decisione per alleviare le sofferenze dei libanesi, rimuovendo immediatamente le sanzioni economiche».

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