Casa comune, ecco quanto tempo rimane per salvarla

Molti gli interrogativi tra gli scienziati che hanno a cuore le sorti del mondo

«Ondate di calore, alluvioni, siccità prolungate e incendi sono solo alcuni dei segnali dell’intensificarsi degli impatti dei cambiamenti climatici nei nostri territori». Lo affermano il premio Nobel 2021 per la fisica Giorgio Parisi e 99 suoi colleghi in un appello rivolto nei giorni scorsi ai giornalisti perché smettano di parlare di maltempo e diffondano notizie scientifiche verificate.


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Gli scienziati firmatari, riferendosi a frequenti espressioni di negazionismo e di indifferenza, chiedono agli uomini e alle donne dell’informazione un supplemento di impegno per sensibilizzare l’opinione pubblica «perché siamo ancora in tempo per scegliere il nostro futuro climatico. Siamo ancora in tempo per scegliere un futuro sostenibile che metta al primo posto la sicurezza, la salute e il benessere delle persone come previsto dagli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% al 20230 e di neutralità climatica al 2050».

Siamo ancora in tempo per salvare la casa comune ma quanto tempo abbiamo?

Pochi giorni dopo questo appello in un incontro tra giovani e il ministro del governo italiano per l’ambiente una ragazza esprime la sua angoscia per un futuro che non riesce più a vedere.
Il ministro è colpito dal singhiozzo di chi sta parlando e promette il suo impegno e quello del governo italiano per affrontare la crisi climatica.

Ci sarà coerenza tra l’emozione personale e le scelte di un governo?

In attesa di risposte una comunità scientifica si rivolge ai giornalisti invitandoli a far conoscere le cause del cambiamento climatico e le possibili soluzioni. L’appello è: «dare a tutti e a tutte gli strumenti per comprendere profondamente i fenomeni in corso, sentirsi parte della soluzione e costruire una maggior fiducia nel futuro».


PER APPROFONDIRE: La svolta “green” del Catechismo


Giovani, scienziati, giornalisti, una triplice alleanza per un futuro migliore che ha avuto ed ha come primo motore i ragazzi e le ragazze di diverse provenienze che hanno trovato sostegno e condivisione in tre anziani: un Papa, un presidente della Repubblica, un premio Nobel per la fisica. In queste tre figure si colgono tre sguardi sulla realtà e sul suo mutare, sguardi distinti ma tra essi dialoganti: la fede, le istituzioni, la scienza.

Per un giornalismo che cerca instancabilmente la verità è una grande occasione per confermarsi sentinella della storia e per aiutare la crescita di una cultura amica dell’ambiente, per rispondere alla domanda: quanto tempo abbiamo e come dobbiamo impiegarlo perché la crisi climatica si riduca e infine si arresti?

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