Avvenire di Calabria

Vengono definiti "poveri all'improvviso", coloro per i quali la pandemia ha avuto ricadute devastanti

Censis, insicurezza economica: rischio «generazione zero figli»

Stefano De Martis

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il Censis li chiama «poveri all'improvviso». Sono coloro per i quali la pandemia ha avuto conseguenze economiche repentine e devastanti. In primo piano c'è il problema del lavoro. Nel secondo trimestre dell'anno si registrano 841mila occupati in meno e 1.310 mila persone inattive in più rispetto al 2019. Aumentano del 4,8% coloro che rinunciano per scoraggiamento a cercare un lavoro. E il 17,1% della popolazione dispone di risorse finanziarie per meno di un mese. A pagare il prezzo più alto in termini occupazionali sono come sempre giovani e donne, insieme agli immigrati. Ma per l'85,8% degli italiani la crisi da Covid ha confermato che «la vera divisione sociale è tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito e chi no. Su tutti – rileva il Censis – i garantiti assoluti, i 3,2 milioni di dipendenti pubblici. A cui si aggiungono i 16 milioni di percettori di una pensione, una larga parte dei quali ha fornito un aiuto a figli e nipoti in difficoltà: un 'silver welfare' informale. Poi si entra nelle sabbie mobili: il settore privato senza casematte protettive». In questa situazione segnata da paure personali e collettive, da precarietà lavorativa e incertezza economica, si prefigura un aggravamento ulteriore del problema demografico. Il rischio – sottolinea il Censis – è di avere una «generazione zero figli». Non va tuttavia dimenticato che durante questa crisi oltre 14 milioni di italiani hanno beneficiato di sussidi per un totale superiore a 26 miliardi di euro. «È come se a un quarto della popolazione italiana – rileva il Rapporto – fossero stati trasferiti quasi 2mila euro a testa». Ma la “bonus economy” non è in grado di costruire il futuro, tanto più che chi può tende a risparmiare in modo improduttivo: è cresciuto di 41,6 miliardi in sei mesi quello che il Censis definisce «il lago della liquidità precauzionale».

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.