Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 5 Agosto 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 5 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Papa ad Assisi: la voce dei giovani, domani la consegna della “carta missionaria” al Papa

(Assisi) Gabriele, 30 anni, viene da Campobasso. È stato “trascinato”, felicemente, dalla sua ragazza e insieme hanno scelto di vivere in coppia “Go! Franciscan International Youth”, che ha riunito in questi giorni ad Assisi 2.500 giovani europei per il raduno internazionale organizzato dalla famiglia francescana e che culminerà domani con l’incontro con Papa Leone. Suor Roseline Getanda viene dal Kenya, ma vive in Italia da quasi 15 anni e appartiene alla Congregazione delle Suore francescane del Cuore di Gesù. Ha scelto di prestare servizio come volontaria “nella nostra basilica”, accogliendo ragazzi provenienti da Paesi come Irlanda, Spagna, Portogallo, Italia e anche dagli Stati Uniti. Molto partecipati i workshop tematici, che in questi quattro giorni hanno portato i giovani europei in tutta la città di san Francesco, sulle cui orme hanno camminato non solo idealmente. Tra i laboratori che hanno riscosso maggiore partecipazione, quelli dedicati alle paure e alle periferie, come spiega una delle animatrici, Laura Castrichini, 42 anni: “Abbiamo scelto di costruire laboratori che potessero stimolare la condivisione, con attività soprattutto a coppie o in gruppi, per permettere a ciascuno di mettersi di fronte alla propria vita, rispetto a quanto ascoltato”. Quali sono le paure dei giovani? L’elenco è dettagliato: “La paura del giudizio, la paura di non essere amato come si ama, la paura di non riuscire ad avere una vita felice, la paura del fallimento”. Il workshop sulle periferie, continua Laura, ha riguardato le periferie “intese come periferie fisiche e interiori, per esaminare come ciascuno si approccia non solo all’altro, ma anche al lebbroso che è in ciascuno di noi, a quello che abbiamo all’interno del nostro cuore. Abbiamo provato a cambiare lo sguardo, ad allenarci alla possibilità di vedere l’altro non come nemico, ma come qualcuno da accogliere, come fonte di pace personale, interiore e comunitaria”. Tutto questo confluirà nella “carta missionaria” che domani sarà presentata a Papa Leone come sintesi delle riflessioni e delle azioni condivise dai giovani, per raccontare chi sono e che cosa desiderano per la loro vita.

Laicato: Pievaioli (Cnal), “vivere la comunione con i pastori e riscoprire l’urgenza di essere sale e luce del mondo”. Una lettera a Mattarella

“Stiamo vivendo ormai nel tempo del post-Sinodo, o meglio della sua attuazione. Questo significa che ci sono le basi per un nuovo impulso a vivere quanto il Concilio ci ha insegnato, che Papa Francesco con il Sinodo ci ha ricordato e invitato a realizzare e Papa Leone continua a indicare come prospettiva e impegno”. Così la segretaria generale della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, Maddalena Pievaioli, a margine del direttivo dell’organismo promosso dalla Cei, tenutosi nei giorni scorsi a Roma.
“Diventa sempre più urgente – aggiunge la segretaria – una rinnovata consapevolezza del laicato a vivere da una parte la dimensione di comunione e collaborazione con i propri pastori, in una Chiesa comunione, consapevole di come ogni carisma sia importante”. “L’altro aspetto essenziale – ribadisce rifacendosi alla Lumen Gentium – è quello della riscoperta e urgenza di essere sale e luce del mondo”.
A questo obiettivo, difatti, è volta la programmazione, che si è inteso far partire dall’incontro con mons. Pierantonio Tremolada, nuovo presidente della Commissione Cei per il laicato.
Un impegno fondamentale sarà quello della formazione, che prevede l’approfondimento condiviso tra Cnal e Commissione per il laicato, e “che terrà conto principalmente delle sfide che la società e la cultura ci pongono e la risposta che, come laici, potremo dare”.
“Nello scambio tra noi e in ascolto del momento presente, abbiamo anche sentito – conclude Pievaioli – il bisogno di inviare al presidente della Repubblica un messaggio di gratitudine per come svolge il suo ruolo di garante delle istituzioni e della Carta costituzionale, e insieme il nostro impegno, personale e associativo, per essere costruttori di dialogo e fraternità nel qui e ora del Paese”.
“Di fatto lei oggi rappresenta – si legge nel testo inviato a Mattarella – un preciso punto di riferimento in un tempo che ha tanto bisogno di testimoni credibili”.
Le 65 aggregazioni della Consulta assicurano al presidente l’impegno “come singoli e come associazioni ad essere sempre maggiormente presenti in questo non facile momento, per la costruzione di una società accogliente, di un Paese che non discrimini nessuno, un Paese dove, nel rispetto delle leggi, si possa dare vita ad una convivenza pacifica e rispettosa di tutti e di ognuno”.

R.D. Congo: Save the Children, “353 minori morti per Ebola, l’epidemia si diffonde più rapidamente della risposta”

Almeno 353 minori sono morti a causa della recente epidemia di Ebola nell’est della Repubblica Democratica del Congo, mentre i casi confermati tra bambini e adolescenti si avvicinano a 800. È l’allarme lanciato da Save the Children sulla base degli ultimi dati del ministero della Salute congolese. Al 2 agosto, nel Paese risultavano confermati quasi 4mila casi e oltre 1.700 decessi. L’attuale epidemia, avverte l’organizzazione, è quella con la diffusione più rapida mai registrata e “non se ne intravede ancora la fine”.
Nella provincia dell’Ituri, epicentro dell’emergenza, la crisi sanitaria si sovrappone a conflitti, sfollamenti e grave insicurezza alimentare. Oltre un milione di persone sono sfollate e molte vivono in insediamenti temporanei dopo essere fuggite dalle violenze. La regione registra, inoltre, alcuni dei più elevati tassi di malnutrizione infantile del Paese. “Molti pazienti arrivano alle cure con forte ritardo, riducendo le proprie possibilità di sopravvivenza e aumentando il rischio che i familiari siano già stati esposti”, dichiara Amy Mina, direttrice delle Operazioni di programma di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo. Le famiglie temono il contagio, la perdita del reddito e una possibile mancata riapertura in sicurezza delle scuole a settembre. I bambini, aggiunge Mina, hanno paura di essere separati dai genitori ammalati o ricoverati e alcuni hanno già perso le persone che si prendevano cura di loro.
La paura dell’Ebola sta inducendo anche alcune famiglie a evitare le strutture sanitarie: alcune donne incinte scelgono di partorire in casa o di rivolgersi ai guaritori tradizionali. Save the Children ha potenziato il sostegno ai centri sanitari, attraverso lo screening dei pazienti, la formazione del personale e la fornitura di dispositivi di protezione, e chiede di garantire ai minori il ritorno a scuola e l’accesso alle cure.

Migranti: mons. Landau (Caritas Europe), “l’immigrazione legale è diventata un argomento tabù nell’Ue”

Il presidente di Caritas Europe, Michael Landau, chiede un nuovo dibattito sull’immigrazione legale e sul diritto a non essere costretti a emigrare. Nel contesto della crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, dove circa 72.000 persone provenienti dal Marocco hanno tentato di raggiungere il confine alla fine della scorsa settimana, Landau ha auspicato una politica migratoria europea che, oltre a proteggere le frontiere esterne e garantire procedure di asilo efficienti, apra anche canali regolari verso l’Europa. “L’immigrazione legale è diventata un argomento tabù nell’Ue”, ha criticato Landau in un’intervista all’agenzia di stampa Kathpress, che ha affermato di comprendere e condividere il desiderio dell’Europa di sapere “chi arriva e chi rimane”, perché Frontiere sicure e procedure di asilo rapide e di alta qualità sono prerequisiti essenziali per creare opportunità di migrazione lavorativa legale. Landau, sottolineando che non si tratta solo di migrazione come questione umanitaria, ma anche del futuro economico dell’Europa ha citato il commissario europeo austriaco Magnus Brunner, il quale ha avvertito che le economie europee potrebbero contrarsi del 9-15% in 20 anni se l’immigrazione legale venisse completamente bloccata. L’Europa rischia di rimanere indietro economicamente rispetto a Cina, Stati Uniti ed economie emergenti come Brasile e India. Landau ha fatto riferimento a Papa Leone XIV e al suo appello per “misure politiche che consentano a ogni persona di vivere con dignità nella propria patria”. Oltre al diritto di chiedere asilo quando la propria vita è in pericolo, è necessario rafforzare anche il diritto a non essere costretti a emigrare. Anche la Chiesa deve ricordare alle persone questo diritto “di poter rimanere, non di dover fuggire”. “Mi manca molto questo dibattito che affronta le cause profonde e poi cerca soluzioni umane”, ha concluso Landau.

Dialogo intgerreligioso: domani ad Assisi l’inaugurazione della “Global house of friendship and hope”

(Assisi) “A torto o a ragione le religioni sono considerate un ostacolo all’incontro, al dialogo, alla pace, non solo in Medio Oriente. Invece è importante far vedere che la parte sana delle religioni non solo possono aiutare ma sono necessarie per il dialogo e l’incontro”. Lo ha detto il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, intervenuto all’anteprima per la stampa della “Global house of friendship and hope”, che si inaugurerà domani sera ad Assisi, alla presenza del cardinale Pizzaballa, dell’Imam Mustafa Cerić, Gran Muftì Emerito di Bosnia-Erzegovina, di Sister Jayanti, guida spirituale internazionale dei Brahma Kumaris e del rabbino Alon Goshen-Gottstein, fondatore della Elijah Interfaith Institute e ideatore del progetto. “In un contesto grande violenza generale inb tutto il mondo, è molto importante creare contesti dove le religioni mostrano una narrativa e un linguaggio diverso rispetto a quello a cui i media ci hanno abituati”, ha proseguito Pizzaballa. “Ed è importante che questo segno sia qui, nella città di Francesco”, ha aggiunto mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foliglio: “Assisi ha questa forza simbolica, ciò che avviene in Assisi ha una risonanza che supera i confini forse della nazione stessa. Questo deve caratterizzare la nostra comunità, nel segno dell’amicizia, del dialogo, della pace: abbiamo come riferimento la presenza di Francesco, che ha precorso i secoli, e dobbiamo mettere a frutto questo capitale”. La Global house of friendship and hope è un nuovo luogo internazionale dedicato al dialogo tra le religioni, alla preghiera, all’ascolto reciproco e alla costruzione della pace attraverso la comunione spirituale. Promosso dall’Elijah Interfaith Institute – fondato e diretto dal Rabbino Alon Goshen-Gottstein e che da oltre trent’anni unisce i massimi leader spirituali del mondo in percorsi di amicizia e studio – il progetto prevede un percorso espositivo immersivo che culmina con un’installazione del celebre artista multimediale Massimiliano Siccardi. Il percorso multimediale espositivo sarà aperto fino a gennaio 2028 e nei prossimi 18 mesi si svilupperà un programma di incontri, ricerca e formazione, anticipazione di quello che diverrà la futura Global House of Friendship and Hope.

Polonia: Świdnica, mons. Mendyk domani a Kalisz per la preghiera per famiglie e vita nascente

Il vescovo di Świdnica, mons. Marek Mendyk, presiederà domani, 6 agosto, una celebrazione eucaristica nel Santuario nazionale di San Giuseppe a Kalisz, nell’ambito della tradizionale preghiera del primo giovedì del mese per i matrimoni, le famiglie e la tutela della vita nascente. L’incontro, che coincide con la festa della Trasfigurazione del Signore, comprenderà una preghiera di intercessione, una conferenza e la messa. La celebrazione sarà trasmessa da Tv Trwam, Radio Maryja e Radio Rodzina della diocesi di Kalisz. I partecipanti affideranno all’intercessione di San Giuseppe le famiglie segnate da crisi, malattie, solitudine e difficoltà educative, pregando anche per il rafforzamento dei legami coniugali e per il rispetto della dignità della vita umana fin dal concepimento. La tutela della vita, sottolineano gli organizzatori, comprende il sostegno concreto alle madri, ai padri e alle famiglie che vivono situazioni difficili. Il culto di San Giuseppe a Kalisz risale al XVII secolo ed è legato alla venerata immagine della Sacra Famiglia. Il santuario custodisce anche la memoria della liberazione dei sacerdoti prigionieri nel campo di concentramento di Dachau, che avevano affidato la propria salvezza a San Giuseppe. Il 4 giugno 1997 Giovanni Paolo II, visitando Kalisz, affidò al santo le famiglie polacche e la difesa dei bambini non ancora nati. Nella diocesi di Świdnica, mons. Mendyk ha inoltre benedetto, nell’ottobre 2025, la Cappella del Bambino Concepito, istituita nella parrocchia di Nostra Signora di Częstochowa a Wałbrzych-Konradów come luogo di adorazione e di preghiera per i nascituri, i genitori e le coppie che desiderano un figlio.

Corte europea dei diritti dell’Uomo: porte aperte al pubblico. Trautmann: “Diritti umani valori che riguardano tutti”

A partire da settembre, la Corte europea dei diritti dell’uomo aprirà regolarmente al pubblico le porte della sede di Strasburgo: ogni primo venerdì del mese sarà possibile visitare l’istituzione e conoscere da vicino il lavoro dei giudici che operano nella capitale alsaziana per la tutela dei diritti e delle libertà di oltre 700 milioni di persone nei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa. Ad annunciarlo è stata direttamente la sindaca e presidente dell’Euro-metropoli, Catherine Trautmann, presentando il progetto “Una Corte aperta a tutte e tutti”, che punta a far comprendere il ruolo dell’istituzione nella vita quotidiana e a rafforzare la consapevolezza di Strasburgo come “capitale europea dei diritti umani”. Organo giurisdizionale internazionale, la Corte è composta da un giudice per ciascuno Stato parte della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e decide su ricorsi individuali e interstatali che denunciano violazioni dei diritti garantiti da tale Convenzione. Le sue sentenze sono vincolanti per gli Stati interessati e contribuiscono a fissare principi giurisprudenziali comuni in materia di diritti fondamentali. “Aprire le porte della Corte è un gesto forte: significa ricordare che i diritti umani, lo Stato di diritto e la giustizia non sono principi astratti, ma valori che riguardano tutte e tutti noi”, ha dichiarato la sindaca Trautmann, auspicando un ampio numero di visite “già dall’inizio dell’anno accademico”.

Medio Oriente: card. Pizzaballa, “assalto dei coloni non è una novità”, “elezioni momento decisivo per volti nuovi”

(Assisi) “Non è una novità, purtroppo: ogni giorno è una continuazione di queste aggressioni”. Il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha risposto così a una domanda dei giornalisti sugli assalti dei coloni in Cisgiordania, a margine dell’anteprima per la stampa della “Global house of friendship and hope”, che si aprirà ufficialmente il 7 agosto ad Assisi. “Ormai sembra un territorio senza legge, con una violenza che sta rendendo la situazione sempre più incandescente, innanzitutto per i palestinesi, che sono molto spaventati, ma che sta suscitando molta attenzione anche all’interno della società italiana”, ha proseguito il cardinale. “Tutti attendono le elezioni come se fossero la soluzione a tutti i problemi, ma in realtà si tratta di problemi che richiederanno molto tempo, purtroppo”. Secondo Pizzaballa, le elezioni “sono un momento importante e decisivo per il cambiamento dei leader e per avere volti nuovi: speriamo che si vada in quella direzione, ma non dobbiamo pensare che ci saranno soluzioni magiche. Ci sarà bisogno di molto tempo, perché la situazione è ormai entrata nella vita del territorio, ma anche nella cultura, nella mentalità e nel linguaggio. Ci vogliono leader molto forti: in un tempo di coalizioni come il nostro non è molto facile, ma ce lo auguriamo. Abbiamo bisogno di nuovi volti, ma questo lo decideranno gli elettori”.

Nicaragua: associazione Amj, “58 oppositori ancora rinchiusi nelle carceri, 22 in situazione di scomparsa forzata”

Almeno 58 oppositori del regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo rimangono nelle carceri del Nicaragua, inclusi 22 che si trovano in condizione di scomparsa forzata. Lo ha denunciato ieri, come riferisce il sito indipendente Despacho 505, l’associazione Memoria e Giustizia per il Nicaragua (Amj). La direttrice, Claudia Pineda, ha dichiarato all’agenzia Efe che la cifra di 58 prigionieri politici è “un numero minimo verificabile”, perché include solo “quelle persone la cui denuncia è stata presentata dalla loro famiglia nelle nostre procedure e che le famiglie ci hanno autorizzato a menzionare e a includere nella lista”. Ha precisato che “51 sono uomini e sette donne” e che di quel totale, 22 si trovano in condizione di scomparsa forzata, tra cui anziani e persone vicine al regime, poiché le loro famiglie non conoscono dove si trovino né il loro stato. Pineda presentato il rapporto durante il lancio in Costa Rica dell’associazione che presiede, esito dell’unione tra viari soggetti: il Meccanismo per il riconoscimento delle persone prigioniere politiche, il Monitoraggio Blu e Bianco, e l’Unità di difesa giuridica; tutte realtà che hanno garantito la denuncia e l’accompagnamento giuridico alle vittime della repressione in Nicaragua. Tali organismi hanno documentato 1.491 arresti per motivazioni politiche negli ultimi otto anni.

Dialogo interreligioso: mons. Accrocca, “il 27 ottobre l’incontro ad Assisi”. Card. Pizzaballa, “non sarà un’operazione nostalgia”

(Assisi) Si svolgerà il 27 ottobre l’incontro di dialogo interreligioso con i rappresentanti delle varie confessioni religiose, a 40 anni dallo storico incontro sullo “spirito di Assisi”, promosso da Giovanni Paolo II. A confermarlo è stato mons. Felice Acrocca, vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, intervenuto all’anteprima per la stampa della “Global House of Friendship and Hope”, che sarà inaugurata ufficialmente il 7 agosto ad Assisi. “Ogni mese noi preghiamo per questo”, ha proseguito il presule. “Credo che questa sia la via, in un momento in cui sta crescendo nel mondo l’intolleranza e anche i leader mondiali sembrano compiacersi nel mostrare i muscoli, usando un linguaggio che getta le parole come fossero pietre. Questo certamente non aiuta e ha le sue ricadute. Credo che nella crescita dell’intolleranza vi sia anche la responsabilità di persone che ricoprono ruoli di primo piano”. “È anche vero che puntare sullo scontro e sulla demonizzazione dell’altro è molto più facile dell’incontro – ha spiegato il vescovo – perché l’incontro chiede l’ascolto, chiede di ragionare, di vagliare criticamente le notizie, mentre l’altro modello, che oggi sembra prevalere, non richiede nulla di tutto ciò, perché si limita a parlare alla pancia delle persone. Il percorso di chi cerca il dialogo è sempre in salita, ma non abbiamo alternative”. “Tornare a fare le stesse cose di 40 anni fa non ha molto senso”, ha aggiunto il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, a proposito dell’evento in programma ad Assisi il 27 ottobre. “Da 40 anni, dopo quell’evento, si sono moltiplicati gli incontri di carattere interreligioso, diventati ormai parte di tante istituzioni religiose. È importante reiterare quell’incontro, ma tenendo presente quanto è accaduto in 40 anni. Non si tratta di fare operazioni di nostalgia, ma di aggiungere nuove tappe a un processo che deve continuare a crescere e ad approfondirsi”.

Eurostat: una persona su 6 usa tabacco quotidianamente. Uomini e adulti fumano più di donne e giovani

Il 16,5% delle persone di età pari o superiore a 16 anni nell’Ue ha utilizzato quotidianamente tabacco e prodotti correlati (sigarette elettroniche, bustine di nicotina o prodotti a tabacco riscaldato), registrando una leggera diminuzione rispetto al 17,5% rilevato nel 2022. La maggior parte delle persone (77,5%) non utilizza tali prodotti o non li aveva utilizzati nei 12 mesi precedenti la raccolta dei dati. Lo attesta Eurostat presentando dati di fine 2025. I dati mostrano che “il 20,8% degli uomini fumava ogni giorno, rispetto al 12,6% delle donne. Entrambe le percentuali sono leggermente diminuite rispetto al 2022, quando il 22,2% degli uomini e il 13,1% delle donne fumavano quotidianamente”. Per fascia d’età, la percentuale più alta di consumatori quotidiani di tabacco e prodotti correlati si registra nella fascia 35-49 anni (21,3%), seguita da quella 25-34 anni (19,9%) e 50-64 anni (19,8%). Le fasce d’età più giovani e più anziane hanno registrato le percentuali più basse, rispettivamente del 12,1% e del 9,1%.
Tra i paesi dell’Ue, Bulgaria (26,3%), Svezia (23,9%) e Croazia (23,6%) hanno registrato le percentuali più elevate di consumo quotidiano di tabacco tra le persone di età pari o superiore a 16 anni. I paesi con le percentuali più basse sono stati Paesi Bassi (9,9%), Irlanda (11,7%), Belgio (13,6%) e Lussemburgo (13,8%).

Diocesi: Grosseto, tutto pronto per le celebrazioni in onore del patrono Lorenzo. I momenti liturgici centrali guidati da mons. Dal Cin

La città e la diocesi di Grosseto si apprestano a vivere le Feste Laurenziane 2026 in onore del patrono Lorenzo. A guidare i momenti liturgici centrali sarà mons. Fabio Dal Cin, arcivescovo prelato di Loreto e delegato pontificio per il santuario della Santa Casa di Loreto. La presenza di mons. Dal Cin dona alle celebrazioni laurenziane un significato spirituale profondo. La prelatura territoriale di Loreto rappresenta una realtà ecclesiastica del tutto singolare: elevata al grado di città e diocesi già nel 1586 sotto Sisto V, ha visto nel corso dei secoli una particolare evoluzione fino a quando, nel 1965 con la costituzione apostolica Lauretanae Almae Domus di Papa Paolo VI, è stata istituita la prelatura della Santa Casa.
Essa affida alla cattedra arcivescovile la cura pastorale della comunità locale unitamente alla custodia del santuario della Santa Casa — luogo simbolo universale dell’Incarnazione, dell’accoglienza e del pellegrinaggio mariano. Qui per otto anni il vescovo Bernardino Giordano ha ricoperto l’incarico di vicario generale. Il cuore della devozione popolare batterà la sera di domenica 9 agosto. Alle ore 21, dalla cattedrale muoverà la processione con la statua del santo patrono collocata sul tradizionale carro trainato dai buoi maremmani, preceduta dai butteri a cavallo e accompagnata dalle note della Filarmonica Città di Grosseto. Al termine della processione, dal sagrato del duomo, mons. Dal Cin impartirà la solenne benedizione con la reliquia di San Lorenzo rivolgendo un indirizzo di saluto alla Città.
Nel giorno della festa liturgica del santo patrono, lunedì 10 agosto, la comunità si ritroverà in cattedrale alle ore 18.30 per il solenne pontificale, presieduto dall’arcivescovo Dal Cin. Durante la messa solenne si rinnoverà il rito dell’Offerta del cero votivo da parte del sindaco di Grosseto a nome di tutta la città. (in Cattedrale Messe anche alle 9.30 e 11). La serata del 10 agosto in Piazza Dante sarà il momento clou dei festeggiamenti civili: alle ore 21.15 il Concerto di San Lorenzo , eseguito dalla Orchestra Città di Grosseto; alle 22.30 l’Associazione Pro Loco Città di Grosseto, per mano del presidente Andrea Bramerini, conferirà il premio Grifone d’Oro ’25 a Luca Banchi, allenatore di basket di fama internazionale e orgoglio dello sport grossetano.
“Il martirio di Lorenzo possa essere motivo di riflessione su come, nella fede, siamo chiamati a dare la vita. In che contesti – familiari, professionali, vocazionali – il Signore mi sta chiedendo di dare la vita per Lui? Che la festa diventi motivo di decisione per i nostri cammini e le nostre comunità”, dice il vescovo Giordano.
Ogni edizione delle celebrazioni laurenziane porta con sé un simbolo visivo capace di sintetizzare il senso profondo della festa. Per questo 2026, la scelta è caduta su un’opera identitaria di grande valore artistico e spirituale: la lunetta che sovrasta il portale d’ingresso della chiesa di San Francesco a Grosseto, collocata sopra la facciata a capanna dell’edificio religioso. Il dipinto raffigura la Madonna con Bambino affiancata dai Santi Francesco e Lorenzo. L’opera porta la firma di Giuseppe Casucci, pittore e decoratore nato a Roccastrada il 21 dicembre 1877 e scomparso a Mendoza, in Argentina, nel 1964.

Bulgaria: minacce ai giovani ebrei italiani. Informato premier Radev, indagini in corso. Levi (Shalom): “Più di un atto di teppismo”

(Sofia) “L’incidente a Bansko è un attacco contro ragazzi ebrei, non un atto di teppismo”: lo ha affermato Alina Levi, presidente dell’Organizzazione degli ebrei in Bulgaria, in un’apposita conferenza stampa riguardo l’aggressione verbale nei confronti dei ragazzi ebrei italiani a Bansko il 2 agosto. Levi ha inoltre spiegato che i giovani erano radunati per un’iniziativa internazionale che ha visto arrivare adolescenti da Italia, Svizzera, Paesi Bassi e Israele. “La Bulgaria – ha sottolineato la Levi – era stata scelta come una destinazione sicura in base alla situazione internazionale attorno a Israele”. E ha aggiunto che “i turisti ebrei da tutto il mondo preferiscono il Paese balcanico come destinazione di viaggi, ma la situazione attuale ha messo una macchia su Sofia che credo non se la meriti”. La presidente di “Shalom” ha ammesso che potrebbero esserci stati anche comportamenti maleducati da parte dei ragazzi ebrei italiani, ma ciò non giustifica il razzismo. “Si tratta di un crimine e bisogna darne ampio risalto”, ha detto. Da “Shalom” hanno informato il primo ministro Rumen Radev che ha ordinato un’indagine da parte dalle istituzioni competenti. A breve i vertici dell’organizzazione si incontreranno con il vicesegretario generale del ministero degli Interni.
Un commento sull’accaduto è arrivato anche da parte del ministero degli Affari esteri bulgaro. “La Bulgaria è molto preoccupata dalle notizie di manifestazioni di antisemitismo, rivolte ai ragazzi ebrei italiani”, si legge nel post su X dell’istituzione. “Tali azioni sono inaccettabili e non c’è spazio per essi in una società democratica”.

Migranti: Caritas Oppido Mamertina-Palmi, “smantellata la tendopoli di San Ferdinando, ma la vera sfida comincia adesso”

“La tendopoli di San Ferdinando non esiste più. Si chiude una fase lunga e dolorosa della storia del nostro territorio, ma si apre un percorso nuovo, che dovrà porre al centro la persona, la sua dignità e il valore del suo lavoro”. Lo afferma la Caritas diocesana di Oppido Mamertina-Palmi dopo lo smantellamento delle strutture che per anni hanno rappresentato “il volto più evidente della precarietà abitativa nella Piana di Gioia Tauro”. Dietro ogni tenda, sottolinea l’organismo diocesano, c’erano “volti, storie, fatiche e speranze” di lavoratori che contribuiscono alla vita economica e sociale del territorio.
La Caritas esprime gratitudine alla Prefettura di Reggio Calabria, alla Regione, ai Comuni coinvolti – con Taurianova capofila –, alle Forze dell’ordine e al Polo sociale integrato per un’operazione che ha richiesto “tempo, mediazione e attenzione alle fragilità”. Durante i trasferimenti, operatori e volontari hanno collaborato alla sistemazione dei nuovi alloggi e fornito prodotti per l’igiene, alimenti, acqua e altri beni essenziali. “La scomparsa della tendopoli rappresenta un momento importante, ma non possiamo pensare che il problema sia risolto soltanto perché le tende non sono più visibili”, avverte il direttore della Caritas, Michele Vomera. “La vera sfida comincia adesso: fare in modo che ogni persona possa trovare una casa dignitosa, vivere del proprio lavoro e sentirsi parte della comunità”. Per la Caritas occorre costruire un sistema abitativo diffuso e trasparente, favorendo contratti di locazione regolari e forme di garanzia per proprietari e lavoratori. Il vescovo, mons. Giuseppe Alberti, ha ringraziato le realtà istituzionali e sociali coinvolte e assicurato l’impegno della diocesi nella ricerca di soluzioni abitative dignitose e sostenibili.

Cultura: Todi, conclusa la quarta edizione di “Liberare la bellezza Festival”

Si è conclusa la quarta edizione di “Liberare la bellezza Festival”, che ha animato le serate del Giardino degli Amici dell’Orto di Todi dal 24 luglio al 2 agosto. Platone, protagonista di una delle serate, nel Convivio scrive: “Il bello soltanto libera, chi lo possiede, da atroci dolori” spingendoci all’immortalità. Sant’Ignazio negli Esercizi spirituali osserva: “È proprio dello spirito cattivo rattristare, mentre è proprio dello spirito buono dare coraggio ed energie, consolazione, ispirazione e serenità, diminuendo e rimuovendo ogni difficoltà per andare avanti nella via del bene”. Dice inoltre il poeta Davide Rondoni, storico amico del festival (cui ha preso parte come protagonista del documentario “Giuseppe Ungaretti. Vita di un uomo” con la regia di Massimo Popolizio): “Liberare la bellezza è una responsabilità, richiede l’impegno da parte degli artisti e di chi si avvicina all’arte”.
Una prima occasione di grande “bellezza liberata” l’ha fornita il doppio evento dedicato a San Francesco nel cinema con le anteprime dei due film “La leggenda di san Francesco” di Lech Majewski e “La leggenda dei tre compagni” di Arnaldo Casali. Oltre a tanti momenti artistici di liberazione nella bellezza, testimoniati dalle proiezioni di film come “Il pranzo di Babette” e “Il tormento e l’estasi”, non sono mancate le presenze capaci di attirare l’attenzione del pubblico, come Kim Rossi Stuart. L’attore regista attraverso il suo film “Brado” ci racconta, in modo apertamente autobiografico, delle sue scelte complesse per dire sì alla vita. Un film, il suo, tra registri ora ironici ora drammatici, sul difficile rapporto intergenerazionale tra padre e figlio che mette in scena la parabola di un riscatto purificato dalla sofferenza e dall’accettazione dei propri errori.
Un’altra presenza d’eccezione è stata quella di Ascanio Celestini che, da mattatore par suo, ha parlato dei suoi “poveri cristi”, rilettura attuale del francescanesimo, e del suo ultimo libro “Pasolini, una vita anzi due” dove ci viene restituito un volto inedito del grande regista e poeta di Casarsa. Tra le altre presenze, l’attore teatrale Riccardo Leonelli e Valerio Mastandrea. Il Festival è stato anche un’occasione propizia per coinvolgere i ragazzi della redazione di “Sottobanco” del Liceo Jacopone di Todi, coadiuvati dalla docente e giornalista Susi Felceti con due serate di cineforum e testimonianze dai film “Tre regole infallibili” di Marco Giuffreda e “Più grande del cielo” di Valerio Jalongo, sulle sfide dell’intelligenza artificiale. Non sono mancati momenti di poesia, canto, musica con il concerto “Il mio canto libero”, con la band dei SettantaVolteSette. Ma anche momenti che diventano atto di fede, preghiera e lode a Dio, come nell’intera serata dedicata a Maria di Nazareth. Il direttore artistico Alberto Di Giglio non nasconde di attribuire buona parte del merito, nell’affrontare tante difficoltà, alla Madre di Dio cantata da poeti e cantori di ogni tempo. “Le incertezze dei giorni che precedevano l’apertura ci hanno messo a dura prova, decisiva forse la preghiera a Maria inserita nel programma? Si tratta della Ave Maria’ di Trilussa”.

Usa: vescovi su 60 anni di Voting Rights Act, “molte comunità di colore hanno timore”

“Il Voting Rights Act del 1965 nacque dai sacrifici e dalla perseveranza di innumerevoli persone che lottarono per garantire il diritto fondamentale al voto, in particolare per le comunità di colore che avevano a lungo subito discriminazione ed esclusione”. Lo afferma mons. Daniel E. Garcia, presidente del Sottocomitato per la promozione della giustizia razziale e della riconciliazione della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), in una dichiarazione per il 60° anniversario della legge, firmata il 6 agosto 1965, che favorì la parità di accesso al voto e rafforzò la partecipazione democratica. “Oggi molte comunità di colore temono per l’impatto dei recenti sviluppi sulla loro equa rappresentanza e sulla futura partecipazione al processo democratico”, scrive il vescovo, che riprende le parole di Papa Leone XIV sul valore della democrazia “nella misura in cui garantisce l’effettiva partecipazione dei cittadini” come riflesso della loro dignità. Da decenni, ricorda mons. Garcia, i vescovi statunitensi si battono per il diritto dei cittadini aventi diritto a partecipare pienamente alla vita pubblica, inclusa la tutela del diritto di voto, e incoraggiano tutti a esercitarlo, chiedendo ai legislatori di salvaguardarlo e promuovere una rappresentanza equa per tutti. E poi conclude: “occasione per ricordare la storia, conquistata a caro prezzo, del diritto di voto” nel Paese e per “rinnovare l’impegno per il lavoro che resta da fare”.

Usa: vescovi su 60 anni di Voting Rights Act, “molte comunità di colore temono”

“Il Voting Rights Act del 1965 nacque dai sacrifici e dalla perseveranza di innumerevoli persone che lottarono per garantire il diritto fondamentale al voto, in particolare per le comunità di colore che avevano a lungo subito discriminazione ed esclusione”. Lo afferma mons. Daniel E. Garcia, presidente del Sottocomitato per la promozione della giustizia razziale e della riconciliazione della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), in una dichiarazione per il 60° anniversario della legge, firmata il 6 agosto 1965, che favorì la parità di accesso al voto e rafforzò la partecipazione democratica. “Oggi molte comunità di colore temono per l’impatto dei recenti sviluppi sulla loro equa rappresentanza e sulla futura partecipazione al processo democratico”, scrive il vescovo, che riprende le parole di Papa Leone XIV sul valore della democrazia “nella misura in cui garantisce l’effettiva partecipazione dei cittadini” come riflesso della loro dignità. Da decenni, ricorda mons. Garcia, i vescovi statunitensi si battono per il diritto dei cittadini aventi diritto a partecipare pienamente alla vita pubblica, inclusa la tutela del diritto di voto, e incoraggiano tutti a esercitarlo, chiedendo ai legislatori di salvaguardarlo e promuovere una rappresentanza equa per tutti. E poi conclude: “occasione per ricordare la storia, conquistata a caro prezzo, del diritto di voto” nel Paese e per “rinnovare l’impegno per il lavoro che resta da fare”.

Papa ad Assisi: domani l’apertura della sede del “Cammino di Francesco”

(Assisi) Riproporre l’esperienza francescana nelle terre che il Poverello ha calcato. E’ l’obiettivo del “Cammino di Francesco”, uno dei progetti del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’VIII centenario dalla morte del santo, la cui sede aprirà domani pomeriggio, ad Assisi, accanto alla Porziuncola, subito dopo la visita del Papa. L’autenticità storico-critica del percorso, il tracciato di riferimento vengono individuati a seguito di una rigorosa validazione effettuata dal Comitato di Indirizzo dell’associazione, composto da un rappresentante della Cei e due rappresentanti delle Famiglie Francescane. Il Cammino di Francesco – spiegano i promotori – dell’iniziativa – è l’unico itinerario che collega in modo organico e diretto i luoghi in cui San Francesco ha realmente vissuto, pregato e predicato. Un’associazione tra i Ministeri del Turismo e della Cultura e le Regioni Umbria, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo è al lavoro per armonizzare l’esperienza dei diversi cammini esistenti riferiti alla figura del Santo.  “Da un paziente lavoro di collaborazione – dichiara Davide Rondoni, presidente del Comitato Nazionale e dell’Associazione Vie e Cammini di Francesco – nasce questa visione unitaria come nome, logo, sito e, passo dopo passo, appunto, come armonizzazione di esigenze e possibilità. Governo, Ministeri competenti, Regioni ed enti pubblici e privati e Associazioni che collaboreranno, offriranno nel tempo una esperienza sempre più adeguata alla domanda dei camminatori di ogni tipo, che vogliono scoprire il cuore del nostro Patrono d’Italia e il proprio cuore”. 

Terremoto in Venezuela: La Guaira, stimate 1.579 persone scomparse

Il governatore di La Guaira, José Alejandro Terán, ha informato ieri che si dispone di un registro di 1.579 persone scomparse a seguito del doppio terremoto del 24 giugno. In un’intervista a Caracol Radio, ripresa dal portale cattolico envigilia.info, Terán ha indicato che il bilancio, aggiornato al 3 agosto, è stato elaborato con i dati forniti dalle famiglie che hanno partecipato a un censimento. “Abbiamo ricevuto le informazioni da 35.991 nuclei familiari. Questo ci dà, fino a ieri, 1.579 persone scomparse. Questa è la banca dati più solida di persone scomparse mai avuta finora, poiché è stata fornita dai familiari stessi”, ha detto. Il rapporto rappresenta il primo bilancio ufficiale sulle persone scomparse diffuso dalle autorità di La Guaira da quando sono iniziate le operazioni di assistenza per i terremoti.
Il bilancio delle autorità statali differisce dai dati che sono stati raccolti dalla piattaforma civica desaparecidosterremotovenezuela.com. Il portale ha ricevuto 82.577 segnalazioni, associate a circa 44.418 persone. Questi ultimi dati, naturalmente riguardano tutto il Paese, ma è noto che nello Stato di La Guaira si concentra il maggior numero di vittime. Secondo la piattaforma, 29.518 persone continuano a non aver stabilito un contatto con i propri familiari, mentre altre 14.900 sono, poi, state localizzate.

Terremoto Centro Italia 2026: Cdm, approvate misure per gestione ricostruzione. Castelli (commissario), “più responsabilità ai territori e rilancio aree interne”

Il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di misure che segna una svolta nella gestione della ricostruzione del Centro Italia. Tra i provvedimenti principali figurano la cessazione dello stato di emergenza nazionale e il passaggio allo stato della ricostruzione; l’individuazione del “Primo Cratere” nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, destinatari di specifiche misure di sostegno; la proroga per tre anni della Struttura commissariale, con un rafforzamento delle sue competenze e funzioni; nuove iniziative per la promozione della ricostruzione e per la prima applicazione del ruolo degli esperti catastrofali. “La cessazione dello stato di emergenza rappresenta un passaggio storico per i territori colpiti dal sisma del 2016. Non significa che l’impegno dello Stato venga meno, ma che si apre una fase nuova, più matura e stabile, nella quale la ricostruzione viene governata attraverso regole organiche e una programmazione di lungo periodo, superando definitivamente la logica delle emergenze senza fine”, dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli. “La proroga triennale della Struttura commissariale è perfettamente coerente con l’orizzonte delle risorse già stanziate per i prossimi tre anni e garantisce continuità amministrativa e operativa. Contestualmente vengono rafforzati poteri e funzioni della Struttura, ma il principio guida resta quello del protagonismo e della responsabilizzazione dei sindaci, che rappresentano il primo presidio istituzionale delle comunità e devono poter operare con strumenti sempre più efficaci e procedure più snelle”.
Per Castelli la sfida non si esaurisce con la ricostruzione degli edifici. “La vera ricostruzione è anche sociale, economica e demografica. Per questo assume un valore strategico la norma che destina il 4% delle risorse a interventi di sviluppo socio economici (una percentuale che è incrementata fino al 5% per i comuni nel primo cratere): significa investire in imprese, servizi, occupazione, innovazione e qualità della vita. Ricostruire le case è fondamentale, ma dobbiamo anche creare le condizioni perché le persone scelgano di restare, tornare e investire nelle aree interne”. Sulla stessa linea il questore della Camera dei deputati Paolo Trancassini sottolinea il valore politico del nuovo impianto normativo: “Il Governo Meloni è consapevole che la partita delle aree interne, come quelle colpite dalle devastazioni quali il sisma, necessita di una politica che abbia la capacità di scendere quanto più in concreto nella storia di una comunità. Serve un approccio sartoriale, abbiamo bisogno di ‘vestiti su misura’ per ogni territorio che è comunità a sè, così da non disperdere fondi ed energie, e soprattutto per dare quei segnali di attenzione concreta che mi auguro oggi siano arrivati per i cittadini di Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto”.

Pakistan: Porte Aperte, assolti due cristiani accusati ingiustamente di blasfemia, mentre un altro muore in carcere

Due cristiani pachistani accusati ingiustamente di blasfemia sono stati recentemente assolti dai tribunali di Lahore, mentre un terzo è morto in carcere in attesa del processo. “Tre vicende che riportano l’attenzione sull’abuso delle leggi sulla blasfemia in Pakistan e sulle pesanti conseguenze che queste accuse possono avere per i cristiani e le loro famiglie”, afferma la Fondazione Porte aperte. Il 5 luglio, un tribunale di Lahore ha ordinato il rilascio di Dennis Albert, arrestato nell’aprile 2024 con l’accusa di aver “offeso i sentimenti religiosi e profanato il Corano”. Secondo i suoi accusatori, l’uomo avrebbe calpestato alcune pagine del testo sacro mentre scendeva dal suo risciò. Dopo aver esaminato il caso, il giudice ha stabilito che le prove presentate dall’accusa erano insufficienti. Le deposizioni dei testimoni sono state giudicate poco affidabili. Una seconda buona notizia è arrivata alla fine di giugno con l’assoluzione di Nadeem Masih, un cristiano di 51 anni non vedente. L’uomo era stato accusato di aver insultato il profeta Maometto nell’agosto 2025, in seguito a una discussione avuta con alcune persone. I suoi avvocati hanno accolto con favore la sentenza, sostenendo fin dall’inizio che le accuse erano state costruite per motivi personali e non avevano alcun fondamento reale. “Siamo lieti che i giudici abbiano deciso a favore degli imputati – afferma un portavoce di Porte aperte -. Essere accusati di blasfemia in Pakistan è estremamente grave e comporta conseguenze che segnano la vita della persona coinvolta e della sua famiglia. Chiediamo che le indagini siano condotte in modo approfondito da personale qualificato e che tutte le prove vengano esaminate attentamente”.
Non tutte le storie, però, si sono concluse positivamente. Amir Peter, anch’egli cristiano e accusato ingiustamente di blasfemia, è morto in carcere all’inizio di luglio. Arrestato dopo una denuncia presentata da alcuni commercianti a metà 2025, durante la detenzione non avrebbe ricevuto le cure mediche necessarie per il diabete. È morto a causa di complicazioni della malattia. In Pakistan la blasfemia è un tema sensibile e le accuse possono facilmente scatenare violenze da parte della folla, indipendentemente dalla colpevolezza dell’accusato. Spesso queste leggi vengono utilizzate per regolare conti personali, risolvere dispute economiche o appropriarsi di terreni e proprietà. Il Pakistan occupa l’8° posto nella World Watch List 2025 di Porte Aperte, la classifica dei Paesi in cui è più difficile vivere come cristiani.

Frana di Niscemi: Protezione civile, Ciciliano firma l’ordinanza che disciplina l’assegnazione dei contributi

Il capo del Dipartimento della Protezione civile e commissario straordinario per l’area di Niscemi, Fabio Ciciliano, ha firmato nella serata di ieri l’ordinanza che disciplina l’assegnazione dei contributi per i titolari degli immobili distrutti o danneggiati dall’importante frana che ha interessato il comune siciliano.
L’ordinanza individua il Comune di Niscemi quale soggetto attuatore per la realizzazione delle attività istruttorie, tecniche, amministrative e di verifica delle istanze di contributo, che potrà essere erogato a quei soggetti che alla data del 18 gennaio 2026, risultavano titolari di unità immobiliari ad uso abitativo o destinate ad attività produttiva, regolarmente accatastati, che all’esito dell’evento franoso del gennaio 2026 risultano distrutte o danneggiate, demolite o da demolire. Potranno accedere al contributo anche i titolari degli immobili che, ancorché strutturalmente integri, ricadano all’interno dell’area di frana o della fascia di rispetto perimetrata sulla base delle indagini geologiche e del monitoraggio strumentale e per i quali permangano provvedimenti di sgombero o evacuazione motivati dal rischio residuo non mitigabile.
Il contributo sarà calcolato tenendo conto dei valori delle quotazioni immobiliari della Banca Dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e potrà essere concesso per “l’acquisto di aree alternative già individuate dagli strumenti di pianificazione urbanistica nel territorio del comune di Niscemi o, in mancanza di aree idonee, nel territorio dei comuni limitrofi, nonché costruzione di un immobile nelle medesime aree; l’acquisto di immobili immediatamente disponibili o di singole unità immobiliari, per destinazione residenziale o produttiva, situati nel territorio del comune di Niscemi o di comuni limitrofi; il ripristino della funzionalità di ulteriori immobili, anche non danneggiati dal movimento franoso del gennaio 2026, che siano già nella disponibilità dei soggetti legittimati e ubicati nel territorio di Niscemi o di comuni limitrofi a far data dal 18 gennaio 2026”.
L’ordinanza, inoltre, concede un contributo, nel limite massimo di 3.000 euro, per le spese concernenti le perizie tecniche asseverate e gli atti notarili, oltre alle relative imposte di registro, ipotecarie e catastali ed un ulteriore contributo forfettario, per ciascuna unità immobiliare, pari ad euro 6.000, per spese di riacquisto di arredi e beni mobili non registrati, distrutti, danneggiati o non recuperabili a seguito degli eventi franosi.
Infine, l’ordinanza prevede che i lavori per la realizzazione di nuove costruzioni ovvero i lavori di ripristino di unità immobiliari già disponibili devono avere inizio entro 90 giorni dall’avvenuta notifica del decreto di concessione del contributo e gli interventi devono essere ultimati entro i 24 mesi naturali e consecutivi, decorrenti dalla data di inizio lavori. Il mancato rispetto dei termini sopra indicati, salvo giustificato motivo, comporta l’avvio del procedimento di revoca del contributo. L’ordinanza è consultabile sul sito del Dipartimento della Protezione civile.

Monache agostiniane: a Rossano un corso residenziale per giovani donne “A tu per tu col Mistero”

Quattro giorni in monastero per riflettere, pregare, dialogare, condividere e lavorare insieme. È la proposta rivolta alle giovani tra i 18 e i 32 anni dalle monache agostiniane del monastero Sant’Agostino di Rossano, in provincia di Cosenza. Il corso residenziale, intitolato “A tu per tu col Mistero”, si terrà dall’1 al 4 settembre e offrirà un percorso sulle orme di sant’Agostino. “Ci farà da guida un tema affascinante: il Mistero, indicatore di un Oltre e di un Altro da scoprire e conoscere”, spiega suor Lucia Solera, madre superiora della comunità, richiamando le parole delle Confessioni: “Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché in te non trova pace”.
La proposta nasce dall’esperienza delle religiose, giunte a Rossano nel 2009 accompagnate dall’allora priore generale dell’Ordine, padre Robert Prevost, oggi Papa Leone XIV. Stabilitesi sulla “montagna di Rossano”, le monache hanno costruito negli anni relazioni con il territorio attraverso l’ascolto, l’accoglienza e diverse iniziative rivolte alla comunità. Particolare attenzione è riservata ai giovani, in una terra segnata da una continua “emorragia” di nuove generazioni, con incontri nelle scuole dedicati alla figura di sant’Agostino e collaborazioni con l’Istituto agrario cittadino.
Durante il corso le partecipanti potranno confrontarsi con gli elementi che scandiscono la vita monastica: preghiera, amicizia, lavoro, silenzio, condivisione, studio e ospitalità. L’obiettivo, sottolineano le agostiniane, è “mettere in dialogo i nostri vissuti, conoscerci, scambiare esperienze e donarci a vicenda ciò che abbiamo di prezioso”. Informazioni e iscrizioni: ; 0983 520004 e 334 8736640.

Abusi a centro Anffas di Modica: Fish, “nessuno sconto per chi tradisce la fiducia delle persone con disabilità”

“Nessuno sconto per chi tradisce la fiducia delle persone con disabilità”. Così la Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) commenta quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Ragusa sul centro diurno Anffas di Modica, dove sono stati disposti gli arresti domiciliari per il presidente della struttura e un operatore, la sospensione di altri cinque operatori e l’iscrizione di tredici persone nel registro degli indagati. La chiusura della struttura e le accuse formulate dagli inquirenti, afferma la Fish, tratteggiano “uno scenario inaccettabile”, aggravato da un “contesto di complice omertà e pericolosa improvvisazione” e dalla somministrazione di farmaci “affidata a personale non abilitato”, una prassi che ha messo a repentaglio la salute degli ospiti. “Le persone con disabilità sono cittadini e soggetti di diritto a tutti gli effetti”, ribadisce la Federazione, sottolineando che quando un luogo nato per l’inclusione si trasforma in un ambiente di maltrattamenti “viene meno il patto di fiducia” tra famiglie, istituzioni e servizi del territorio. Pur riponendo “la massima fiducia” nel lavoro della magistratura, la Fish chiede una “revisione del sistema dei servizi” rivolti alle persone con disabilità, con più vigilanza, controlli e verifica delle qualifiche professionali. La Federazione ha avviato un confronto con Anffas nazionale, che ha già espresso “ferma condanna” e vicinanza alle persone coinvolte e alle loro famiglie.

Ue: 1,4 miliardi di entrate da attività russe immobilizzate a sostegno dell’Ucraina

L’Unione europea ha ricevuto 1,4 miliardi di euro di utili straordinari generati dagli interessi sui saldi di cassa derivanti dalle attività immobilizzate della Banca centrale di Russia detenute dai depositari centrali di titoli. Il ricevimento di tale importo costituisce il quinto trasferimento di questo tipo, informa la Commissione. Dalla loro immobilizzazione, le attività russe hanno generato un totale di 8 miliardi di euro di profitti straordinari. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “La Russia deve pagare per la distruzione che ha causato. E stiamo usando i proventi dei beni russi immobilizzati per assicurarci che lo facciano. Stiamo mettendo a disposizione dell’Ucraina ulteriori 1,4 miliardi di euro. Ciò sosterrà la continua resistenza dell’Ucraina contro la guerra illegale della Russia”.

Leone XIV in Argentina: comunicato congiunto Governo-Cea, “sperimenterà l’ospitalità del popolo argentino e sarà benvenuto nella nostra terra”

“Ricevuta con grande gioia la della conferma del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Argentina”. Così un comunicato congiunto del ministero degli Affari esteri, commercio internazionale e culto e della Conferenza episcopale argentina (Cea), diffuso a Buenos Aires. La notizia, a lungo attesa, era stata preceduta dagli inviti che sia il governo nazionale sia la Chiesa pellegrina in Argentina avevano rivolto al Pontefice, affinché potesse presto realizzare il desiderio di una visita apostolica del successore di Pietro sul suolo argentino. L’annuncio, arrivato oggi da Roma, trova le due istituzioni impegnate “a continuare a lavorare insieme affinché Papa Leone XIV possa sperimentare l’ospitalità del popolo argentino e sentirsi benvenuto nella nostra terra”. Il viaggio si svolgerà tra l’8 e l’11 novembre, nell’ambito di un più ampio itinerario apostolico che toccherà anche Uruguay e Perù. Il comunicato è firmato dal ministro degli Affari esteri, commercio internazionale e culto, Pablo Quirno, e da mons. Marcelo Colombo, arcivescovo di Mendoza e presidente della Conferenza episcopale argentina.

Papa Leone XIV in Sudamerica: dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù

Leone XIV compirà un viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre, accogliendo l’invito dei capi di Stato e delle autorità ecclesiastiche dei rispettivi Paesi. Lo rende noto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Il Papa si recherà a Montevideo, Paisandú e Florida dal 6 all’8 novembre; a Buenos Aires, Córdoba e Luján dall’8 all’11 novembre; a Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa dall’11 al 17 novembre. Il programma del viaggio sarà reso noto a suo tempo.

Hiroshima e Nagasaki: Sant’Egidio, veglia per la Pace di 75 ore, in collegamento tra Hiroshima e New York per tutte le vittime dei conflitti in corso

Nell’81° anniversario dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki , la Comunità di Sant’Egidio promuove una Veglia per la Pace di 75 ore – dal mattino del 6 agosto fino a quello del 9 agosto (in Italia dalle 01 del 6 alle 04 del 9 agosto) – che unirà persone di tutto il mondo in preghiera per tutte le vittime dei conflitti in corso. Due luoghi simbolici — la Cripta della cattedrale dell’Assunzione di Hiroshima e la Cappella del Sacro Cuore di Gesù e Maria a New York  – resteranno aperti a tutti per la preghiera e l’accoglienza. Tutte le comunità di Sant’Egidio nel mondo, nelle loro preghiere, faranno memoria  dell’anniversario, a partire dalla basilica di Santa Maria in Trastevere. Sarà anche possibile partecipare a distanza inviando la propria preghiera online. La Veglia è organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio insieme dall’Arcidiocesi di Hiroshima e in collaborazione con il Movimento dei Focolari, volontari e altre organizzazioni. La mattina di lunedì 6 agosto 1945, mentre a New York era ancora la sera di domenica, la prima bomba atomica fu sganciata dall’Aeronautica statunitense sulla città di Hiroshima. Tre giorni dopo, la mattina di giovedì 9 agosto, la seconda — ancora più potente — rase al suolo Nagasaki. I bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki restano gli unici due casi di uso deliberato di armi nucleari in guerra.
 
 

Ecumenismo: mons. Battocchio (Vittorio Veneto) al Sae, “con il Cammino sinodale la Chiesa cattolica si è messa creativamente in ascolto dello Spirito”

In un’epoca in cui i cittadini europei si trovano a vivere nell’epoca del “post”, “anche la Chiesa cattolica vive una stagione segnata da qualche ‘post’: è post-conciliare, ovviamente, ma anche post-eurocentrica, se non proprio post-europea”. Lo ha detto mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto, presidente dell’Associazione teologica italiana (Ati), intervenendo su “La Chiesa che nasce: creatività pastorali” alla sessione di formazione del Sae a Camaldoli.
In un tempo di tensione, foriero di motivi di preoccupazione, il presule ha osservato: “Non è solo appellandoci all’ottimismo della volontà che possiamo continuare a guardare con fiducia all’impegno di tante comunità cattoliche e di tante persone che hanno partecipato attivamente ai cammini sinodali messi in moto al tempo di Papa Francesco e rilanciati anche da Leone XIV. Ci sono comunità e persone che hanno vissuto i cammini sinodali come risposta realistica e generativa alla chiamata che Dio rivolge oggi al suo popolo”. Occorre riconoscere e ribadire, ha continuato, che con il Cammino sinodale “la Chiesa cattolica ha testimoniato una non scontata capacità di mettersi creativamente in ascolto di quello che ‘lo Spirito dice alle Chiese’. La creatività pastorale non si manifesta solo con iniziative estemporanee, che pure non mancano, ma con la messa in atto di percorsi di apprendistato che rendono possibili l’assunzione di uno stile, l’elaborazione di pratiche e la ricerca di istituzioni coerenti con questo stile”.
Secondo il vescovo, il Documento finale della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi “Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione” e il Documento di sintesi del cammino sinodale delle Chiese in Italia,” Lievito di pace e di speranza”, “sono espressione, a livelli diversi, dell’apprendistato in corso e, allo stesso tempo, tracciano le linee per proseguire nella ricerca di pratiche ecclesiali in grado di corrispondere al dono accolto nella fede”.
Nell’accennare ad alcune proposte pastorali “creative” – del Centro Studi Missione Emmaus, di Enzo Biemmi, dei percorsi dell’iniziazione cristiana e delle diocesi – mons. Battocchio ha sottolineato: “C’è bisogno del coinvolgimento dei vescovi come evangelizzatori e non solo come amministratori, ma non è possibile pensare ai vescovi come soggetti isolati In questo senso, è fondamentale il lavoro dedicato alla promozione della pluriministerialità nelle parrocchie e nelle diocesi”.
Alla base del lavoro ecclesiale ci dev’essere un requisito fondamentale: “Per essere quello che devono essere, tutte le nostre azioni pastorali vanno pensate, progettate e vissute come risposta a un dono che viene da Dio. Se non è così, le nostre fatiche rimangono sterili, inevitabilmente”.

Ecumenismo: Nuzzolese (valdese) al Sae, “il futuro della Chiesa dipenderà sempre più dalla qualità della sua presenza nel mondo”

Quali creatività pastorali per la Chiesa che nasce dal grembo della secolarizzazione? Sono stati invitati a rispondere questa domanda, durante la sessione di formazione ecumenica del Sae al Monastero di Camaldoli che si è svolta la settimana scorsa, la teologa battista Francesca Debora Nuzzolese, docente di Teologia pratica alla Facoltà valdese di Teologia, e mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto, presidente dell’Associazione teologica italiana (Ati), come si legge in una nota inviata ieri sera dal Sae.
Per Nuzzolese, il confronto con la secolarizzazione “ci chiama a riappropriarci del nostro corpo ecclesiale, a riconoscerci, collaborare ed esprimere la nostra identità distintivamente cristiana, come parti essenziali di un Corpo, che non ha timore di andare e restare nelle crepe della vita, negli spazi che altri e altre cercano di evitare”. Secondo la teologa valdese, la società odierna non è solo secolarizzata, ma profondamente traumatizzata. “Guerre, migrazioni forzate, violenza domestica, abuso, polarizzazione politica, precarietà economica, solitudine, ansia e depressione costituiscono sempre più il tessuto ordinario dell’esperienza umana. La domanda è quale tipo di presenza la Chiesa saprà offrire, sapendo che anche noi, come ministri e come comunità, apparteniamo allo stesso mondo ferito, siamo segnati dalla stessa esposizione alla violenza, all’incertezza e alla frammentazione che caratterizzano il nostro tempo”.
La fede offre risorse straordinarie per attraversarla, riconosce la teologa, ma se il trauma rimane inconsapevole, anche le comunità cristiane finiscono per reagire secondo le logiche della sopravvivenza anziché del Vangelo: “Ci irrigidiamo per proteggerci. Diventiamo sospettosi verso ciò che è nuovo, reattivi di fronte al conflitto, incapaci di ascoltare senza sentirci minacciati. Confondiamo la sicurezza con la fedeltà, la ripetizione con la tradizione, il mantenimento dell’ordine con la pace. Le nostre comunità incorporano le ferite che hanno attraversato, i conflitti mai elaborati, gli abusi non riconosciuti, ma anche le possibilità di guarigione”.
Nuzzolese ritiene che la Chiesa non possa proporsi come luogo di guarigione senza riconoscere le proprie ferite. “Le nostre comunità non sono state soltanto luoghi di consolazione, ma anche luoghi di esclusione, di abuso spirituale, di silenzi complici e di esercizio irresponsabile del potere. Per questo la prima vocazione terapeutica della Chiesa è rivolta verso sé stessa, verso le vittime che siedono ancora invisibili nelle nostre assemblee. Verso coloro che se ne sono andati. Verso i ministri e le ministre che hanno consumato la propria vita nella cura senza essere, a loro volta, accompagnati e custoditi. La guarigione ecclesiale richiede verità, riparazione, responsabilità reciproca, supervisione, formazione continua e una cultura della cura che attraversi l’intera vita comunitaria”.
Se il ministero consiste nell’accompagnare persone e comunità dentro la complessità della vita, ha concluso, “la formazione non può limitarsi all’acquisizione di competenze disciplinari. Deve formare persone capaci di ascolto, discernimento, maturità emotiva e spirituale, consapevolezza dei propri limiti e delle dinamiche relazionali che attraversano ogni pratica di cura. Non possiamo continuare a preparare persone alla cura senza offrire strumenti sistematici per la cura di sé. In definitiva, il futuro della Chiesa dipenderà sempre meno dall’efficienza delle sue strutture e sempre più dalla qualità della sua presenza nel mondo”.

Diocesi: Vallo della Lucania, in corso ad Agropoli il “Festival della Teologia Incontri” dedicato alla bellezza

Da ieri sera, martedì 4 agosto, è entrata nel vivo la IX edizione del “Festival della Teologia Incontri” con tre giorni di riflessione ad Agropoli sul tema della bellezza aperti dal vescovo di Vallo della Lucania, mons. Vincenzo Calvosa, e dalla relazione introduttiva del biblista p. Vincenzo Anselmo, decano della Sezione “San Luigi” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale di Napoli dal titolo “Contemplare la bellezza: la Parola di Dio”. Dopo una serata di pausa, domani, giovedì 6 agosto, sarà la volta di don Luigi Aversa, docente di Arte sacra presso l’Istituto superiore di scienze religiose “San Matteo” di Salerno, con una relazione dal titolo “Contemplare la bellezza: il linguaggio dell’arte”; a completare la riflessione l’ultima sera, il 7 agosto, interverrà il liturgista don Giovanni Di Napoli, docente presso la Sezione “San Luigi” della Facoltà Teologica di Napoli, che svilupperà una relazione dal titolo “Contemplare la bellezza: la centralità eucaristica”, con la presenza anche del direttore del servizio di Animazione culturale della diocesi di Vallo della Lucania, don Bruno Lancuba. Le serate agropolesi saranno arricchite dai concerti di giovani musicisti del territorio. Le serate si tengono alle ore 21 in Piazza della Repubblica nelle adiacenze della parrocchia di Santa Maria delle Grazie.

Diocesi: Lungro, l’assemblea diocesana sul tema della Divina liturgia

“La Divina Liturgia è il vincolo che custodisce e manifesta l’unità della nostra Chiesa”, Così l’Eparchia di Lungro degli Italo‑Albanesi dell’Italia Continentale presenta la XXXIX Assemblea diocesana, in programma lunedì 31 agosto 2026 nella Cattedrale San Nicola di Mira. Il tema “La Divina Liturgia vincolo di unità”  intende richiamare il ruolo della celebrazione eucaristica come luogo di comunione, identità e continuità della tradizione bizantina. Nella Liturgia la Chiesa “si riconosce come popolo convocato, radunato e inviato”, e “la partecipazione consapevole e viva dei fedeli è parte essenziale della vita ecclesiale”.  La giornata si aprirà con la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo, seguita alle 10.15 dal saluto dell’Eparca mons. Donato Oliverio. Seguiranno gli interventi di mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace (10.30) e del prof. Stefano Parenti (11.00), chiamati a offrire una riflessione teologica e liturgica sul tema dell’unità. Alle 12 l’Ora Sesta mentre nel pomeriggio alle 17.00, il Vespro introdurrà la sessione conclusiva. Alle 18.30 mons. Oliverio presenterà le conclusioni e il documento finale, che raccoglierà le indicazioni emerse dal confronto assembleare.

Leone XIV in Argentina: vescovi, “il Pastore viene a incontrare il suo popolo”

“Il Pastore viene a incontrare il suo popolo!”. Così i vescovi della Conferenza episcopale argentina, in una lettera al popolo di Dio pellegrino in Argentina, annunciano il di Papa Leone XIV nel Paese, tra l’8 e l’11 novembre, nell’ambito di un viaggio apostolico che comprenderà anche Uruguay e Perù. “Il successore di Pietro viene a confermarci nella fede, rinnovare la nostra speranza e incoraggiarci nella missione di annunciare il Vangelo”, scrivono i presuli, invitando ogni diocesi, parrocchia, comunità e famiglia a vivere l’incontro come “un’autentica esperienza di grazia”. Richiamando l’enciclica “Magnifica Humanitas”, i vescovi auspicano che la presenza del Pontefice “rafforzi il nostro cammino in comunione” e animi una Chiesa “sempre più vicina, serva e impegnata nella realtà che ci tocca”, invitando le comunità a prepararsi fin d’ora “per riscoprire la gioia di camminare insieme”. Il tempo di preparazione è posto sotto la protezione di Nuestra Señora de Luján, patrona del popolo argentino. La lettera è firmata da mons. Marcelo Colombo, arcivescovo di Mendoza e presidente della Conferenza episcopale, dal card. Ováttavo Rossi, arcivescovo di Córdoba, e dagli altri membri della Commissione esecutiva.

Ebola in RD Congo: Unicef, 3.800 casi e 1.700 morti. Tra questi più di 300 bambini

“Con più di 3.800 casi e 1.700 morti, fra cui oltre 300 bambini, secondo le notizie, questa è l’epidemia di Ebola più grave e a più rapida diffusione che la Repubblica Democratica del Congo abbia mai registrato. Abbiamo bisogno urgente di un accesso continuativo, ulteriori risorse e della fiducia delle comunità per fermare la diffusione”. Lo scrive oggi su X la direttrice generale Unicef Catherine Russell.

Ebola in R.D.Congo: Msf, “situazione mai così critica. È la più grande epidemia mai registrata”

L’epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo si diffonde a un ritmo allarmante e “la situazione è più critica che mai”. Con quasi 1.500 vittime, e 3.605 casi confermati al 1° agosto dopo 11 settimane dalla dichiarazione di epidemia, questa è la più grande epidemia di Ebola mai registrata nella Rdc,superando quella del 2018. E’ l’allarme lanciato oggi da Medici senza frontiere (Msf).  “L’epidemia non mostra alcun segno di rallentamento: nuovi casi sospetti vengono segnalati quasi ogni giorno in nuove località, al di fuori delle catene di trasmissione già identificate – afferma Philippa Boulle, vicedirettrice medica di Medici senza frontiere, in occasione della visita in Rdc del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Rafforzare la sorveglianza epidemiologica, migliorare il coinvolgimento delle comunità e garantire l’accesso al personale umanitario sono le priorità principali”. Durante la devastante epidemia di Ebola del 2014 in Africa occidentale, infatti, i decessi furono 279 nello stesso arco di tempo. “Ancora più preoccupante – prosegue – è il fatto che l’epidemia non mostra alcun segno di rallentamento. Nuovi casi sospetti vengono segnalati quasi ogni giorno in nuove località, al di fuori delle catene di trasmissione già identificate”.  Anche sono stati compiuti progressi nelle attività di screening e di tracciamento dei contatti, afferma Boulle, “questi sforzi rimangono del tutto insufficienti per contenere l’epidemia. Nel centro di trattamento Ebola di Msf a Bunia, il 90% dei pazienti ricoverati non era stato identificato attraverso il tracciamento dei contatti, mentre nell’intera provincia dell’Ituri è stato tracciato solo il 59% dei contatti. È urgente rafforzare il coinvolgimento delle comunità. Una risposta efficace può essere raggiunta solo se costruita insieme agli attori locali e guidata da essi. Senza mettere le comunità al centro della risposta, le attività di sorveglianza e di tracciamento dei contatti continueranno a non individuare numerosi casi. Una migliore integrazione delle comunità locali è essenziale per garantire che i casi vengano identificati il prima possibile e seguiti con rigore”.
Ebola nella RD.Congo (foto: Medici senza frontiere)
 

Bulgaria: minacce ai giovani ebrei italiani. Ferma condanna dall’associazione “Shalom”. “Chiediamo piena luce sull’accaduto”

(Sofia) “L’Organizzazione degli Ebrei in Bulgaria ‘Shalom’ segue con grande preoccupazione il caso dell’attacco contro un hotel a Bansko, dove durante la stagione estiva è ospitato il campo della Bnei Akiva World Organization, al quale partecipano anche bambini e ragazzi delle comunità ebraiche di Roma e Milano”. Inizia così la dichiarazione della maggiore organizzazione degli ebrei in Bulgaria, pubblicata dopo la notizia dell’aggressione verbale avvenuta a Bansko il 2 agosto. Secondo “Shalom” nella dinamica dei fatti “un gruppo di giovani vestiti di nero ha gridato ‘Sieg Heil’ e ha eseguito il saluto nazista davanti all’ingresso dell’hotel, tentando di fare irruzione all’interno. Dopo l’intervento della polizia, il gruppo è tornato sul posto, bloccando nuovamente le uscite e rivolgendo minacce ai ragazzi presenti”. L’organizzazione bulgara esprime “ferma condanna per questa aggressione e questa manifestazione pubblica di antisemitismo sul territorio bulgaro e si unisce alla posizione del presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, che ha chiesto alle autorità bulgare di fare piena luce sull’accaduto e di identificare e perseguire al più presto i responsabili”. Rilevante il fatto che già un mese fa, Shalom aveva avvisato la Direzione regionale del ministero dell’interno di Blagoevgrad, capoluogo della regione di Bansko, chiedendo un rafforzamento delle misure di sicurezza attorno al campo, alla luce delle tensioni nella regione e delle minacce rivolte alle comunità ebraiche in Europa. Il documento si conclude con la richiesta di “un’indagine immediata e l’identificazione degli autori dell’attacco e una chiara presa di posizione pubblica da parte delle istituzioni contro simili manifestazioni di odio”.

Papa in Sudamerica: dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù

Leone XIV compirà un viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre, accogliendo l’invito dei capi di Stato e delle autorità ecclesiastiche dei rispettivi Paesi. Lo rende noto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Il Papa si recherà a Montevideo, Paisandú e Florida dal 6 all’8 novembre; a Buenos Aires, Córdoba e Luján dall’8 all’11 novembre; a Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa dall’11 al 17 novembre. Il programma del viaggio sarà reso noto a suo tempo.

Diocesi: mons. Di Cesare (Locri), oggi celebrazione al santuario della Madonna dello Scoglio per la festa di S.Emidio

Sarà mons. Cesare Di Pietro, vescovo di Locri-Gerace, a presidere la liturgia eucaristica, oggi pomeriggio presso il santuario diocesano “Madonna dello Scoglio” a Placanica, che conclude la giornata in memoria derl martirio di Sant’Emidio, vescovo e martire, patrono invocato dalla tradizione cristiana come protettore contro il terremoto. Il programma prenderà avvio alle ore 17.30 con una meditazione di Fratel Cosimo, sulla vita del santo vescovo e martire. Seguirà la liturgia eucaristica al termine della quale i fedeli prenderanno parte alla tradizionale processione con la reliquia e la statua di Sant’Emidio, segno della devozione popolare. La giornata si concluderà con la benedizione delle piante di basilico, antico gesto della pietà cristiana che richiama la protezione del santo e l’invocazione della benedizione di Dio sulle famiglie, spiega una notra del Santuario. Le celebrazioni sono state precedute da un Triduo di preparazione, dal 2 al 4 agosto.

Terremoto Campi Flegrei: Regione Campania, attivata la raccolta di donazioni a sostegno della popolazione

La Regione Campania ha attivato una raccolta di donazioni a sostegno della popolazione colpita dagli eventi sismici nell’area dei Campi Flegrei. È possibile contribuire con un importo libero accedendo direttamente al servizio di pagamento online attraverso il sistema pagoPA della Regione Campania, a a. Le risorse raccolte saranno destinate agli interventi di solidarietà e alle iniziative previste nelle aree interessate. L’andamento e i risultati della raccolta saranno monitorati e resi disponibili sul sito istituzionale della Regione Campania, al fine di assicurare la trasparenza e la piena accessibilità delle informazioni relative alle donazioni ricevute e all’impiego delle risorse.

Leone XIV: udienza, “insieme a voi prego per la pace nel mondo”

“Insieme a voi prego per la pace nel mondo e per nuove vocazioni sacerdotali e religiose”. Lo ha assicurato il Papa, nel saluto indirizzato ai pellegrini polacchi, che “in questi giorni, da numerose diocesi della Polonia, pellegrini a piedi si dirigono verso Jasna Góra, sostenuti spiritualmente dai fedeli nelle Parrocchie”. “Questa testimonianza, la fatica del cammino, la preghiera comune e l’incontro con Maria rafforzino la fede e la speranza delle famiglie e delle comunità”, l’auspicio di Leone XIV.

Bulgaria: minacce ai giovani ebrei. Mons. Valov (presidente vescovi) al Sir, “solidarietà ai ragazzi italiani. Stop a ogni forma di antisemitismo”

(Sofia) “La Chiesa cattolica in Bulgaria esprime solidarietà con i ragazzi italiani ebrei a Bansko e si oppone fermamente al linguaggio dell’odio e a ogni manifestazione di antisemitismo. Lo afferma al Sir mons. Petko Valov, presidente dei vescovi bulgari riguardo l’aggressione verbale ai giovani rappresentanti delle comunità ebraiche di Roma e Milano avvenuta il 2 agosto in Bulgaria. “In genere simili episodi di antisemitismo sono un’eccezione in Bulgaria dove da secoli conviviamo pacificamente con i nostri fratelli ebrei”, spiega il presule. Valov racconta che “la Bulgaria è uno dei pochi Paesi che durante la Seconda guerra mondiale, nonostante fosse alleata alla Germania, ha salvato tutti i suoi ebrei opponendosi alla politica richiesta da Hitler”. “Noi come Chiesa cattolica abbiamo un’ottima collaborazione con la comunità ebrea, con l’organizzazione degli ebrei bulgari ‘Shalom’ e con il rabbino di Sofia. Preghiamo Dio, Padre della pace e della riconciliazione, affinché l’amore prevalga sempre sull’odio”, conclude l’eparca dell’eparchia “San Giovanni XXIII”.

Leone XIV: udienza, “approfittare del periodo estivo per trascorrere un pò più di tempo con il Signore nella preghiera”

“Vi invito ad approfittare di questo periodo estivo, e forse di vacanza per molti di voi, per coltivare la vostra vita interiore trascorrendo un po’ più di tempo con il Signore nella preghiera”. Lo ha detto il Papa salutando, durante l’udienza di oggi, i fedeli di lingua francese. “Tutte le nostre attività appartengono a lui, compresi il tempo libero e il riposo, e possono essere santificate dalla Sua presenza, che ci porta all’incontro fraterno con gli altri”, ha proseguito Leone XIV.

Leone XIV: udienza, “ogni ora è un atto di speranza”, riscoprire la liturgia delle ore

“La Liturgia delle Ore chiede di essere sempre più accolta e vissuta nella vita ordinaria dei battezzati e delle comunità”. È l’appello del Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata nella basilica di San Pietro e dedicata ancora una volta alla Sacrosanctum Concilium. “A tante persone che vogliono imparare a pregare, in particolare ai catecumeni, essa può offrire il cammino e la scuola della preghiera cristiana”, ha garantito Leone XIV: “Ogni settimana e ogni giorno, l’Eucaristia e la Liturgia delle Ore sono il respiro della vita della Chiesa che fa circolare lo Spirito Santo attraverso il suo Corpo”. “Legata all’Eucaristia, di cui prolunga la luce, la Liturgia delle Ore santifica il tempo della nostra vita quotidiana”, ha spiegato il Papa: “al mattino, iniziamo la giornata con fede e gratitudine; a mezzogiorno, chiediamo la forza della fedeltà in mezzo alle fatiche; la sera, finito il lavoro, i Vespri accompagnano il momento del tramonto; la notte, ci addormentiamo affidandoci alla pace di Dio. Ogni Ora è un atto di speranza: durante il pellegrinaggio terreno, vegliamo attendendo con tutta la Chiesa il ritorno glorioso del Signore”.

Leone XIV: udienza, “il termine preghiera designa tutta la liturgia”

“Dio al primo posto; la preghiera prima nostra obbligazione; la liturgia prima fonte della vita divina a noi comunicata, prima scuola della nostra vita spirituale”. Nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata nella basilica di San Pietro, il Papa ha citato queste parole, usate da Paolo VI promulgando la Sacrosanctum Concilium. Nella costituzione conciliare, infatti, “il termine preghiera designa tutta la liturgia”: “Questa prospettiva è decisiva, perché ha orientato la riforma liturgica dandole come asse portante la partecipazione attiva dei fedeli”, ha sottolineato Leone XIV. Nella costituzione conciliare, “la liturgia è presentata anzitutto come il luogo dell’incontro, dell’iniziativa di Dio che si fa prossimo all’umanità nel suo Figlio, il Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo”. Per questo Paolo VI, ha spiegato il Papa, “desiderava ardentemente che la Liturgia delle Ore, cioè la preghiera pubblica quotidiana della Chiesa, inseparabile dall’Eucaristia, pervadesse profondamente, ravvivasse, guidasse ed esprimesse tutta la preghiera cristiana e alimentasse efficacemente la vita spirituale del popolo di Dio”.

Leone XIV: udienza, la preghiera non è “una forma di evasione” o una “tecnica finalizzata al benessere”

“Nel nostro tempo, nei contesti dominati dalla mentalità efficientistica e consumistica, la preghiera può sembrare qualcosa di inutile e di irrisorio”. A denunciarlo è il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata nella basilica di San Pietro, dove Leone XIV ha incontrato i fedeli e i pellegrini provenienti da tutto il mondo. “In un mondo dove la scienza e la tecnica pretendono di dare tutte le risposte, pregare può apparire come una forma di evasione”, ha osservato il Pontefice nella prima udienza generale dopo la pausa estiva a Castel Gandolfo: “Inoltre, anche in diverse famiglie cristiane non avviene più la trasmissione della preghiera, mentre numerose persone rischiano di confonderla con una tecnica tra le altre, di natura psicologica e finalizzata al benessere personale”. La preghiera, invece, “in quanto dimensione fondamentale della nostra umanità, merita di essere riscoperta nella sua verità”, ha affermato il Papa riprendendo il ciclo di catechesi sulla Sacrosanctum Concilium, che “ha preso sul serio tale esigenza”.

Cultura: Rimini, giovedì 6 agosto con “Victor Hugo e Muhà: musica, parole e visioni” si conclude la rassegna “Serate al Colle” nel giardino dell’Issr Marvelli

Dopo cinque serate che hanno riunito un pubblico numeroso nel giardino dell’Istituto superiore di scienze religiose “Alberto Marvelli” a Rimini, la rassegna “Serate al Colle” si prepara all’ultimo appuntamento dell’edizione 2026.
La rassegna si concluderà giovedì 6 agosto, alle 21, con “Victor Hugo e Muhà: musica, parole e visioni”, una serata che intreccia letteratura, poesia e musica.
L’appuntamento conclusivo avrà per protagonista Sabrina Foschini, artista, scrittrice e poetessa riminese, che presenterà una serata che nasce a partire dal suo libro “Victor” (Nfc Edizioni 2025), dedicato al grande Victor Hugo. Il libro è l’omaggio di un’autrice contemporanea al grande maestro del romanticismo francese nella sua doppia veste di scrittore e di talentuoso disegnatore. Il testo è, infatti, impaginato in maniera da affiancare ogni singolo monologo a un rapido schizzo di Hugo, spesso eseguito a penna, con lo stesso inchiostro che usava per la stesura dei suoi romanzi.
Ad accompagnare la lettura saranno Paolo Agostinelli (batteria e percussioni) e Giovanni Massante (chitarra classica e sintetizzatori), due dei quattro musicisti del gruppo Muhà. Il loro progetto musicale attraversa i linguaggi della world music e del jazz mediterraneo, alternando composizioni acustiche ed elettroniche alla ricerca di atmosfere suggestive, in dialogo con le parole e le immagini evocate dai testi.
Sarà così un viaggio in cui musica, poesia e visioni si incontrano per restituire tutta la forza immaginativa dell’opera di Victor Hugo e l’originale interpretazione che ne offre Sabrina Foschini.
Commentano gli organizzatori: “Questo ultimo appuntamento rappresenta anche l’occasione per ringraziare tutte le persone che, settimana dopo settimana, hanno scelto di condividere questo percorso culturale. Dalla serata inaugurale alle proiezioni cinematografiche, passando per l’arte e il teatro, le ‘Serate al Colle’ hanno trasformato il giardino ritrovato del Marvelli in uno spazio di incontro, ascolto e dialogo aperto alla città”.
L’ingresso è libero. In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà nel teatro interno del Seminario.
La rassegna è promossa dall’Associazione Roveto Ardente aps con il patrocinio del Comune di Rimini e la collaborazione dell’Istituto superiore di scienze religiose “A. Marvelli”, della Biblioteca diocesana “Emilio Biancheri”, del Servizio diocesano per le arti “La Spina nel Fianco”, del Cinema Tiberio, di Notorius Rimini Cineclub aps e del Cartoon Club. L’iniziativa è realizzata anche con il contributo di Rivierabanca.

Leone XIV: arrivato nella basilica di San Pietro per l’udienza generale

Il Papa è arrivato nella basilica di San Pietro per l’udienza generale di oggi, che ha una collocazione insolita rispetto a quella abituale della piazza, molto probabilmente per proteggere i fedeli e i pellegrini dalle temperature elevatissime di questi giorni, con il solleone che non demorde dal cielo della Capitale, come avviene nel resto d’Italia. Migliaia le persone che gremiscono ogni spazio disponibile all’interno della basilica, munite degli immancabili telefonini per immortalare il momento. Papa Leone XIV è entrato a piedi e ha percorso tutta la navata centrale, stringendo mani ai due lati e accogliendo di buon grado i doni dei presenti. Al suo arrivo nella postazione sotto il baldacchino del Bernini, all’altare della Cattedra, il Pontefice è stato salutato da un lungo e caloroso applauso.

Spettacolo Viaggiante: Taurianova, concluso l’XI° Concorso Internazionale dei Madonnari

“Un percorso di fede e umanità, prima ancora che artistico”. Così i promotori dell’XI° Concorso Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova, parlando dell’iniziativa che si è conclusa domenica confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti più significativi dedicati all’arte madonnara, capace di “unire bellezza, spiritualità e dialogo tra i popoli”. A conquistare il primo premio è stato Andrea Grespi. La sua opera, dedicata a San Martino e ispirata al celebre dipinto di Baldassarre Franceschini, ha interpretato il tema dell’edizione 2026, “Il mondo con occhi umani, tra sacro e vissuto”. Il gesto di San Martino che divide il mantello con il povero diventa così il cuore del messaggio affidato dal concorso agli artisti: “riscoprire il potere del dono, della condivisione e della fraternità in un tempo che chiede di tornare a guardare l’altro con occhi autenticamente umani”. Un linguaggio che l’arte madonnara continua a custodire da secoli, trasformando la strada in uno spazio di contemplazione e di incontro. Accanto a Grespi sono saliti sul podio Michela Bogoni, seconda classificata con l’opera “L’abbraccio misericordioso” e la quattordicenne Carla Facciponte, terza, segno di una tradizione che continua a rinnovarsi grazie alle nuove generazioni.  “Ogni madonnaro, prima ancora di essere un artista, è una persona che sceglie di mettersi in ascolto. Con un semplice gessetto racconta la fede, la speranza, il dolore, la gioia e soprattutto l’umanità”, ha detto il presidente dell’Associazione “Amici del Palco che promuove il Concorso, Giacomo Carioti: “quest’anno abbiamo chiesto di guardare il mondo con occhi umani e gli artisti ci hanno restituito un messaggio straordinario: la bellezza nasce quando ci si accorge dell’altro. L’opera vincitrice, dedicata a San Martino, ci ricorda che il dono è il gesto più rivoluzionario che possiamo compiere e che la fraternità deve essere una scelta quotidiana. Se il nostro concorso riesce ogni anno a lasciare qualcosa nel cuore delle persone, allora significa che il gesso ha compiuto la sua missione: trasformare una strada in un luogo di speranza”. Per tre giorni Taurianova è diventata un luogo in cui il linguaggio dell’arte “ha saputo parlare di fede e speranza. Perché i disegni realizzati con il gesso possono essere cancellati dal tempo, ma il messaggio che custodiscono continua a vivere nel cuore di chi li ha incontrati”.

Meeting Rimini: Fondazione Terra Santa presente con incontri e iniziative. Custode Ielpo: “Rimanere e custodire: il senso della presenza cristiana oggi”

La Fondazione Terra Santa Ets sarà tra i protagonisti della 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma a Rimini dal 21 al 26 agosto sul tema “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Attraverso uno stand dedicato, incontri, testimonianze e momenti culturali, la Fondazione presenterà il lavoro della Custodia di Terra Santa e le attività di sostegno alle comunità cristiane del Medio Oriente. “Vogliamo portare al Meeting la voce di una Terra Santa viva: una terra ferita, ma sempre capace di generare incontro, educazione, cultura e speranza”, afferma Andrea Benzoni, segretario generale della Fondazione Terra Santa Ets. Presso lo stand nel padiglione C5 sarà possibile conoscere le iniziative editoriali e informative della Fondazione, insieme ai progetti a favore delle comunità locali. Tra gli appuntamenti di rilievo, il concerto inaugurale del Meeting, venerdì 21 agosto al Teatro Galli, sarà affidato allo Yasmeen Choir, coro giovanile del Magnificat Institute di Gerusalemme, la scuola musicale della Custodia di Terra Santa. Domenica 23 agosto si parlerà invece della situazione libanese con mons. César Essayan, vicario apostolico di Beirut dei Latini, e Francesca Lazzari di Avsi. Atteso l’incontro di lunedì 24 agosto, all’Auditorium Intesa Sanpaolo, dal titolo “Amare la Terra Santa”, che vedrà dialogare il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, e padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza. Nello stesso giorno si svolgeranno anche un confronto sul conflitto israelo-palestinese con Olivier Roy e Joseph Weiler e un incontro con i giovani dedicato alla vita delle comunità cristiane della regione. A chiudere il percorso, mercoledì 26 agosto, saranno gli appuntamenti dedicati al Libano, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e mons. Essayan, e l’incontro “Scrutando il cielo di Gerusalemme” con il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, in dialogo con alcuni giovani. Per spiegare il significato della presenza cristiana nei Luoghi Santi, padre Ielpo indica due parole chiave: “rimanere” e “custodire”. “Rimanere oggi in Terra Santa significa condividere il destino delle persone che ci sono affidate e custodire una speranza che non si nutre di risultati immediati, ma si fonda sulla Risurrezione di Cristo”, afferma il Custode. Una speranza che, aggiunge, trova nel Santo Sepolcro il suo simbolo più eloquente, perché “l’ultima parola non appartiene alla morte”. Da qui l’impegno quotidiano della comunità cristiana, che continua ad “aprire scuole, sostenere famiglie, anziani, bambini e poveri, pregare ogni giorno”. Un’opera che, conclude padre Ielpo, consiste nel “custodire una speranza certa e una fraternità possibile” e nel proteggere “quei piccoli germogli di dialogo che ancora resistono, che raramente fanno notizia ma che tengono aperta la possibilità della pace”.

Diocesi: Fano, a Torrette va in scena il “Cantico delle Creature”

Un’atmosfera di condivisione spirituale si appresta ad animare la comunità di Torrette di Fano. Nell’ambito della rassegna “Incontri d’estate”, venerdì 7 agosto, alle ore 21, presso la parrocchia di San Paolo Apostolo e San Carlo Acutis, si terrà lo spettacolo musicale dal “Cantico delle Creature”. ​L’evento, spiega la diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, nasce con l’intento di unire arte, memoria spirituale e impegno sociale in un’unica ed emozionante serata. Il programma proporrà un intreccio tra i celebri brani dedicati alla figura di San Francesco d’Assisi e grandi classici intramontabili della musica. Protagonista della serata sarà l’ensemble SoapOpera Dream: ​Elisabetta Maddalena Cordella, soprano, guiderà il pubblico attraverso i passaggi cantati con raffinatezza ed estensione vocale, Luca Casadei, alla fisarmonica, accompagnerà le esibizioni con il timbro avvolgente e versatile del suo strumento, ​Milva e Roberto, ballerini di tango, arricchiranno lo spettacolo portando in scena la carica emotiva e la poesia plastica della loro danza. ​L’iniziativa non ha unicamente una valenza culturale e di intrattenimento, ma risponde a una causa di solidarietà: si tratta infatti di un concerto di beneficenza il cui ricavato andrà a sostegno delle attività di Emergency.

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