Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 11 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Azzardo: nuove Linee guida Agcom. Forum famiglie e Alea, prevenzione intervenga su responsabilità di chi promuove il gioco
Nella nota congiunta firmata da Adriano Bordignon, presidente Forum nazionale delle associazioni familiari, e Maurizio Fiasco, past-president Alea-Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, a seguito delle nuove linee guida Agcom sulla pubblicità per scommesse e azzardo, si legge ancora: “Avevamo insistito affinché fossero definiti precisi limiti di responsabilità giuridica per l’intero sistema che organizza, rende disponibile, comunica e trae ricavi dal gioco d’azzardo. Una richiesta che abbiamo avanzato e che è stata condivisa anche dalle associazioni dei consumatori e che non ha trovato alcun riscontro”. Quindi “il giudizio complessivo sulla delibera rimane prevalentemente critico, pur riconoscendo alcuni elementi positivi: dalle correzioni terminologiche, con l’abbandono del termine improprio e ormai superato ‘ludopatia’, ad alcuni dispositivi che rendono più difficile utilizzare bonus, immagini di vincita, marchi e altri strumenti comunicativi come veicoli di pubblicità surrettizia”. Permangono altre criticità: Ad esempio, i “bonus” “continuano a essere ammessi senza l’obbligo di chiarire al consumatore che si tratta di strumenti figurativi o virtuali.
Alea e Forum nazionale delle Associazioni familiari continueranno quindi a sollecitare le istituzioni affinché « vengano adottati strumenti realmente efficaci per la tutela della salute pubblica, delle famiglie e dei consumatori. È una responsabilità che non può essere rinviata, tanto più in una fase nella quale l’offerta industriale di gioco d’azzardo continua a registrare incrementi a due cifre, mentre crescono i costi sociali ed economici per le famiglie, aumenta lo sconcerto dell’opinione pubblica e il Parlamento rimane silente. La prevenzione non può limitarsi a chiedere al giocatore di controllarsi. Deve intervenire sulle responsabilità di chi il gioco lo produce, lo promuove, lo rende disponibile e ne trae profitto”.
Azzardo: nuove Linee guida Agcom. Forum famiglie e Alea, ok a modifiche introdotte ma la valutazione complessiva rimane critica
“In questi mesi abbiamo vigilato affinché l’Agcom non ripetesse la scorrettezza del 2019, quando il suo regolamento aprì di fatto la strada alla pubblicità delle scommesse, arrivando a mettere in discussione l’applicazione della legge dello Stato sul divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo. Raccogliamo perciò con soddisfazione la nota del 29 giugno del ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, con la quale ha chiesto all’Agcom di garantire la piena e integrale applicazione del divieto di pubblicità”. Lo hanno dichiarato, in una nota congiunta, Adriano Bordignon, presidente Forum nazionale delle associazioni familiari, e Maurizio Fiasco, past-president Alea-Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, a seguito delle nuove linee guida Agcom sulla pubblicità per scommesse e azzardo. “Da parte nostra, dopo essere intervenuti nella fase di consultazione con un documento e attraverso un’audizione presso l’autorità, prendiamo atto delle modifiche introdotte dalle Linee guida appena rese note nella giornata di ieri, ma esprimiamo una valutazione complessivamente critica. La disciplina prospettata continua, infatti, a concentrare la prevenzione soprattutto sul comportamento individuale del giocatore, lasciando sullo sfondo la responsabilità dei concessionari, i danni prodotti alle famiglie e la necessità di un controllo realmente indipendente delle campagne di comunicazione”.
“Va riconosciuto che è stato opportunamente fissato il principio secondo cui una comunicazione sul cosiddetto ‘gioco responsabile’ deve essere valutata in relazione ai suoi effetti concreti, considerando contenuto, forma, contesto, frequenza, utilizzo del marchio e possibili richiami all’offerta commerciale. È un principio sul quale abbiamo fortemente insistito, chiedendo di impedire la beffa delle pseudo ‘pubblicità progresso’ sull’azzardo che invece lo incentivano: messaggi formalmente presentati come strumenti di prevenzione che producono attraverso immagini, suoni, linguaggi o ambientazioni, un effetto di normalizzazione o attrazione verso il gioco d’azzardo”.
“Tuttavia, le Linee guida continuano a riferire la tutela prevalentemente al solo giocatore e alla sua capacità di autolimitazione. Non viene riconosciuto in modo esplicito il ruolo dei familiari e dei terzi danneggiati e non vengono introdotte avvertenze obbligatorie sui danni economici, familiari e relazionali provocati dalla dipendenza da azzardo”. “Lascia interdetti poi il persistere di una refrattarietà al principio che più volte abbiamo preteso venisse rispettato: la tutela della salute non può essere delegata ai privati. Riteniamo infatti particolarmente significativa il nodo relativo alla rappresentazione dei danni correlati al gioco d’azzardo. La delibera Agcom richiama, a questo proposito, un documento elaborato da un ente di certificazione industriale, anziché prevedere – come sarebbe necessario in una materia che riguarda direttamente la salute pubblica – un riferimento istituzionale del ministero della Salute. È molto grave che il ministero della salute continui a rimanere in una posizione di inerzia e tutto ciò non può in alcun modo giustificare lo spostamento delle questioni sanitarie dalla sfera pubblica a quella privata”.
Leone XIV: “profondamente addolorato per il tragico terremoto in Colombia”
Papa Leone XIV si è detto oggi “profondamente addolorato per il tragico terremoto che ha colpito duramente diverse zone della Colombia, causando morti e numerosi feriti, nonché gravi danni materiali, anche a molte chiese” ed “eleva preghiere per l’eterno riposo dei defunti”, pregando il Signore “per la pronta guarigione di coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”. Lo scrive in un telegramma firmato dal Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, inviato a monsignor Francisco Javier Munera Correa, arcivescovo di Cartagena e presidente della Conferenza episcopale colombiana. Papa Leone XIV esprime “le più sentite condoglianze” alle famiglie che, “in quest’ora di profondo dolore, piangono la perdita dei loro cari” assicurando “la sua vicinanza spirituale” e “gratitudine a tutti coloro che, con generosa dedizione, si adoperano nelle operazioni di ricerca, soccorso e assistenza alle vittime. Allo stesso tempo, per intercessione della Beata Vergine Maria, chiede al Signore di donare all’amato popolo colombiano i doni della forza spirituale e della speranza cristiana; e impartisce loro con tutto il cuore la Benedizione Apostolica”.
Libano: abolita la pena di morte. Amnesty, “vittoria di enorme importanza”
Oggi, 11 agosto 2026, il parlamento libanese ha approvato la legge che abolisce la pena di morte sostituendola con l’ergastolo ai lavori forzati, ufficializzando una moratoria sulle esecuzioni in vigore dal 17 gennaio 2004. Una volta che il testo sarà stato firmato dal presidente della repubblica e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, il Libano sarà il 114mo stato ad aver abolito la pena di morte. In totale gli Stati che non ricorrono più alla pena capitale per legge o per prassi sono 145, a fronte dei 54 che la mantengono.
“Il voto del parlamento libanese è una vittoria di enorme importanza, che ha trasformato una precaria sospensione delle esecuzioni nella protezione giuridica del diritto alla vita. La giustizia deve essere fondata sui diritti umani”, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice di Amnesty international per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. “Ci aspettiamo che le autorità libanesi commutino tutte le condanne a morte, ratifichino il Secondo protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha per obiettivo l’abolizione della pena capitale, e che portino avanti ulteriori riforme per rafforzare un sistema giudiziario basato sulla dignità, sull’equità e sul rispetto per i diritti umani”, ha aggiunto Morayef.
Amnesty ha sottolineato che l’adozione della legge abolizionista, proposta da sette deputati il 7 ottobre 2025, è anche frutto delle iniziative delle organizzazioni della società civile quali l’Associazione libanese per i diritti civili, la Campagna nazionale per l’abolizione della pena di morte in Libano e l’Associazione giustizia e perdono. Secondo la direzione delle carceri libanesi, alla fine del gennaio 2026 erano 85 i prigionieri in attesa dell’esecuzione.
Libri: in ristampa il testo del 1656 sull’approdo delle reliquie di sant’Agata a Gallipoli. Mons. Renna, “rinsaldare i vincoli con Catania”
Esce in ristampa anastatica, con testo latino e traduzione italiana a fronte, “Congettura sull’approdo delle reliquie di S. Agata Vergine e Martire a Gallipoli”, opera del canonico catanese Giovanni Battista Grossi pubblicata originariamente nel 1656. Il volume, curato dagli studiosi Elio Pindinelli e Mario Cazzato ed edito da Prospettive editore ed Edizioni ArtWork Cultura, è stato presentato il 5 agosto nella basilica cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli.
L’opera affronta la vicenda dell’approdo a Gallipoli delle reliquie di Sant’Agata durante il viaggio di ritorno da Costantinopoli a Catania nel 1126, alla quale è legata la tradizione del rinvenimento sul lido gallipolino della reliquia della Sacra Mammella della martire. Per la nuova edizione i curatori hanno utilizzato la copia a stampa conservata nella Biblioteca regionale universitaria di Catania e il manoscritto n. 241 della Biblioteca provinciale di Lecce. “Con gioia, in questo Anno Agatino, anche con questa pubblicazione, contribuiamo a rinsaldare quei vincoli di comunione ecclesiale tra Catania e Gallipoli, e di stima tra le due città che si affacciano sullo Jonio”, scrive nell’introduzione mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania. Per mons. Fernando Tarcisio Filograna, vescovo di Nardò-Gallipoli, il testo costituisce “una fonte autorevole nella ricostruzione del viaggio che le reliquie di Sant’Agata compirono nel 1126”.
Nato come progetto editoriale condiviso con l’associazione Gallipoli Nostra per il IX centenario del rinvenimento della Sacra Mammella, il volume esce in occasione del gemellaggio tra le Chiese e le città di Catania e Gallipoli, celebrato l’8 agosto nell’ambito delle iniziative per il IX centenario del ritorno delle reliquie di sant’Agata da Costantinopoli.
Kazakhstan: mons Pytlovany nominato vescovo di Karaganda. Card. Marengo augura “saggezza, forza e grazia nel servizio episcopale”
“Ci rallegriamo per la notizia della sua nomina a vescovo e ringraziamo il Santo Padre per aver provveduto in modo così appropriato alla Chiesa di Karaganda”: così il cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanbaatar e presidente della Conferenza episcopale cattolica dell’Asia centrale, in un messaggio al confratello mons. Peter Pytlovany che Papa Leone XIV ieri ha nominato vescovo di Karaganda. Succede al vescovo Adelio Dell’Oro che ha compiuto 78 anni. Il card. Marengo dà il benvenuto a mons. Pytlovany anche all’interno della Conferenza episcopale, che il nuovo vescovo già ben conosce essendo stato per diversi anni portavoce: “Ora, in qualità di vescovo, ne diventate membro a pieno titolo”, scrive il cardinale, augurando “saggezza, forza e abbondante grazia nel vostro servizio episcopale”. L’ordinazione del nuovo vescovo avverrà il prossimo 10 ottobre. Nato a Brzozów (Polonia) nel 1969 e ordinato sacerdote nel 1994, Piotr Pytlowany ha conseguito il dottorato in teologia a Cracovia nel 2018. Dal 1995 opera in Kazakhstan come sacerdote fidei donum, come parroco, poi rettore del seminario di Karaganda e portavoce della Conferenza episcopale. Dal 2025 è parroco della cattedrale di Astana.
Diocesi: card. Artime ad Assisi, “la testimonianza di Chiara è un dono per tutto il mondo”
“La testimonianza di Santa Chiara non parla soltanto alle clarisse, ma parla a tutti noi ed è un dono di santità per tutta la Chiesa: ad alcuni insegna a rimanere, ad altri a ritornare all’essenziale, ad altri ancora a non avere paura della fragilità. E forse a tutti dice ‘lasciatevi amare da Cristo’”. È l’auspicio del card. Ángel Fernández Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica che, martedì 11 agosto, ha presieduto la celebrazione nella basilica di Santa Chiara di Assisi, in occasione della solennità della Santa, alla presenza delle massime autorità civili e militari. “Chiara ha lasciato molto: ha lasciato una casa, una condizione sociale, le sicurezze che avrebbe potuto avere, ma soprattutto ha lasciato che Dio le togliesse tutto ciò che le avrebbe impedito di dire: ‘Tu Signore mi basti’. Questa è la povertà radicale di Chiara – ancora il porporato nell’omelia – non avere poco, ma non avere altro Dio oltre Dio. Non ha incontrato un progetto di vita, ma ha incontrato Cristo Gesù. Chiara e Francesco hanno ascoltato quella parola, ed è nata una vita nuova”.
Terremoto in Colombia: card. Zuppi, “vicinanza fraterna della Chiesa italiana”. “Destineremo risorse straordinarie per far fronte all’emergenza”
“Vicinanza fraterna e partecipazione commossa” sono state espresse dal card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, al popolo colombiano, colpito da un violento terremoto con epicentro nel municipio di San José del Palmar, nel Chocó, che ha provocato vittime, dispersi, feriti e gravi distruzioni in diverse regioni del Paese. In una lettera indirizzata a mons. Francisco Javier Múnera Correa, arcivescovo di Cartagena e presidente della Conferenza episcopale colombiana, Zuppi ha manifestato la solidarietà della Chiesa italiana “in questo momento di grande sofferenza”, con “l’impegno a destinare risorse straordinarie per far fronte a questa prima emergenza”.
“La preghiera ci unisce e ci rende prossimi a chi soffre, soprattutto ai più poveri e fragili, ai familiari delle vittime, a chi è ancora in attesa di notizie dei propri cari”, ha affermato il presidente della Cei affidando “al Signore le persone che hanno perso la vita, perché conceda loro la pace eterna”. “Preghiamo – ha aggiunto il porporato – per i feriti, per gli sfollati e per quanti hanno perso la casa e i mezzi necessari alla vita quotidiana. Il Signore sostenga chi è nella prova e dia forza agli organismi di soccorso, al personale sanitario, ai volontari e a quanti, come è scritto nel messaggio della Sua Conferenza episcopale, con generosità e coraggio si dedicano alla ricerca, al soccorso e all’assistenza dei colpiti dalla tragedia”.
La Colombia, ha sottolineato Zuppi, è chiamata “a riconoscersi ancora una volta come un’unica famiglia: anche la Chiesa in Italia desidera essere, in questo momento, parte di quella famiglia, vicina nella preghiera e pronta alla solidarietà concreta”. “Invochiamo l’intercessione materna di Maria, tanto amata dal popolo colombiano, perché lenisca il dolore delle famiglie, protegga i bambini e non lasci smarrire la speranza: quella speranza che nasce dalla fraternità, dalla mano tesa e dalla comunione dei cuori”, sono state le parole del Presidente della Cei che ha voluto far giungere “alla Chiesa in Colombia, ai suoi Pastori e a quanti sono impegnati accanto alla popolazione colpita, l’abbraccio fraterno e la vicinanza orante della Chiesa italiana”. “Il Signore – ha concluso il presidente della Cei – doni conforto, forza e speranza a tutto il popolo colombiano”.
Lavoro: Mcl Toscana firma accordo con Consolato ucraino per i servizi di Patronato e Caf
I lavoratori ucraini e le loro famiglie che vivono in Toscana potranno usufruire dei servizi del Movimento cristiano dei lavoratori, come patronato e Caf a particolari condizioni. È ciò che prevede l’accordo di collaborazione firmato da Mcl regionale e il Consolato onorario della Repubblica Ucraina di Firenze. “Con questa iniziativa il Movimento rinnova vicinanza e solidarietà all’Ucraina che non si piega all’aggressione della Russia di Putin, ma è anche un modo concreto per favorire maggiore integrazione con quanti hanno dovuto lasciare il loro Paese o comunque vivono e lavorano nella nostra Regione”, ha sottolineato il presidente del Mcl della Toscana, Pierandrea Vanni, che ha sottoscritto l’accordo assieme alla Rappresentante del Consolato, e in questi giorni viene portato a conoscenza delle autorità ucraine competenti. “A settembre – anticipa Vanni –, faremo un incontro con la rappresentante del Consolato e con tutti i presidenti provinciali del Movimento per concordare ulteriori iniziative in grado di supportare ulteriormente le esigenze dei suoi connazionali. Pensiamo a corsi di italiano con il nostro Ente di formazione, Efal, e a un supporto per quelle che possono essere esigenze di natura sociale e sanitaria”.
Ungheria: vescovi su difesa della vita, “sia priorità, no a competizione politica”
Si è riaperto in Ungheria il dibattito sul tema della tutela della vita, ed è per questo che la Conferenza episcopale ungherese ha diffuso una nota per ribadire che “la vita umana va protetta ed è inviolabile dal concepimento fino alla morte naturale”. Nel messaggio si fa riferimento a Papa Leone XIV e al fatto che “una società è sana e progredisce davvero solo se custodisce la sacralità della vita” e che aborto ed eutanasia sono “scelte che la Chiesa ritiene gravemente errate”. Invece se in una società la vita di alcuni viene considerata sopprimibile, la dignità della vita umana viene gravemente ferita. I vescovi ricordano come la Chiesa si spenda concretamente e da tempo a fianco delle famiglie in crisi o delle mamme sole: “Madri e figli non sono avversari. Le situazioni di crisi possono essere risolte con un aiuto concreto”, spiegano, invitando il governo a non ragionare su questi temi “in base alla quotidiana competizione politica, ma sulla base di quale soluzione aiuti realmente i nascituri indifesi e i genitori in difficoltà. Da parte dei vescovi la disponibilità a offrire la propria esperienza per collaborare e “costruire insieme una cultura della vita, non solo a parole, ma con un aiuto tangibile e quotidiano”.
Migranti: ricordati a Catania i sei giovani egiziani morti nel 2013. Sant’Egidio, “ogni vita perduta nel Mediterraneo è un fallimento collettivo”
“Ogni vita perduta nel Mediterraneo è un fallimento collettivo”. È il messaggio della Comunità di Sant’Egidio di Catania per la commemorazione dei sei giovani egiziani morti il 10 agosto 2013 davanti alla costa etnea, mentre cercavano di raggiungere la riva. Una memoria che, a tredici anni di distanza, viene richiamata non come semplice ritualità, ma come invito a interrogare le politiche europee sulle migrazioni. “Erano ragazzi che inseguivano un futuro, trovando invece la morte a pochi metri dalla riva. È una ferita che non riguarda solo la città, ma l’intero continente europeo”, viene sottolineato nella nota, collegando quanto accaduto a Catania alle attuali tensioni alla frontiera di Ceuta e al confronto tra gli Stati membri sulla gestione delle frontiere e sulla libera circolazione. “L’Europa continua a oscillare tra la tentazione del fortino e l’obbligo morale dell’accoglienza”.
Catania, insieme a Ceuta e Lampedusa, viene indicata come un “punto di verità”, nel quale misurare concretamente la capacità dell’Europa di tradurre i propri valori nella tutela della vita e della dignità delle persone migranti. Nel ricordo viene richiamato anche l’appello di Papa Leone pronunciato durante la visita a Lampedusa del 4 luglio: “Non possiamo abituarci al dolore che attraversa questo mare”. Ricordare i sei giovani egiziani significa dunque “rifiutare la normalizzazione della morte in mare” e chiedere che il Mediterraneo non diventi “un confine armato” o “un cimitero liquido”. “La memoria non è un gesto di pietà: è un atto politico, civile, umano. Ricordare è il primo passo per cambiare”.
Agricoltura: Coldiretti, “per caldo estremo, siccità, grandine e roghi danni per oltre 3 miliardi di euro nei campi italiani”
“Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro”. Questa la prima stima diffusa da Coldiretti, secondo cui “il conto degli effetti del cambiamento climatico potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare. La situazione più critica resta concentrata al Nord, dove la scarsità d’acqua sta mettendo a rischio intere produzioni. In alcune aree il mais rischia di andare completamente perso, mentre cresce l’allarme per il riso, con punte del 40% di calo del raccolto”. “In Piemonte – viene spiegato in un comunicato – il quadro rimane particolarmente preoccupante, con un marcato deficit di precipitazioni e riserve idriche inferiori di circa il 30% rispetto alla norma. A soffrire sono riso, mais, ortofrutta, noccioleti, prati e pascoli. Coldiretti torna a chiedere di accelerare la realizzazione del piano degli invasi, indispensabile per assicurare acqua alle colture, e l’attivazione dello stato di calamità, richiesta anche per la Liguria. In Lombardia, così come nelle principali aree risicole del bacino del Po, la disponibilità di acqua si è ridotta fino alla metà, alimentando la preoccupazione delle aziende. Particolarmente sotto pressione sono mais e colture estive, con perdite che in alcune zone arrivano al 70%, mentre nel Mantovano è scattato l’allarme anche per le zucche”. “In Veneto ed Emilia-Romagna aumenta il ricorso all’irrigazione per cercare di salvare le produzioni, con un conseguente incremento dei costi a carico delle imprese. Restano sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietola e foraggi, mentre a complicare ulteriormente il quadro è l’avanzata del cuneo salino, che riduce la disponibilità di acqua dolce”, prosegue l’associazione, aggiungendo che “nel Centro Italia le temperature elevate continuano a mettere sotto pressione ortaggi, frutta, oliveti e vigneti”. “Nel Lazio – spiega Coldiretti – il caldo prolungato sta colpendo in particolare ortofrutta, foraggi e mais, con cali delle rese fino al 20% per alcune produzioni ortofrutticole e perdite tra il 20% e il 30% per i foraggi. In difficoltà anche gli allevamenti, dove le alte temperature stanno causando una riduzione della produzione di latte fino al 10% al giorno. Alla perdita di produzione si somma l’aumento dei costi per irrigazione, energia e gasolio, comprimendo ulteriormente i margini delle aziende agricole. Al Sud e nelle Isole, invece, lo stress idrico interessa soprattutto ortaggi e pomodoro, con il rischio di una riduzione delle rese”. “A quella della siccità si aggiunge infine l’emergenza incendi. In Sardegna i roghi hanno già devastato migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni, causando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture agricole. Complessivamente, dall’inizio dell’anno sono quasi 80mila gli ettari di boschi e terreni andati in fumo”, secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis. Per l’associazione, “la gravità della situazione siccità è evidenziata anche dalla situazione dei grandi laghi. Il riempimento di quello di Como è a circa il 7% rispetto al volume teorico di riempimento, mentre per quello Maggiore si scende addirittura al 3%, l’Iseo è all’11% e il Garda è al 46%”, secondo l’analisi Coldiretti su dati Laghi.net. Pesante pure la situazione del Po dove a Pontelagoscuro il livello è di 6,90 metri sotto lo zero idrometrico, mentre a Cremona è di 8,50 metri.
Diocesi: Melfi-Rapolla-Venosa, i 950 anni della cattedrale celebrati il 12 e il 15 agosto
“La cattedrale è la chiesa madre della nostra diocesi: da quasi dieci secoli custodisce una storia di fede che ci è stata consegnata e che oggi siamo chiamati a custodire e a trasmettere”. Lo scrive mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, in una lettera pastorale per il 950° anniversario della fondazione della basilica cattedrale di Melfi, che la diocesi celebrerà con due appuntamenti legati al cammino sinodale. Mercoledì 12 agosto, alle 18.30, la memoria della solenne ridedicazione del tempio sarà presieduta dall’arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, mons. Davide Carbonaro: la data ricorda la ridedicazione a Santa Maria Assunta dopo il terremoto del 1930, i cui restauri riportarono alla luce l’antico affresco bizantino della Vergine Kiriotissa. Sabato 15 agosto, sempre alle 18.30, nella solennità dell’Assunzione, patrona e madre della città e della diocesi, la liturgia sarà presieduta dall’arcivescovo emerito di Brindisi-Ostuni, mons. Rocco Talucci, definito da mons. Fanelli “figlio amato” della Chiesa locale. “Celebrare questo anniversario è prima di tutto rendere grazie al Signore per il dono della fede”, spiega il vescovo, “ed è occasione per rinnovare il desiderio di essere una Chiesa capace di annunciare il Vangelo e di stare accanto alle donne e agli uomini del nostro tempo”. Le celebrazioni, aggiunge, si inseriscono nel cammino sinodale diocesano, chiamato a “camminare insieme, ascoltarci e ascoltare ciò che lo Spirito Santo vuole dire alla nostra Chiesa”, per essere “un cuor solo e un’anima sola”.
Periferie: Palermo, una giornata al mare per i bambini dello Zen grazie alla collaborazione tra Carabinieri e Fondazione L’Albero della Vita
Una giornata al mare tra tuffi, giochi e attività dedicate alla legalità. Circa 40 bambini e ragazzi del quartiere Zen di Palermo sono stati ospiti questa mattina del Lido del Carabiniere di Isola delle Femmine, nell’ambito della collaborazione tra il Comando provinciale dei Carabinieri di Palermo e la Fondazione L’Albero della Vita.
I partecipanti fanno parte di “Varcare la Soglia”, programma nazionale di contrasto alla povertà, e sono stati accompagnati dagli operatori della Fondazione e dai militari dell’Arma. L’iniziativa si inserisce in un percorso portato avanti da anni nel quartiere, che vede impegnati in particolare i Carabinieri della Stazione San Filippo Neri in attività di vicinanza e sostegno alla comunità. “Da anni questa sinergia virtuosa contribuisce a tessere una rete di supporto per le famiglie in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica – afferma Serena Fleres, coordinatrice nazionale di “Varcare la Soglia” per la sede siciliana della Fondazione –. La giornata al Lido, aggiunge, mostra come l’educazione alla legalità passa anche attraverso gesti di vicinanza e umanità e come la collaborazione possa costruire ponti, abbattere barriere e offrire ai più giovani la possibilità di guardare al futuro con speranza e fiducia.
L’appuntamento rappresenta anche il coronamento di un anno di attività di doposcuola svolte con il coinvolgimento dei militari della Stazione San Filippo Neri. “Questa fattiva collaborazione ci ha permesso di entrare in contatto con le famiglie dello Zen 2 e di costruire un rapporto di profonda fiducia con i più piccoli”, sottolinea il comandante della Compagnia Palermo San Lorenzo, maggiore Andrea Maria Ortolani. “Vedere la gioia dei bambini al Lido dell’Arma è bellissimo – conclude Ortolani –, ma il valore più grande sta nel legame che si è creato, un filo diretto che si rinnova ogni giorno quando ci incontrano nel quartiere durante i servizi di pattugliamento”.
Libano: abolizione pena di morte. Kallas (Ue), “esempio per tutto il Medio Oriente”
L’Unione europea “si congratula con il Libano per l’adozione della legge che abolisce la pena di morte, annunciata al IX Congresso mondiale contro la pena di morte tenutosi a Parigi il 30 giugno. Questa storica legislazione rappresenta un significativo passo avanti per i diritti umani nel Paese”. Lo afferma Kaja Kallas, Alto rappresentante a nome dell’Ue sull’abolizione della pena di morte nel Paese mediorientale. “L’abolizione della pena di morte per tutti i reati, anche attraverso la sua applicazione retroattiva, è un importante traguardo che si basa sulla moratoria di fatto sulle esecuzioni in vigore in Libano dal 2004 e testimonia l’impegno del Libano a rispettare, proteggere e realizzare il diritto alla vita”. “Essendo il primo Paese della regione ad abolire la pena di morte, il Libano offre un esempio concreto per gli altri Paesi del Medio Oriente e non solo, rafforzando la forte tendenza globale verso l’abolizione e il crescente sostegno internazionale per la fine della pena di morte in tutto il mondo”. L’Unione europea “esorta coloro che stanno valutando la sua reintroduzione ad astenersi da un passo così regressivo”.
Gioco d’azzardo: Gualzetti (Consulta antiusura), “linee guida Agcom passo prezioso ma serve coraggio politico. Stop a ogni pubblicità mascherata”
“Accogliamo con favore la pubblicazione delle nuove linee guida dell’Agcom sulle campagne di informazione sul gioco responsabile. Il divieto di utilizzare testimonial e influencer, unito ai forti limiti posti all’inserimento di loghi, Qr code, quote e bonus promozionali negli spot, rappresenta un argine necessario e importante contro l’esposizione continua dei cittadini, in particolare dei più giovani, alle lusinghe dell’azzardo”. Lo si afferma in una dichiarazione del presidente della Consulta nazionale antiusura “San Giovanni Paolo II”, Luciano Gualzetti. “Tracciare un confine netto e rigoroso tra la reale prevenzione e la pubblicità commerciale mascherata era un atto doveroso per tutelare le famiglie e prevenire le derive del sovraindebitamento e dell’usura. Il disturbo da gioco d’azzardo è una ferita sociale che colpisce intere famiglie, genera indebitamento, sofferenza e, troppo spesso, apre la strada all’usura. Tuttavia, la nostra attenzione resta massima. La vera sfida sarà l’applicazione rigorosa di queste norme e il monitoraggio costante contro ogni tentativo di aggiramento, specialmente nei canali digitali e nei portali di comparazione”.
Gualzetti prosegue: “La Consulta continuerà a lavorare perché ogni comunicazione sul gioco sia sobria, chiara, non ambigua, e perché le istituzioni assumano pienamente la responsabilità di proteggere i cittadini più fragili. Le linee guida Agcom sono un passo avanti. Ora serve coraggio politico per completare il percorso: meno pubblicità, più prevenzione, più sostegno alle persone e alle comunità che ogni giorno affrontano le conseguenze dell’azzardo”.
Salute: Osp. Bambino Gesù, in aumento i casi di ingestione accidentale di batterie a bottone tra i bambini
Crescono i casi di ingestione accidentale di batterie a bottone tra i bambini. L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù segnala che nei primi sette mesi del 2026 sono stati registrati 7 ricoveri per gravi lesioni all’esofago causate da batterie rimaste bloccate, contro i 2 dell’intero 2025. Sei casi si sono concentrati tra maggio e luglio. I piccoli pazienti, provenienti anche da altre regioni, hanno richiesto cure multispecialistiche e in alcuni casi il ricovero in terapia intensiva. “L’ingestione di una batteria a bottone rappresenta una vera emergenza tempo-dipendente”, avverte Filippo Torroni, responsabile dell’Alta specializzazione di Endoscopia digestiva d’urgenza dell’Unità operativa complessa di Gastroenterologia e Nutrizione del Bambino Gesù. “Se la batteria rimane bloccata nell’esofago, può provocare lesioni gravissime già nel giro di due ore. Il bambino può anche non presentare sintomi evidenti, mentre il danno ai tessuti può essere già in atto. Per questo, in caso di ingestione certa o anche solo sospetta, è fondamentale recarsi immediatamente in Pronto Soccorso”. Gli specialisti spiegano che il contatto della batteria con i tessuti può provocare rapidamente ustioni della parete esofagea, con possibili complicanze severe quali perforazioni, stenosi, fistole ed emorragie potenzialmente fatali. Il problema è che spesso l’ingestione passa inosservata agli adulti e i sintomi iniziali possono essere aspecifici: difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva, vomito, tosse improvvisa o dolore toracico e addominale. L’ospedale ricorda inoltre l’importanza della prevenzione. Le batterie a bottone sono presenti in numerosi oggetti di uso quotidiano, come telecomandi, chiavi elettroniche dell’auto, giocattoli, termometri e apparecchi acustici. È quindi necessario conservarle fuori dalla portata dei bambini e verificare che i vani batteria siano adeguatamente protetti. Dal gennaio 2025 a oggi il pronto soccorso del Bambino Gesù ha assistito circa 650 bambini per ingestione di corpi estranei. Nello stesso periodo sono stati effettuati 34 interventi di rimozione endoscopica; le batterie a bottone, pur rappresentando solo una parte dei casi, sono responsabili di circa un intervento urgente su tre, a conferma della loro elevata pericolosità.
Tutela minori: ad agosto l’Associazione Meter non va in vacanza, restano attive le linee di ascolto per bambini, adolescenti e famiglie
L’Associazione Meter non va in vacanza e continua a garantire ogni giorno i propri servizi di ascolto e supporto psicologico rivolti a bambini, adolescenti e famiglie. Un presidio che, proprio nei mesi estivi, diventa ancora più importante. Lo rende noto l’associazione in un comunicato diffuso oggi in cui aggiunge che la chiusura delle scuole e la sospensione di molte attività educative riducono i punti di riferimento per tanti minori. Allo stesso tempo, il maggiore tempo trascorso online e la minore supervisione degli adulti possono aumentare l’esposizione a rischi come adescamento, cyberbullismo, sextortion, diffusione di immagini intime e altri fenomeni di violenza digitale. Per questo restano sempre disponibili il numero verde 800 455270, i moduli di contatto presenti sul sito dell’associazione e i canali social, sempre più utilizzati dai giovani per chiedere aiuto in modo immediato.
“L’estate non mette in pausa il disagio dei bambini e degli adolescenti, né tantomeno gli abusi”, afferma don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter. “Anzi, è spesso un periodo in cui molti ragazzi si ritrovano più soli, con meno occasioni per chiedere aiuto e meno figure educative a cui fare riferimento. Per questo abbiamo scelto di mantenere pienamente operativi i nostri servizi di ascolto: vogliamo che ogni minore sappia di poter trovare un adulto competente pronto ad ascoltarlo e ad accompagnarlo verso un percorso di tutela”. L’esperienza maturata da Meter dimostra come proprio durante i mesi estivi emergano situazioni che, nel resto dell’anno, rimangono spesso nascoste. Le difficoltà familiari possono accentuarsi, i conflitti aumentare e il tempo trascorso negli ambienti digitali espone bambini e adolescenti a nuove forme di violenza e sfruttamento. Parallelamente, l’associazione prosegue senza interruzioni anche l’attività di monitoraggio e segnalazione del materiale pedocriminale online, svolta in collaborazione con le Forze di polizia e le istituzioni competenti. “Non dobbiamo aspettare che una situazione diventi irreparabile”, conclude don Di Noto. “A volte una richiesta di ascolto, accolta nel momento giusto, può fare la differenza. Ogni bambino ha il diritto di essere protetto, ascoltato e preso sul serio, in ogni periodo dell’anno, anche ad agosto”.
Migranti: da inizio anno sbarcate 17.264 persone sulle nostre coste. Quasi 700 ad agosto
Sono finora 17.264 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 38.149 mentre nel 2024 furono 36.948. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a luglio è pari a 697. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 6.146, mentre nel 2024 furono 8.526.
Dei quasi 17.300 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 4.711 sono di nazionalità bangladese (27,3%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (2.006, 11,6%), Algeria (1.757, 10,2%), Sudan (1.453, 8,4%), Pakistan (1.308, 7,6%), Egitto (1.096, 6,3%), Eritrea (957, 5,5%), Tunisia (775, 4,5%), Mali (348, 2%), Nigeria (315, 1,8%), Etiopia (251, 1,5%), Iran (245, 1,4%), Costa d’Avorio (244, 1,4%), Guinea (237, 1,4%), Sud Sudan (206, 1,2%) a cui si aggiungono 1.355 persone (7,8%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Caldo: ministero della Salute, anche domani “bollino rosso” in 19 città
Non si attenua l’ondata di caldo in Italia. Nella giornata di domani, 12 agosto, saranno ancora 19 le città italiana da “bollino rosso”, lo stesso numero di oggi. Ne dà notizia il ministero della Salute, che sul sito web e l’app “Caldo e salute” (scaricabile gratuitamente su dispositivi mobili iOS e Android, da Apple store e Play store) rende disponibili informazioni e consigli.
Per domani è annunciato il “bollino rosso” a Bari, Bologna, Bolzano, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo. “Bollino arancione” solo ad Ancona e Cagliari mentre Brescia, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona saranno da “bollino giallo”. La situazione sarà in lievissimo miglioramento nella giornata di giovedì, quando Pescara passerà da “bollino rosso” a “bollino giallo” mentre Ancona sarà da “bollino giallo”.
Terremoto in Colombia: Cesvi, priorità a protezione di donne e bambini
“Dopo i primi soccorsi sarà fondamentale non lasciare sole le persone più vulnerabili, in particolare donne e bambini”: è quanto afferma l’ong Cesvi, impegnata sul campo per fronteggiare l’emergenza in Colombia, colpita ieri da un terremoto di magnitudo 7,4 con epicentro nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó. Secondo un bilancio ancora provvisorio, il sisma ha causato oltre 130 vittime e centinaia di feriti, mentre proseguono le operazioni di ricerca tra le macerie. Gravi danni sono stati segnalati in diverse città, tra cui Cali, Quibdó, Pereira e Manizales. Particolarmente critica la situazione a Cali, dove il terremoto ha provocato il crollo di una parte dell’Ospedale Universitario del Valle, coinvolgendo anche i reparti pediatrici e di terapia intensiva. La struttura è stata evacuata e alcune persone risulterebbero ancora intrappolate. “In queste prime ore la priorità assoluta è salvare le persone e assistere i feriti”, dichiara Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi. “Sappiamo però che gli effetti di un terremoto non terminano con la fase dei soccorsi. Nelle settimane e nei mesi successivi donne, bambini e famiglie che hanno perso la casa, i propri cari e i punti di riferimento quotidiani possono trovarsi in condizioni di estrema vulnerabilità”. L’organizzazione sta quindi valutando un possibile intervento negli ambiti della protezione dell’infanzia e delle donne e del supporto psicosociale alle comunità colpite. Il Governo colombiano ha dichiarato lo stato di calamità nazionale. Cesvi è già presente nel Paese nelle aree vicino al confine con il Venezuela, dove sostiene le famiglie in fuga dalla crisi venezuelana. Forte dell’esperienza maturata nella risposta al recente terremoto in Venezuela, l’organizzazione ritiene essenziale accompagnare la fase dell’emergenza con interventi di sostegno psicologico e protezione sociale, soprattutto per i minori, maggiormente esposti alle conseguenze della perdita della casa, della scuola e della quotidianità.
Medici cattolici: Glasa (Fiamc) scrive a suor Smerilli, “sostegno al lavoro del Dicastero per lo sviluppo umano”
La Federazione mondiale delle Associazioni mediche cattoliche (Fiamc, in inglese World Federation of the Catholic Medical Associations) ha di recente provveduto alla nomina delle cariche interne. L’assemblea generale Fiamc si è infatti tenuta a Brasilia (Brasile) il 31 luglio. Sono risultati eletti: Jozef Glasa in qualità di presidente e segretario generale ad interim; Vincenzo Defilippis tesoriere. Le restanti cariche della presidenza saranno nominate – come precisa ora una nota – dall’assemblea generale straordinaria che “si terrà dopo opportune consultazioni nei prossimi mesi”. Glasa, in una lettera inviata a suor Alessandra Smerilli, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, afferma: “A quanto mi risulta, molte questioni pertinenti all’apostolato della Santa Sede nei campi della medicina, della sanità, della ricerca biomedica, delle scienze della vita e delle biotecnologie più innovative sono di competenza del suo Dicastero; vorrei cogliere l’occasione per offrire tutto il supporto e l’aiuto professionale e/o scientifico di Fiamc che si possa ritenere utile e vantaggioso per questo importante e complesso lavoro”. “Sebbene Fiamc sia un organismo indipendente, attribuiamo la massima importanza alla migliore collaborazione possibile con la Santa Sede, e in particolare con il suo Dicastero”.
Terremoto in Colombia: Save the Children, bambini e famiglie in situazione di incertezza e paura, senza case, scuole e servizi essenziali
Il terremoto più forte che ha colpito la Colombia nell’ultimo decennio si è verificato nella parte occidentale del Paese e ha provocato distruzioni su vasta scala in tutta la regione del Pacifico. Il sisma ha lasciato bambine, bambini e famiglie in una situazione di incertezza, paura e li ha privati delle loro case, delle scuole e dei servizi essenziali. Questo è l’allarme lanciato oggi da Save the Children. Il terremoto – si legge in un comunicato dell’organizzazione – si è verificato ieri mattina mentre le famiglie erano in casa o stavano iniziando la loro giornata. Le scosse sono state avvertite anche in Venezuela. Il bilancio è ancora provvisorio, ma secondo stime preliminari oltre 100 persone, tra cui alcuni bambini, hanno perso la vita, mentre molte altre sono rimaste ferite.
“Sebbene l’entità totale dei danni sia ancora in fase di valutazione, un terremoto può sconvolgere la vita di un bambino in un istante. Dopo un evento catastrofico come questo, i più piccoli devono affrontare gravi rischi per la loro sicurezza, il loro benessere e l’accesso ai servizi essenziali. Le comunità stanno attualmente affrontando disagi e incertezze”, ha dichiarato Maria Mercedes Liévano, direttrice di Save the Children Colombia.
Al momento non si conosce ancora la portata complessiva dell’impatto poiché le infrastrutture danneggiate, le interruzioni di corrente e i disservizi nelle comunicazioni ostacolano le valutazioni in alcune delle zone più colpite. Le segnalazioni indicano che alcuni edifici sono crollati, e si teme che delle persone possano essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Le scuole e gli ospedali pubblici sono stati evacuati e molti hanno subito gravi danni, compromettendo l’accesso dei bambini all’istruzione, all’assistenza sanitaria e a spazi sicuri proprio nel momento in cui ne hanno più bisogno. Save the Children evidenzia “i bambini sono tra le persone più vulnerabili quando si verificano terremoti e devono affrontare rischi per la loro salute, la loro protezione e il loro benessere”. “Mentre proseguono gli interventi di soccorso, c’è un’urgente necessità di assistenza e sostegno salvavita per soccorrere i sopravvissuti e aiutare i bambini e le famiglie a far fronte ai loro bisogni immediati nei giorni e nelle settimane a venire”, avverte l’organizzazione che si dice “pronta a sostenere le comunità colpite e sta monitorando da vicino la situazione per fornire sostegno dove c’è più bisogno”.
Hong Kong: vescovo inglese Curry scrive al premier Burnham, “si faccia tutto il possibile per ottenere la liberazione di Jimmy Lai”
Il vescovo James Curry, responsabile per la libertà di religione e di credo della Conferenza episcopale Inghilterra e Galles, ha scritto al primo ministro Burnham per chiedergli di seguire l’esempio dei suoi predecessori e di “fare tutto il possibile per ottenere la liberazione di Jimmy Lai”. Lai, cittadino britannico, è stato condannato a 20 anni di carcere in base alle leggi sulla sicurezza nazionale del governo di Hong Kong, ampiamente condannate.
Il vescovo Curry ha dichiarato: “Il ‘crimine’ di Jimmy Lai è stato quello di esprimere le proprie preoccupazioni, partecipare a proteste pacifiche e pubblicare un giornale critico nei confronti delle nuove leggi oppressive. È stato rilasciato su cauzione per un breve periodo, poi è stato nuovamente arrestato e gli è stata negata la libertà su cauzione nel dicembre 2020. È detenuto in isolamento e le sue condizioni di salute stanno peggiorando rapidamente. Sembra che non abbia accesso ai sacramenti”.
Nel comunicato – diffuso oggi dalla Conferenza episcopale inglese – si ricorda che dal 2020, circa 200.000 migranti sono arrivati nel Regno Unito da Hong Kong, molti dei quali cattolici. La Chiesa in Inghilterra e Galles continua a fornire sostegno pastorale a tutti coloro che, provenienti da Hong Kong, lo richiedono. Il vescovo Curry aggiunge: “Offro inoltre le mie preghiere per coloro che sono perseguitati a causa della loro fede o delle loro convinzioni politiche in tutto il mondo. Chiedo ai cattolici in Inghilterra e Galles di unirsi a me nell’implorare l’intercessione di san Massimiliano Kolbe per Jimmy Lai e l’intercessione di sant’Albano e santa Francesca Cabrini per tutti coloro che sono stati costretti a lasciare il proprio paese a causa delle persecuzioni”.
Leone XIV: “Disarmare la tecnica, servire la pace. La politica come responsabilità preventiva” è il tema del Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2027
Per la celebrazione della LX Giornata mondiale della pace, che si terrà il 1° gennaio 2027, Papa Leone XIV ha scelto il tema “Disarmare la tecnica, servire la pace. La politica come responsabilità preventiva”. “Sua Santità – si legge in un comunicato del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – desidera richiamare l’attenzione sulla responsabilità morale di chi è chiamato ad agire nell’ambito politico ed esorta l’intera umanità a promuovere la dignità della persona umana e a contribuire alla costruzione della pace cominciando con il ‘disarmare la tecnica’”. “Mentre ricorda che ‘non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile’ (Magnifica humanitas, n. 198) e avverte circa i rischi connessi all’affidare all’intelligenza artificiale le scelte militari, Papa Leone XIV – conclude il comunicato – rivolge un accorato appello alla comunità internazionale affinché promuova accordi condivisi capaci di salvaguardare la responsabilità umana e i principi umanitari, nei contesti in cui vengono coinvolte la vita delle persone e la convivenza tra i popoli”.
Leone XIV: nomine e conferme nel Consiglio per l’Economia
Papa Leone XIV ha nominato membri del Consiglio per l’Economia i cardinali: Grzegorz Ryś, arcivescovo di Kraków (Polonia); Ladislav Nemet, arcivescovo di Beograd (Serbia); Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Alger (Algeria); Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa (Italia); i dottori: Denis Duverne, presidente del Consiglio di sorveglianza della Fondation pour la Recherche Médicale; Gisela Liechtenstein, amministratore delegato di Industrie und Finanzkontor Etablissement; Paolo Nusiner, direttore generale della Direzione per gli Affari generali del Dicastero per la Comunicazione; Elena Wettstein Principato, responsabile della Gestione delle Vendite di Europe International di Ubs Group AG. Ne dà notizia la Sala Stampa della Santa Sede nel bollettino odierno. Inoltre, il Papa ha confermato nel menzionato Organismo economico: come coordinatore, il card. Reinhard Marx, arcivescovo di München und Freising (Germania); come vicecoordinatore, la prof.ssa Charlotte Kreuter-Kirchhof, titolare della cattedra di Diritto pubblico tedesco e straniero, Diritto internazionale e Diritto europeo presso la Juristischen Fakultät della Heinrich-Heine Universität Düsseldorf (Germania); come membri, i cardinali: Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di São Paulo (Brasile); Gérald Cyprien Lacroix, dell’Istituto Secolare Pio X, arcivescovo di Québec (Canada); Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark (Stati Uniti d’America); i dottori: Leslie Jane Ferrar, amministratore fiduciario dell’arcidiocesi di Westminster (Gran Bretagna), e Alberto Minali, amministratore delegato di Revo Insurance; infine, come segretario, mons. Brian Edwin Ferme.
Diocesi: mons. Maffeis (Perugia) porta la benedizione di Leone XIV, “il Papa pensa spesso alla nostra città”
“Questa mattina, durante l’udienza che mi ha concesso il Santo Padre, ho menzionato la nostra cattedrale e la nostra città che fanno riferimento a san Lorenzo. Papa Leone mi ha detto: ‘Porta a tutti il mio pensiero e la mia benedizione’. E poi ha aggiunto: ‘Penso spesso alla vostra città, se non altro perché è nominata quasi tutti i giorni come una delle città italiane più calde’”. Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Ivan Maffeis, nel pomeriggio di ieri, 10 agosto, all’inizio dell’omelia della solenne celebrazione eucaristica della festa di San Lorenzo, diacono e martire, titolare della cattedrale di Perugia.
Nell’omelia l’arcivescovo ha accostato la figura di san Lorenzo agli altri martiri ricordati dalla Chiesa in questi giorni, da Ponziano e Ippolito fino a Edith Stein e Massimiliano Kolbe. “La storia della Chiesa è la storia dei martiri”, ha affermato Maffeis, ricordando però anche le tante persone che nella società hanno saputo donare se stesse “per costruire comunità, per testimoniare l’amore alla città, per costruire famiglia”, spesso nel silenzio e dimenticate dalla storia.
Richiamando l’immagine evangelica del chicco di grano, Maffeis ha indicato nell’amore “l’unica forza che non viene davvero mai sconfitta”, anche quando appare perdente di fronte alle logiche del potere e della violenza. “I martiri come Lorenzo sono testimoni di quella carità, di quell’amore spinto sino alla fine”, ha osservato. Da qui l’invito rivolto alla Chiesa e alla città a seguire la strada indicata dal patrono: “Non dominare ma servire, non afferrare ma semmai ricevere, non trattenere ma imparare a restituire”. La festa di San Lorenzo, ha concluso l’arcivescovo, sia occasione per una rinnovata attenzione a Cristo, una maggiore appartenenza alla comunità, alla Chiesa e alla città e un impegno nell’annuncio “attraverso il dono di noi stessi, attraverso la carità vissuta”.
Eurostat: 4,41 milioni di cittadini fuggiti dall’Ucraina godono di protezione temporanea nell’Ue
Al 30 giugno 2026, un totale di 4,41 milioni di cittadini extracomunitari fuggiti dall’Ucraina godevano di protezione temporanea nell’Ue. Rispetto alla fine di maggio 2026, il numero di persone provenienti dall’Ucraina sotto protezione temporanea è aumentato di 24.380 unità (+0,6%). Lo attesta oggi un’indagine Eurostat. I Paesi Ue che ospitavano il maggior numero di beneficiari di protezione temporanea provenienti dall’Ucraina erano la Germania (1.286.230 persone; 29,2% del totale Ue), la Polonia (961.170; 21,8%) e la Repubblica Ceca (390.810; 8,9%). in Italia sono poco più di 51mila. I rapporti più elevati di beneficiari di protezione temporanea ogni mille abitanti sono stati osservati nella Repubblica Ceca (35,8) e in Slovacchia (27,2), rispetto a 9,8 a livello Ue. Al 30 giugno 2026, i cittadini ucraini rappresentavano oltre il 98,5% dei beneficiari di protezione temporanea nell’Ue. Le donne adulte costituivano il 43,4% del totale, gli uomini adulti il 27% e i minori quasi un terzo (29,6%) di tutti i beneficiari. Occorre ricordare che il 13 giugno 2025, il Consiglio europeo ha adottato la decisione di prorogare la protezione temporanea per queste persone dal 4 marzo 2026 al 4 marzo 2027.
Papa in Francia: tutto esaurito per la veglia con i giovani allo Stade de France e già 200.000 iscrizioni per la Messa sugli Champs-Élysées. “Mobilitazione straordinaria”
“La vostra mobilitazione per la visita del Papa a Parigi è straordinaria. Che gioia!”. È quanto scrive la diocesi di Parigi annunciando che da ieri sera, ad appena poche ore dall’apertura delle iscrizioni online, “lo Stade de France è tutto esaurito! La capienza massima è stata raggiunta”. La lista d’attesa rimane aperta. La diocesi avverte che potrebbero liberarsi dei posti a causa di cancellazioni o della rimozione di iscrizioni duplicate, che saranno offerti prioritariamente a chi è in lista d’attesa.
“E l’entusiasmo è altrettanto impressionante per la Messa sugli Champs-Élysées: oltre 200.000 persone si sono registrate oggi!”, fa sapere ancora la diocesi di Parigi. La registrazione per la Messa è fortemente consigliata per permetterci di accogliervi nelle migliori condizioni possibili. “Ma state tranquilli: sarà possibile partecipare anche per chi non si è registrato, nei limiti dei posti a loro riservati. E soprattutto, ricordiamoci che la partecipazione a tutti questi eventi è completamente gratuita. Grazie per questo straordinario sostegno! Non vediamo l’ora di condividere questi momenti eccezionali con il Santo Padre”.
Con il comunicato, è stato diffuso anche un video messaggio dell’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich. “Per poter accogliere nelle migliori condizioni possibili le centinaia di migliaia di voi che desiderano rispondere all’invito di seguire il Papa a Parigi – dice – vi chiediamo di registrarvi per ciascuno di questi tre eventi. Le piattaforme di registrazione sono ora aperte sul sito ufficiale del viaggio apostolico e vi incoraggio vivamente a visitarle subito”. L’arcivescovo tiene a precisare che 2la partecipazione a questi incontri è completamente gratuita e che i costi saranno coperti dalla nostra Diocesi grazie al contributo di numerosi donatori, che ringrazio di cuore per la loro grande generosità e di tutti voi che siete disposti e in grado di aiutarci”. In caso ci fossero altre domande circa la partecipazione agli eventi con il Papa, l’arcivescovo invita a visitare il sito web ufficiale del viaggio apostolico dove è possibile trovare tutte le informazioni informazioni. “Cari fratelli e sorelle, cari amici, non vedo l’ora di vivere questi incontri con voi. Sono convinto che questo incontro con il Santo Padre sarà per tutti un incoraggiamento alla speranza, un invito alla gioia e al ringraziamento, un momento per sentire, attraverso la vicinanza del Papa, la presenza amorevole e paterna del Signore, sempre all’opera perché il mondo abbia la vita”.
La visita del Papa inizierà il 25 settembre con un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, seguito da un discorso presso la sede dell’Unesco a Parigi. Il Papa celebrerà poi i vespri nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi alla presenza di vescovi, sacerdoti, diaconi, persone consacrate e seminaristi, e parteciperà quindi a una veglia con i giovani dai 17 ai 35 anni allo Stade de France di Saint-Denis, nella periferia nord di Parigi.
Il giorno dopo, sabato 26, Leone XIV celebrerà la messa in Place de la Concorde e sugli Champs-Élysées, dove sono attese circa 500.000 persone. Domenica 27, Leone XIV celebrerà un’altra Messa all’aperto a Lourdes, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio cattolico. La sua visita si concluderà lunedì 28 a Mosella, dove è sepolto Robert Schuman, uno dei padri dell’integrazione europea, e per il quale la Chiesa ha avviato il processo canonico di beatificazione. Sono previsti un “discorso sull’Europa” presso il Centro congressi di Metz e una messa nella cattedrale della città.
Terremoto in Venezuela: conclusa la missione di Caritas italiana. Don Pagniello, “siamo andati per ascoltare e sostenere la Chiesa locale”
Dall’emergenza alla ripresa, continuando a stare accanto alle comunità. Si conclude oggi la missione di Caritas italiana in Venezuela, iniziata il 3 agosto e guidata dal direttore don Marco Pagniello, per incontrare le popolazioni colpite dal terremoto del 24 giugno, conoscere direttamente gli interventi avviati dalla Chiesa locale e definire insieme a Caritas Venezuela le priorità dell’impegno dei prossimi mesi. La delegazione ha visitato in particolare i territori della diocesi di La Guaira, incontrando famiglie, parrocchie, volontari e comunità colpite dal sisma. A Caracas ha raggiunto anche La Silsa, uno dei quartieri popolari della capitale, attraversato da profonde fragilità economiche e sociali.
terremoto in Venezuela (foto: Caritas italiana)
Significativi gli incontri con gli operatori e volontari di Caritas Venezuela e delle Caritas parrocchiali, con la Conferenza episcopale venezuelana e diverse realtà ecclesiali impegnate nel Paese. “Abbiamo scelto di essere in Venezuela innanzitutto per ascoltare – afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana –. Abbiamo incontrato il dolore di chi ha perso una persona cara, la paura di chi ha visto crollare la propria casa, l’incertezza di tante famiglie che ancora non sanno come ricominciare. Ma abbiamo incontrato soprattutto una Chiesa vicina, prossima al dolore della gente. È questa presenza che vogliamo sostenere”.
terremoto in Venezuela (foto: Caritas italiana)
A poco più di un mese dal sisma, accanto ai bisogni immediati, emergono con sempre maggiore evidenza le conseguenze destinate ad accompagnare a lungo le comunità. La missione ha permesso di approfondire con Caritas Venezuela le priorità sulle quali concentrare il lavoro dei prossimi mesi.
“La nostra ricchezza è la comunità – sottolinea Janeth Márquez, direttrice di Caritas Venezuela. Di fronte a un’emergenza così grande sappiamo che Caritas non può e non deve fare tutto. Il nostro compito è mettere a disposizione ciò che siamo: una rete che vive nei territori, conosce le famiglie e resta accanto soprattutto alle persone più povere”.
È proprio quando l’attenzione sull’emergenza comincia inevitabilmente a diminuire che si apre la fase più lunga e complessa della ricostruzione e dell’accompagnamento per restituire alle persone condizioni di vita dignitose e prospettive di futuro. Caritas italiana continuerà a sostenere il lavoro di Caritas Venezuela, valorizzando anche la solidarietà espressa dalla Chiesa italiana attraverso la Colletta nazionale del 26 luglio e le donazioni che continuano ad arrivare. “La responsabilità adesso è trasformare quanto abbiamo visto e ascoltato in impegno concreto – conclude don Pagniello –. Abbiamo scelto, infatti, di sostenere interventi di assistenza umanitaria e in ambito sanitario, percorsi di inclusione socio-lavorativa, con una particolare attenzione ai bambini e alle bambine. Non possiamo inoltre restare indifferenti a quanto accaduto nelle ultime ore in Colombia. Preghiamo e restiamo vicini alle comunità ferite”.
terremoto in Venezuela (foto: Caritas italiana)
Terremoto in Colombia: mons. Cardona (Pereira), “sacerdoti, sostenete i fratelli nella speranza. Tutti siate disponibili ad aiutare i fratelli”
“Mi rivolgo a tutti i sacerdoti, ai diaconi, ai seminaristi, alle religiose della diocesi di Pereira, vi invito ad avere in questo momento un atteggiamento di fortezza e di speranza per poterla comunicare ai nostri fratelli che stanno attraversando momenti di ansia, momenti di dolore. Vi chiedo di essere forti per poter sostenere i fratelli nella speranza”. Sono le parole, in un video pervenuto al Sir, pronunciate poco dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 7.4, dal vescovo di Pereira, mons. Nelson Jair Cardona. La popolosa città, capoluogo del dipartimento di Risaralda, nel cuore della Cordigliera centrale, con oltre 400 mila abitanti, è forse il centro più colpito dalla violenza del terremoto, con un drammatico bilancio di decine di morti, oltre che si diffusa distruzione. Difficile, però, al momento tracciare un bilancio, sia pure provvisorio.
“Quando potremo avere qualche dato più serio – afferma, infatti, il vescovo – vi chiedo per favore di essere disponibili ad aiutare i fratelli con ciò che è nelle nostre possibilità. So che molte chiese, so che molte delle nostre costruzioni hanno subito danni, ma cercheremo di coordinarci con le autorità per quanto possibile per metterci al servizio dei fratelli che stanno soffrendo di più”.
Terremoto in Colombia: card. Rueda (arcivescovo Bogotá e primate), “è il momento di trovare come Nazione un punto d’incontro, del dialogo e della pace”
L’arcivescovo di Bogotá e primate della Colombia, mons. Luis José Rueda Aparicio, assieme ai propri vescovi ausiliari, in seguito al terremoto che ha scosso la Colombia, in un messaggio al popolo di Dio, lancia un appello accorato a trovare “come nazione un punto d’incontro”, dato che la calamità giunge in un momento di grande tensione politica e sociale, a soli tre giorni dall’insediamento del presidente, Abelardo de la Espriella. Afferma l’arcivescovo: “Un terremoto ha scosso la Colombia e ci ha fatto pensare alla nostra fragilità umana e sociale, allo stesso tempo ci ha fatto pensare alla bellezza della vita in fraternità. Un momento come questo esige da tutti noi un atteggiamento di corresponsabilità nella cultura della cura reciproca. La mano tesa di Gesù al suo amico Pietro (Mt 14, 31) è oggi la mano tesa di Gesù per il nostro Paese, è la mano di donne e uomini disposti a cooperare nelle zone maggiormente colpite dal terremoto, operando a favore di coloro che hanno perso i propri cari, e rialzando chi è rimasto senza tetto o senza lavoro”.
Prosegue il card. Rueda: “Nel mezzo della sofferenza, avanziamo senza scoraggiarci verso l’unità di tutti i colombiani. L’unità come scelta fondamentale di vita, dal più profondo del cuore. In tempi difficili tutti dobbiamo essere disposti ad aiutarci a vicenda con generosità e con coraggio creativo. Che Gesù Cristo il Signore ci ricostruisca con il suo amore, e che ci insegni a vivere nell’amicizia sociale e nella solidarietà. Questa è l’ora dell’umiltà, della concordia, del dialogo e della pace. È l’ora della fiducia nell’amore di Dio. Questa è l’ora di cercare il punto d’incontro, è l’ora di camminare insieme, di lavorare con abnegazione per ricostruirci come società, e affinché, con la sapienza della speranza, ci sforziamo per il bene comune”. L’arcidiocesi di Bogotá ha subito attivato una raccolta di generi alimentari e di prima necessità.
Terremoto in Colombia: mons. Rodríguez (Cali), “camminiamo insieme. Grazie a volontari e sacerdoti”. In città almeno una trentina di morti, crolla un ospedale, danni alle chiese, tra cui la cattedrale
“Camminiamo insieme, lavoriamo insieme per superare questo momento. Esprimo la mia vicinanza alle comunità colpite, ringrazio a tutti i volontari, parroci, sacerdoti, diaconi, sacerdoti, che stanno accompagnando le loro comunità”. Lo afferma, in un video diretto a tutta l’arcidiocesi, l’arcivescovo di Cali, Luis Fernando Rodríguez Velásquez, che invita i propri fedeli a “rafforzare la propria fede” in questo momento difficile.
A Cali si registra la morte, secondo un provvisorio bilancio, di una trentina di persone, con il crollo della facciata dell’Ospedale universitario del Valle. Il nosocomio è dichiarato in allerta rossa, in seguito al collasso del 30% delle sue infrastrutture, che ha compromesso i servizi di pediatria, ginecologia e ostetricia e medicina interna.
Nel frattempo, l’arcidiocesi di Cali traccia un primo e provvisorio bilancio dei danni del terremoto ai luoghi di culto e degli istituti cattolici della città, secondo quanto fa sapere al Sir l’ufficio stampa, anche se si attendono relazioni più dettagliate. La cattedrale di San Pietro Apostolo mostra danni a una delle sue torri. Particolarmente complessa appare la situazione per la chiesa e il convento della Mercede, dove sono stati fotograficamente documentati danni di carattere strutturale. Ulteriori segnalazioni arrivano dalla comunità vincenziana, che rileva danni presso la cappella della Milagrosa delle Figlie della Carità e presenza di crepe e lesioni ben visibili nella parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli.
L’arcidiocesi fa sapere che non è ancora stato effettuato, come comprensibile, un report completo sulle strutture religiose della città, e si è, dunque, in attesa di ulteriori comunicazioni.
Terremoto in Colombia: bilancio provvisorio di 132 morti. Conferenza episcopale invita il popolo a riconoscersi come “un’unica famiglia”
Secondo quanto riferito dalle autorità colombiane, è di 132 morti e 500 persone ferite il bilancio del terremoto di magnitudo 7.4 che ha scosso ieri la Colombia centro-occidentale, con epicentro nel dipartimento del Choco. 32 le città in allerta rossa, con vittime e gravi danni, tra i maggiori centri, a Cali, Pereira e Manizales. Molti i volontari che scavano sotto le macerie, per trovare sopravvissuti. Il presidente, Abelardo de la Espriella, ha decretato lo stato d’emergenza e di catastrofe.
In questo contesto, la Presidenza della Conferenza episcopale della Colombia ha espresso la propria vicinanza alle comunità colpite. Nel loro messaggio al popolo colombiano, i vescovi hanno sottolineato che un’emergenza di questa portata richiede che il Paese si riconosca “come un’unica famiglia” e risponda alla sofferenza con generosità, responsabilità e solidarietà. “Preghiamo per coloro che hanno perso la vita affinché Dio conceda loro il riposo eterno – scrivono ancora i vescovi –; per le persone che risultano ancora disperse; per i feriti e le famiglie colpite. In modo speciale, affidiamo a Dio gli organismi di soccorso, le autorità, il personale medico, i volontari, i dipendenti pubblici, i membri delle Forze Armate e tutte le persone che, con generosità e coraggio, lavorano nelle operazioni di ricerca, soccorso e assistenza agli interessati”.
La risposta solidale della Chiesa colombiana sta muovendo i suoi primi passi attraverso raccolte promosse dai Banchi alimentari e dalla rete della Pastorale sociale – Caritas.
Diocesi: mons. Dal Cin (Loreto) a Grosseto, “camminare insieme è una necessità evangelica e civile”
“Camminare insieme non è un lusso facoltativo, ma una necessità evangelica e civile”. Lo ha affermato mons. Fabio Dal Cin, arcivescovo di Loreto, presiedendo nella cattedrale di Grosseto il pontificale per la solennità di San Lorenzo, diacono e martire, patrono della città e della diocesi. La celebrazione, preceduta dalla tradizionale processione per le vie del centro, è stata concelebrata dal vescovo di Grosseto, mons. Bernardino Giordano, dal vescovo emerito, mons. Rodolfo Cetoloni, e da una trentina di sacerdoti. Presenti anche le autorità civili e militari. Durante l’offertorio il sindaco ha acceso il cero votivo donato ogni anno dal Comune al patrono.
Nell’omelia Dal Cin ha richiamato l’immagine evangelica del chicco di grano che, morendo, porta frutto. Morire a se stessi, ha spiegato, non significa cercare la sofferenza, ma superare individualismo ed egoismo per imparare a vivere per gli altri. In questa prospettiva si colloca la testimonianza di San Lorenzo che, chiamato a consegnare i tesori della Chiesa, indicò nei poveri, nei malati, nelle vedove e negli emarginati la sua vera ricchezza.
Due le indicazioni consegnate alla comunità: una fedeltà “non formale” alla Chiesa e al Papa, capace di tradursi in comunione e servizio alla società, e l’attenzione alle nuove povertà. Dal Cin ha ricordato gli anziani soli, le famiglie in difficoltà economica, i giovani alla ricerca di un senso per la propria vita e quanti chiedono aiuto alla comunità. “Camminare insieme, ha detto Dal Cin, non è un lusso facoltativo ma una necessità evangelica e civile“. Accanto alle povertà materiali, ha evidenziato quella spirituale, legata alla mancanza di amore, verità e giustizia. “Finché non porteremo Gesù agli uomini – ha concluso – avremo fatto per loro sempre troppo poco”.
Ue: Comitato delle Regioni, nuove opportunità di scambio e formazione sul Green Deal
L’Unione europea mette a disposizione di enti locali, comuni e regioni nuove opportunità di scambio, formazione e riconoscimento internazionale per accelerare la transizione ecologica e l’attuazione del Green Deal sul territorio. È quanto spiega il gruppo di lavoro del Comitato europeo delle Regioni nel recente numero della newsletter “Green Deal Funding Alert” dedicato ai temi dello sviluppo di capacità e dell’apprendimento. Per esempio c’è il programma Taiex-Eir Peer 2 Peer, che mette in connessione le autorità pubbliche in Europa per affrontare sfide chiave su economia circolare, gestione idrica, biodiversità e sviluppo urbano tramite missioni d’esperti, visite di studio e workshop. Il bando è sempre aperto a sportello, mentre per le regioni ultraperiferiche è attiva una call speciale su resilienza idrica e tutela marina (scadenza 15 ottobre 2026). Per supportare le città nell’applicazione della nuova legge Ue sul ripristino della natura, l’Iniziativa urbana europea (Eui) propone due programmi in particolare: gli scambi “City-to-City” (con tutoraggio, metodologia e rimborsi spese, prossima dead line il 25 settembre 2026) e le Peer Review sulle strategie urbane sostenibili, in arrivo a inizio ottobre. Sono inoltre aperte fino al 30 settembre 2026 le candidature per l’8ª edizione dei Premi europei Natura 2000, destinati a riconoscere eccellenze nella tutela di siti protetti, habitat e specie. Le cinque categorie comprendono conservazione terrestre, attività marine, città, benefici comunitari e coinvolgimento pubblico, con cerimonia di premiazione nel 2027.
Diocesi: Bologna, domani al Monte Sole il card. Zuppi guiderà la veglia di preghiera per la pace e la giustizia in Terra Santa
Mercoledì 12 agosto, alle 18, presso i ruderi della chiesa di Santa Maria Assunta a Casaglia, nel Parco regionale storico di Monte Sole nel Comune di Marzabotto, l’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Maria Zuppi, guiderà la veglia di preghiera per la pace e la giustizia in Terra Santa. La celebrazione è proposta dalla Chiesa di Bologna insieme alla Piccola Famiglia dell’Annunziata per chiedere la fine delle violenze in corso e ospiterà anche alcune testimonianze di cristiani di quei luoghi. La veglia segue quella del 13 agosto dello scorso anno in cui l’arcivescovo ha pregato per la pace in Terra Santa e sono stati letti i nomi dei bambini israeliani e palestinesi morti il 7 ottobre e successivamente a Gaza.
“Nella desolazione – ha scritto nella sua ultima lettera pastorale il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini – le comunità cristiane restano un segno tangibile di speranza e di coraggiose esperienze di vitalità e fraternità, grazie anche alla costante vicinanza spirituale e fattiva della Chiesa universale”.
“Di fronte all’allarme crescente – afferma Paolo Barabino, superiore della Piccola Famiglia dell’Annunziata – e a una situazione che di giorno in giorno si aggrava sempre più, rimane ferma in noi la fiducia nella preghiera a Dio per chiedere pace e giustizia. In questo contesto le persone soffrono e sono spaventate, come testimoniano anche gli appelli che ci giungono da Taybeh e Ain Arik, dove è presente una nostra comunità. Questa situazione ci spinge ancora di più a un gesto forte di intercessione, perché cessino al più presto tutte le terribili sofferenze in Terra Santa”.
Terremoto in Colombia: la Croce Rossa italiana pronta a fornire il proprio supporto. Valastro, “a disposizione per qualsiasi necessità”
La Croce Rossa italiana si è messa subito al fianco della Croce Rossa Colombiana e della popolazione colpita dal terremoto che ieri ha interessato la Colombia, con la disponibilità a fornire il proprio supporto alle attività di risposta all’emergenza. Il presidente della Cri, Rosario Valastro, ha inviato un messaggio al dr. Juvenal Francisco Moreno Carrillo, direttore esecutivo della Croce Rossa colombiana, manifestando la vicinanza della Cri e la piena disponibilità dei suoi volontari a sostenere la consorella colombiana. “Siamo con voi e con il vostro popolo e siamo a disposizione per qualsiasi necessità”, ha scritto Valastro. “Di fronte a un’emergenza, la prima risposta è esserci. Abbiamo fatto arrivare immediatamente alla Croce Rossa colombiana e alla popolazione colpita la vicinanza di tutta la Croce Rossa italiana. I nostri volontari sono al fianco dei colleghi colombiani e siamo pronti a sostenere le attività di risposta all’emergenza, così come stiamo facendo già in Venezuela”, ha dichiara il presidente della Cri. Juvenal Francisco Moreno Carrillo ha risposto ringraziando Valastro per la solidarietà e il sostegno, sottolineando quanto sia importante per la Croce Rossa colombiana sentire, in questo momento, la vicinanza della consorella italiana e dell’intero Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. La Croce Rossa colombiana sta coordinando la risposta dalla propria Sala di Crisi.
“Il legame tra le Società nazionali della Croce Rossa si traduce in una vicinanza concreta nei momenti più difficili. Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione in Colombia e restiamo in contatto con la nostra consorella, pronti a fare la nostra parte qualora venga richiesto”, ha concluso Valastro.
Diocesi: mons. Brunetti (Alba), “san Lorenzo ci spinge a impegnarci nella costruzione di un mondo più giusto”
“La figura di san Lorenzo ci spinge a impegnarci nella costruzione di un mondo più giusto, dove ogni persona venga accolta, qualsiasi sia il colore della sua pelle e riconosciuta nella sua dignità e valore. In questo contesto, la nostra comunità di Alba ha un ruolo fondamentale. Siamo chiamati a essere una Chiesa in uscita, come ci ha insegnato Papa Francesco, non chiusa in sé stessa, ma aperta alle necessità del mondo. Le opere di carità, l’assistenza ai bisognosi e la solidarietà sono espressioni concrete della nostra fede. San Lorenzo ci invita a mettere in pratica il comandamento dell’amore, a vedere Cristo presente nei volti di chi soffre, di chi arriva nella nostra città per trovare casa, lavoro e sicurezza”. Lo ha affermato ieri sera il vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, in occasione della solennità di San Lorenzo diacono e martire, patrono della città e della diocesi di Alba.
“Oggi, nel nostro cammino di fede, siamo chiamati a essere testimoni di quell’amore che Lorenzo ha incarnato. La nostra società, come quella dell’epoca di San Lorenzo, è piena di sfide. La povertà, l’ingiustizia e l’indifferenza verso il dolore degli altri sono presenti ovunque, anche nella nostra città”, ha sottolineato il presule. “Fra le persone fragili del nostro territorio – ha proseguito – non possiamo dimenticare coloro che affidano le loro speranze di vita all’azzardo che la società continua a chiamare ‘gioco d’azzardo’ in maniera ipocrita in quanto l’azzardo non è mai un gioco ma è male che rovina famiglie intere, prosciugando risorse vitali a persone che poi sono costrette a recarsi ai centri di ascolto della Caritas e in molti casi ai servizi sanitari per farsi curare da una dipendenza gravissima come è la ludopatia”. “La celebrazione di oggi – ha evidenziato – è anche un momento per rinnovare il nostro impegno a denunciare queste situazioni invitando chi ha responsabilità a trovare rimedi, anche legislativi a questa piaga, spesso sommersa”. “San Lorenzo ci offre un esempio di come affrontare le difficoltà con coraggio e speranza, ma anche di come, in mezzo alla sofferenza, possiamo trovare una profonda comunione con Cristo”, ha osservato mons. Brunetti, esortando: “Non dimentichiamo l’importanza della comunità. San Lorenzo era parte di una comunità cristiana viva e attiva. Oggi, siamo chiamati a costruire legami di fraternità, a sostenerci a vicenda nel cammino di fede. La Chiesa non è solo un luogo di culto, ma una famiglia che si sostiene e si incoraggia. Dobbiamo lavorare insieme, costruendo reti col territorio e le istituzioni locali, per costruire una comunità che rispecchi l’amore di Dio, accogliendo tutti, senza esclusione”. “Oggi – ha concluso – mentre rendiamo omaggio a san Lorenzo, chiediamo a lui di intercedere per noi affinché possiamo seguire il suo esempio. Che la sua vita di servizio, amore e coraggio ci ispiri a essere discepoli autentici di Cristo. Che possiamo essere, come lui, fari di luce in un mondo spesso oscuro, testimoni di giustizia e di pace”.













