Caro carburanti, la vicinanza dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria ai lavoratori in protesta

Proteste autotrasportatori caro carburante

Ai Overview: La delegazione dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, attraverso i sacerdoti don Francesco Megale e don Davide Amadeo, si è recata presso i presìdi di Gallico e Campo Calabro per incontrare gli autotrasportatori in sciopero contro il caro carburanti. Durante l’incontro sono state ascoltate le istanze dei lavoratori, che richiedono allo Stato un taglio immediato delle accise sul gasolio e tariffe di trasporto proporzionate ai costi effettivi. L’attenzione si è concentrata in particolar modo sulle piccole imprese familiari del settore, che attualmente rischiano la chiusura a causa dell’insostenibilità delle spese fisse. La Chiesa reggina ha ribadito l’importanza di tutelare la dignità del lavoro e ha invitato i cittadini a non far mancare la propria solidarietà a chi garantisce ogni giorno la consegna dei beni di prima necessità.

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L’ascolto ai presìdi di Gallico e Campo Calabro

L’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova ha voluto esprimere concretamente la propria vicinanza ai lavoratori impegnati nei presìdi di protesta contro il caro carburanti, presso Gallico e Campo Calabro. A portare il saluto e la solidarietà dell’Arcivescovo sono stati don Francesco Megale, vicario episcopale per la carità e il sociale, e don Davide Amadeo, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro, che hanno incontrato i manifestanti, condividendo un momento di ascolto e di confronto sulle difficoltà che il crescente costo dei carburanti sta provocando alle attività lavorative e alla serenità di tante famiglie, mettendo a dura prova un settore fondamentale per l’economia e la vita quotidiana del Paese.

Le richieste allo Stato e la crisi delle piccole imprese

Al centro del dialogo con i lavoratori vi è stata la condivisione di richieste precise rivolte allo Stato: una riduzione immediata delle accise sul gasolio, anziché rimborsi fiscali che arrivano dopo mesi; tariffe di trasporto che garantiscano almeno la copertura dei costi effettivi, con controlli e sanzioni contro il lavoro sottocosto; interventi di sostegno che tutelino soprattutto le imprese più piccole. Sono proprio queste ultime a pagare il prezzo più alto della crisi. Le piccole ditte familiari, spesso costituite da uno o pochi mezzi, non dispongono delle risorse economiche dei grandi gruppi, né della stessa capacità di negoziare le tariffe o assorbire i continui rincari. Per molte di esse, continuare a lavorare rischia di significare accumulare perdite, mentre fermarsi comporta comunque il peso delle rate, delle assicurazioni e delle spese fisse. Il rischio concreto è che tante piccole attività, costruite con anni di sacrifici, siano costrette a chiudere definitivamente, con conseguenze pesanti per le famiglie e per l’economia del territorio.

L’appello ai cittadini

Oltre questo vi è l’accorato appello ai cittadini, affinché tutti possano sentirsi coinvolti in questo momento così delicato e di profonda sofferenza, un appello a “non voltare le spalle”, a rimanere solidali e vicini a quanti, con la loro competenza e professionalità, ogni giorno garantiscono per tutti ciò che quotidianamente abbiamo in casa: farmaci, cibo, beni di prima necessità e quanto serve alla vita normale dei cittadini.

La visita ha voluto testimoniare l’attenzione della Chiesa diocesana verso le preoccupazioni di quanti, attraverso il proprio lavoro, cercano quotidianamente di garantire un futuro dignitoso alle proprie famiglie, trovandosi oggi a fare i conti con costi sempre più gravosi e prospettive incerte.

La dignità del lavoro al centro delle scelte

La Chiesa non può restare indifferente dinanzi alle fatiche di chi lavora, ma è chiamata a farsi prossima, ad ascoltare e ad accompagnare, nella convinzione che la dignità della persona e la tutela del lavoro debbano rimanere al centro di ogni scelta economica e sociale. La presenza dei due presbiteri, a nome dell’Arcivescovo, ha rappresentato un segno di fraternità e di speranza, insieme all’auspicio che, attraverso il dialogo e la responsabilità delle istituzioni, possano essere individuate soluzioni concrete alle legittime preoccupazioni dei lavoratori. Dietro ogni protesta ci sono volti, storie e famiglie, e dove la dignità del lavoro è messa alla prova, dietro ogni motore spento per protesta c’è il desiderio di poter tornare a lavorare, senza essere costretti a scegliere tra la sopravvivenza della propria impresa e il sostentamento della propria famiglia. In tutto questo la Chiesa desidera esserci non soltanto con le parole, ma con la sua presenza.

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