Ai Overview: Sabato 24 ottobre l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina ospiterà un simposio accademico ed ecclesiale dedicato all’analisi della “Magnifica humanitas”, la prima enciclica di papa Prevost. L’incontro si concentrerà sull’impatto dell’intelligenza artificiale sui diritti fondamentali della persona. Attraverso gli interventi di docenti ed esperti di diverse discipline — dalla sociologia alla neuroetica, fino alla bioetica e alla pedagogia — verrà esaminata la necessità di custodire le relazioni umane e ridefinire la tutela dell’individuo all’interno della società dell’algoritmo.
La presentazione del documento pontificio
Sabato 24 ottobre, alle 9:45, l’auditorium «Mons. D. Amoroso» dell’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina ospiterà il simposio sull’enciclica “Magnifica humanitas”, dal titolo “Ridefinire l’umano e i suoi diritti fondamentali”. L’occasione è la presentazione del documento di Leone XIV a una platea che vede la partecipazione della Chiesa locale, ovvero l’Istituto (aggregato all’Università Pontificia Salesiana) e l’arcidiocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, e del mondo accademico, rappresentato dall’Università degli Studi di Messina. Si tratta della prima enciclica di papa Prevost, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale e firmata il 15 maggio scorso, nel 135° anniversario della “Rerum novarum” di Leone XIII, per poi essere presentata in Vaticano il 25 maggio successivo.
Il programma e gli interventi degli studiosi
L’incontro, la cui introduzione è affidata all’arcivescovo, monsignor Giovanni Accolla, archimandrita del SS. Salvatore, è moderato da Antonino Rizzo Nervo, direttore della “Gazzetta del Sud”, Messina.
Il primo intervento tocca a Francesco Pira, associato di Sociologia all’ateneo peloritano, che si misurerà con la società dell’algoritmo e con la tenuta dell’umano dentro di essa. Da Roma arriva Alberto Carrara, legionario di Cristo, decano della Facoltà di Filosofia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dove dirige il Gruppo di Neurobioetica: il suo campo è il rapporto fra l’intelligenza artificiale e il pensiero umano, letto con gli strumenti della neuroetica e dell’antropologia. Rosa Grazia Romano, associata di Pedagogia generale e sociale, interviene con una relazione dal titolo “Il più che umano” e affronterà il tema dell’educazione all’impossibile nel tempo dell’intelligenza artificiale. Giovanna Costanzo, associata di Filosofia morale, ragionerà invece sulla dimensione dialogica e sulla custodia della relazione, mentre l’ultima parola in programma è di Giovanni Russo, ordinario di Bioetica e direttore dell’Istituto e della Scuola superiore di specializzazione in bioetica e sessuologia. La sua relazione riprende il sottotitolo del simposio, stavolta con un punto interrogativo: «Ridefinire l’umano e i suoi diritti? La prospettiva di “Magnifica humanitas».













